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SANO: “È necessario cogliere la magia del reale” | Indie Talks
Viviamo in un mondo dove il tempo chiede tempo e quasi come conseguenza l’essere umano ha fretta di trovare risposte a domande che, in fondo, non riesce neanche a comprendere davvero. Tutto può essere messo in discussione. Non è un peccato abbandonare i dogmi o provare a trovare nuove fonti d’ispirazione da quello che succede dentro e fuori di noi.
“Sano” con questo disco solista si lascia affascinare dalla magia della reale, e dalla verità che ne nasce fuori, “Opopomoz” è un’antica formula, omaggio alla tradizione napoletana, che benedice questo suo nuovo percorso umano e artistico.
Queste canzone profumano di seduzione, errore e consapevolezza che si può sempre andare oltre, evitando di rimanere cristallizzati in un processo di regole e abitudini. Crescendo la nostra attitudine alla vita muta, diventando in ogni situazione bussola per le nostre scelte. La consapevolezza del passato ci permette di guardare al futuro con l’esigenza della libertà.
SANO X INDIE TALKS
Per arrivare al cambiamento bisogna passare attraverso l’attesa?
Credo di sì. Non è un’attesa immobile, è più un tempo in cui impari a stare dentro alle cose senza scappare. A me ha aiutato a capire cosa valeva davvero la pena cambiare e cosa no.
Quali fasi hai vissuto scrivendo questo disco?
Diciamo che scriverlo mi ha costretto a rimettere in discussione il modo in cui lavoravo, non solo quello che volevo dire e il disco è nato quando ho smesso di forzare le risposte.
Hai avuto dubbi sulla tua identità?
Sulla mia identità no, forse su come venivo percepito. Più che cercare un’identità stabile ho accettato il fatto che cambia. Questo disco racconta proprio quel movimento, senza la pretesa di fissarlo una volta per tutte.

La libertà è un grande rischio?
È un rischio enorme, perché ti mette davanti alle tue responsabilità. Quando sei libero non hai più scuse. Però è anche l’unico spazio in cui posso lavorare davvero in modo onesto.
Recentemente ti riconosci nella tua città o ti senti diverso?
Mi riconosco, ma in modo diverso rispetto a prima. È un rapporto che cambia insieme a me. A volte mi sento distante, ma resta un punto fermo emotivo. Mi riconosco in Napoli ma perché mi riconosco nella mia vita che accade lì.
Hai un privilegio stupendo che tendi a sottovalutare?
Il tempo, ma non come pausa. Il fatto di potermelo prendere senza doverlo giustificare. Poter cambiare idea, anche all’ultimo, e non sentirmi in debito con nessuno. È una libertà silenziosa che spesso dimentichiamo di avere.

Se il successo richiede una formula magica si rischia di svendere l’arte?
Sì, se quella formula diventa l’obiettivo. Io cerco di non semplificare quello che sento solo per funzionare meglio. Preferisco restare fedele al processo, anche se è meno prevedibile.
Che frase di OPOPOMOZ sintetizza bene il futuro?
Una frase che non chiude il discorso. Per me il futuro non è una risposta ma una direzione aperta. Il disco guarda avanti senza promettere soluzioni.
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