“Una somma di piccole cose”: la favola quotidiana di Niccolò Fabi(review)

Dopo il successo di FSG (Fabi, Silvestre, Gazzè) che ha entusiasmato il pubblico con “Padrone della festa” ; Niccolò Fabi torna con un progetto da solista dal titolo “Una somma di piccole cose”.

9 brani scritti nella solitudine della campagna in poco più di due mesi.

Il disco si apre con la traccia che porta il titolo dell’album: gradevole, leggera, piena di frammenti d’emozioni nascoste e assopite. Segue il primo singolo estratto per le radio:“Ha perso la città”, una canzone su una comunità che manca, svuotata dal senso collettivo-

“Ha perso la città, ha perso un sogno” canta Fabi, senza timori.

 

Poi c’è la fiabesca “Facciamo finta”, narrazione accompagnata dolcemente da chitarra e voce leggera-

 “Facciamo finta che io sono un re e tu sei un soldato.”

Sono solo le prime tre tracce che aprono la strada a:  “Filosofia Agricola”, “Non vale più”, “Una mano sugli occhi”, “Le cose non si mettono bene” e  “Le chiavi di casa” che rispecchiano un aspetto comune a tutto il progetto: raccontare le piccole gioie e i piccoli affanni, mettere in luce le pieghe delle nostre anime fragili.

C’è un ritmo melodioso e dolce che accompagna questa “fiaba quotidiana”:  il cantautore romano  si diverte ad aprire i cassetti delle nostre esistenze per scovarne piccole perle preziose,  gioielli dimenticati, ricordi intrappolati.

L’ottavo album di Niccolò Fabi esprime tutta la piena maturazione di un artista costantemente in evoluzione : “Una somma di piccole cose” è un disco che accarezza chi lo ascolta, un canto leggero a cui tuttavia non mancano le sfumature dell’emotività più inesplorata.

Malinconia che deriva dal costante cambiare del tempo, di ciò che ci circonda e che amiamo. La malinconia per il passare degli anni, nostalgico canto che  tuttavia aiuta ad attutire dolorose perdite.

La voce posata di Fabi è una gioia, una bolla di sapone salvifica che a tratti sa trascinarci nella dimensione del sogno e della fiaba e che ci regala un disco, prontuario delle nostre esistenze effimere ma anche epiche. Un sillabario dei sentimenti da cui attingere.

Di Leonardo Scapin

Link per l’ascolto gratuito del nuovo album del cantautore romano:

Salvatore Giannavola

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