Musicultura, altre storie e nuove canzoni nella seconda serata

Musicultura, altre storie e nuove canzoni nella seconda serata

Di Christian Gusmeroli 

Dopo l’esordio della prima serata, le audizioni di Musicultura proseguono al Teatro Lauro Rossi di Macerata con un nuovo gruppo di artisti pronti a portare sul palco storie, linguaggi e sensibilità diverse della nuova canzone d’autore italiana.

L’idea iniziale con cui avevo iniziato a seguire questa edizione era quella di realizzare un report sintetico sulle dieci serate, con un accenno solo agli artisti che mi avevano colpito di più. Questo però ho ritenuto successivamente essere una mancanza di rispetto nei confronti dei 60 artisti che si mettono in gioco per far conoscere il loro lavoro. Quindi vediamo nel dettaglio anche i 6 artisti di questa sera.

Claudio Covato Nell’universo” è il titolo del brano che apre la serata. “Senza paura perché tutto intorno non c’è / nell’universo paura non c’è”, un universo che diventa un luogo metafisico in cui non c’è paura, dolore sofferenza. Una canzone che parla di distanze e separazione con però la visione ottimistica che verranno ridotte e si giungerà presto a una ricongiunzione in questo “universo”. “Chiddu ca me resta” è una canzone in siciliano dove il testo sembra volerci far riflettere sul fatto che spesso le parole non bastano a definire la realtà “Chiddu ca ma resta è nu mari ca mari ‘n’è”. Covato ha una vocalità straordinaria aiutato anche dal percorso di studio di canto lirico. Una voce straordinaria che si appoggia su sonorità folk della tradizione mediterranea.

Montegro Abbracci da via Casilina” è il brano del cantautore abruzzese. Via Casilina è una via romana e la canzone è tutta incentrata sulla nostalgia di una relazione che non c’è più. “Benedetta Malinconia”, secondo brano in cui il mondo però è sempre quello. La nostalgia e la malinconia. Montegro, abruzzese di nascita ma romano d’adozione, si colloca perfettamente nel panorama della nuovissima scuola romana. Quella di Fulminacci e Gazzelle. Di Montegro c’è da evidenziare un riconoscimento legato al premio Tenco nel 2023 e una collaborazione con l’immenso Max Gazzè nel 2021.

Fremir Il padre che torna”, una canzone che parla di compromessi fatti nella vita “Ho scambiato la musica con l’amore…Il lavoro con il mio valore”. Questa la proposta della cantautrice milanese che imbracciando la sua chitarra ci enuncia questa poesia, autobiografica, in musica. “Ematoma” è la seconda opera proposta. Di Fremir si evidenzia l’atmosfera intimista che la contraddistingue.

Luigi Relé con Via Togliatti”, si presenta colui che sicuramente è il partecipante più maturo di tutto l’evento. Vanta la fortuna di aver frequentato il celebre “Folkstudio” negli anni d’oro. Il genere è quello del cantautorato più tradizionale. “Via Togliatti” è un pezzo di denuncia sociale figlia del miglior cantautorato. “Un giorno migliore” è un altro baluardo della vecchia scuola. Ascoltandolo a occhi chiusi ti ritrovi nei mondi disegnati anche da Faber. Quelli degli ultimi che a pugni stretti cercano di difendere il loro posto all’interno della società. 

Martina Cirri cantautrice siciliana prodotta dall’etichetta discografica di Roy Paci. “Nebbia” e “Suonando viole” i brani prescelti dall’artista per mettersi in mostra. Soul e pop i mondi musicali visitati da Martina e quelli in cui ci accompagna con la voce e la sua chitarra. 

Carla Fucci a lei l’onere e l’onore di chiudere la seconda serata della rassegna d’arte. La cantautrice napoletana intona “Kàlema”. Kàlema è una parola della cultura africana che indica una voce che si alza. “Tempo” invece è la canzone con cui si chiude la seconda serata. 

Al termine della serata il pubblico presente in sala ha espresso anche il proprio vincitore simbolico di serata. A raccogliere il maggior consenso è stato, con merito, Claudio Covato.

Con sei nuovi artisti passati sul palco, la seconda serata delle audizioni aggiunge altri tasselli a un percorso che nelle prossime settimane porterà alla scelta dei finalisti. Nel frattempo, il pubblico del Lauro Rossi continua ad assistere alla nascita delle possibili voci della canzone d’autore di domani.