Scippa: “Erotica ama tra corpo e anima” | Indie Talks

PH: Daria Addabbo

Scippa: “Erotica ama tra corpo e anima” | Indie Talks

C’è un senso di proibito nel raccontare i sentimenti e il sudore che lasciano sulla pelle, almeno dal punto di vista del romanticismo o della cultura. Sembra quindi di arrivare ad esagerare nel descrivere l’amore dal punto di vista del contatto, quasi come se ci fosse la paura di trasformare il reale e il carnale in qualcosa di scabroso o offensivo. I social ci hanno anche insegnato che in certi casi non esiste neanche il limite, tutto è in bella vista, oltre l’immaginazione, ma in questa situazione non solo la magia sparisce, ma l’esibizionismo esagerato distrugge anche la passione, trasformandolo in pura vanità e modo per guadagnare.

Scippa, da cantautore, provoca con ironia, incuriosisce e stuzzica la fantasia, ed il suo brano “Erotica” rende sacro il  gusto del desiderio.

SCIPPA X INDIE TALKS

Qual è la differenza principale tra sesso e amore?

Credo che il sesso sia legato principalmente all’espressione di un istinto, dove il piacere è la sola bussola. Questo tuttavia non significa che si possa fare del buon sesso con chiunque chiaramente. Servono comunque gli incastri giusti. L’amore lo vedo più come un’elevazione, una dimensione in cui si perdono i rispettivi “io” a favore di un “noi” o comunque di qualcosa più grande del singolo. 

L’erotismo è una sorta di magia?

Beh sì, forse è la magia più grande di tutte, perché ha a che fare con energie, forze e legami invisibili che hanno il potere di cambiare gli esseri umani. 

Ti eccita di più il momento in cui nasce un brano o quando lo porti sul palco?

Quello in cui nasce, perché è davvero anche questo un momento profondamente erotico. Mi dà un piacere fisico davvero intenso, come l’orgasmo appunto, che rappresenta la creazione e la venuta al mondo di qualcosa di nuovo. 

PH: Daria Addabbo

Per lasciarsi andare sotto le coperte è meglio una playlist di canzoni straniere, o l’italiano rende il tutto più romantico?

Forse è meglio una playlist di canzoni straniere, perché durante il sesso si è talmente immersi in un’altra dimensione che le parole in italiano possono diventare una fonte di distrazione, almeno è così che succede a me. Magari ti viene da seguire meccanicamente il testo di una canzone e invece di lasciarti andare completamente rimani incastrato nella sfera della razionalità, invece di entrare in ascolto profondo delle tue sensazioni e di quelle del partner. 

Nella comunicazione la tua posizione preferita è quella di chi ha qualcosa da dire o sei più interessato all’ascolto?

In realtà m’interessano entrambe le posizioni. Quello che ho da dire di solito lo scrivo nelle canzoni e amo farlo da sempre. Da bambino mi piaceva da morire scrivere i temi, poi da quando a 13 anni ho imparato a suonare la chitarra ho trasferito la passione della scrittura nella forma canzone. Ma sono anche un grande ascoltatore. In fondo le due cose si alimentano a vicenda, perché è difficile aver qualcosa d’interessante da dire senza saper ascoltare e viceversa. 

Le app di dating rientrano tra le “tattiche di vita contemporanea”?

Perché no.. In qualche modo fanno parte ormai delle nostre vite. Nel brano che hai citato non mi riferisco espressamente alle app di dating, ma faccio delle riflessioni più generali sulla contemporaneità e sulle nuove “tattiche di sopravvivenza”. Ma credo che sia tutto collegato, perché le app sono in fondo come un nuovo territorio da annusare ed esplorare, in cui ci si può mettere alla prova e in cui impariamo ad adattarci, come degli animali selvatici in un nuovo ambiente. 

Scippa

L’arte dialoga con una pornografia del successo, dove si perde la verità e l’imbarazzo del gesto?

Credo che mai come oggi tutti vogliano raggiungere il successo e nel minor tempo possibile. E mai come ora il successo non è altro che uno status da esibire in ogni modo e ad ogni costo, facendolo diventare appunto simile alla pornografia. L’arte diventa solo un pretesto per raggiungere questo scopo, venendo di fatto sacrificata in nome di un profitto e di uno status di qualche tipo. L’arte sembra così quasi costretta a dialogare con tutto il sistema dello spettacolo, dello show business, in cui è difficile rimanere integri, dal momento che tende a fagocitare qualunque presenza di verità e onestà intellettuale. Credo comunque che le vere opere d’arte si riescano poi quasi sempre a riconoscere alla fine e che, proprio per il fatto di essere tali, riescano a sopravvivere a ogni tentativo di distruzione della verità e delle bellezza. A essere onesto oggi non ne vedo molte intorno a me, nella musica come in altri ambiti.

Un certo perbenismo è radicato nella nostra cultura?

Direi proprio di sì. Oggi ci consideriamo più aperti, open mind, ma siamo ancora pieni di pregiudizi e sovrastrutture, anche rispetto al sesso e a tutto quello che gli orbita intorno. Credo che il modo in cui viviamo la sessualità rifletta il modo in cui ci relazioniamo con il mondo, con gli altri, con la diversità. Per questo da sempre la repressione sessuale è stata un’arma utilizzata per assopire le coscienze e contrastare la liberazione degli individui.

Il perbenismo è frutto della dittatura della morale dominante, dove le apparenze spesso contano di più della sostanza e della verità. Il sesso, come tutto ciò che è profondamente umano e autentico, ne svela tutte le fragilità e le contraddizioni.

In un panorama culturale e musicale, in cui dilaga ancora un romanticismo edulcorato privo di “corpo”, ho scelto ad esempio di inserire nell’ultimo album un brano come “Erotica”, che vuole essere invece un omaggio alla dimensione più carnale dell’incontro amoroso, mai separata in realtà da tutto ciò che è anche dell’anima.