Musicultura, si chiude il ciclo delle audizioni al Lauro Rossi

Musicultura, si chiude il ciclo delle audizioni al Lauro Rossi

Di Christian Gusmeroli

Ultima serata di audizioni per Musicultura al Teatro Lauro Rossi di Macerata. Si chiude il percorso iniziato nelle scorse settimane, che ha portato sul palco una varietà di proposte.

Anche questa sera sei artisti si presentano con il proprio modo di intendere la canzone, tra scrittura, suono e identità.

È l’ultimo passaggio prima di tirare le somme.

Gli ultimi sei a esibirsi sul palco:

Il Maestrale, collettivo pugliese dalle sonorità rock, apre la serata con “Mediterraneo Centrale”, una visione del mare divisa tra immaginario e realtà: da una parte il sole e l’acqua, dall’altra morte, immigrazione e abbandono.

La seconda proposta, “Berlinesi”, racconta un ricordo vissuto dentro un luogo, Berlino, che diventa parte del sentimento provato verso una persona amata: “Non so più se mi manchi tu o Berlino”.

Federico Baldi, cantautore e performer di formazione teatrale, costruisce un progetto che fonde canzone e monologo, tra ironia e fragilità, con uno sguardo diretto sul presente.

La sinistra riparta da Immanuel Casto, Yasmina Pani e Wesa Channel” va proprio in questa direzione: già dal titolo emerge il tono ironico e sarcastico del brano, che mette in discussione la leggerezza con cui la sinistra affronta alcune tematiche.

Un approccio che, anche nella messa in scena, può ricordare vagamente Giorgio Gaber.

Con “La macchina del tempo”, invece, l’artista rivendica la rabbia come qualcosa da preservare, perché è ciò che tiene vivi e impedisce di scivolare nell’indifferenza.

Chiara Accardi, cantautrice siciliana che fonde pop e folk, trasforma il sentimento in una forma di resistenza.

Promettilo” e “Mi manchi ma non parlo” sono due brani lineari e immediati che, almeno per quanto ascoltato in questa serata, richiamano a tratti lo stile di Levante.

Chino, rapper romano, porta “Non andare”, un brano che affronta il tema delle relazioni tossiche.

“C’è un filo che divide attenzione ed ossessione” è la frase che ne sintetizza il senso: tutto il resto si muove attorno a questo equilibrio che salta.

L’isola che non c’è” è la seconda proposta.

angelae, cantautrice padovana che mette il testo al centro del proprio lavoro, presenta “Niente di speciale”. Il cuore del brano è nella frase “Sono morta e sono viva / sono sempre un’altra cosa”, che restituisce una sensazione di apatia in cui tutto scorre senza lasciare davvero traccia.

Nei letti degli altri” è l’altra proposta.

Isabella Privitera, cantautrice e chitarrista bolognese, propone “Senza tempo”, una delicata esibizione chitarra e voce.

Con “Eya” porta invece una canzone di denuncia, costruita su una visione simbolica dell’essere umano, che finisce per distruggere ciò che dovrebbe custodire: “Io ti faccio uomo, io ti faccio guardiano”.

Non ci resta che concludere con l’ultima preferenza del pubblico. A vincere ed essere proclamato vincitore di serata è Federico Baldi.

Ultima serata di audizioni. Sei artisti, sei modi diversi di stare nella canzone.

Il percorso si chiude qui. Restano le canzoni, per come sono state portate e per quello che hanno lasciato.

Ora non resta che attendere le decisioni della giuria per conoscere i nomi dei finalisti.