Di Andrea Pan
“Scintille” è l’ultimo singolo estratto da “Punk”, il secondo album di Gazzelle.
Il video si apre con un primissimo piano di Flavio che canta ad occhi socchiusi davanti un vetro.
La pioggia sbatte su questo e non colpisce un ragazzo che così diventa lo specchio del impotenza che lo affligge.
Impotenza che colpisce una generazione di transizione come la nostra, una generazione alla quale era stato promesso tutto e invece si ritrova a lottare col complesso del tempo che scorre che batte, senza pietà, visi confusi e alla ricerca di una vita sociale ormai compromessa è irrecuperabile.
In fondo, sotto sotto, sta bene, come stai bene pure te, suggeriva con “Sopra”.
“Momenti in cui non vorrei morire mai, momenti che, sai, fermano il tempo”
Sono proprio questi momenti che turbano il nostro protagonista, ormai icona di quel mondo a forma di fondo di bottiglia nel quale dice di addormentarsi.
“Abbiamo tutta la vita”, come un accenno di speranza, strozzato, condannandoci alla nuda e cruda verità: abbiamo troppa vita davanti a noi per poter combattere questa malinconia che ci attanaglia.
“Che noia decifrarti […] non mi va più di scriverti”
La noia che lo consuma, lo contorce tra queste sue notti amare che come unica via d’uscita sembrano avere solo l’attesa di una felicità effimera che non ci sarà mai.
Puoi dormire da Fede, Giulia, da chi vuoi ma non sarai mai felice come lo eri in passato, come quando facevi scintille e speravi potesse durare in eterno.
“Ma nemmeno è tutto nero”, quasi simpaticamente ci vuole dire che forse proprio questa sua paranoia è a tenergli compagnia nel marasma della vita quotidiana.
“Tu non avevi sogni, io non avevo soldi”
Con “Meglio così” ci tuffiamo nel nostro passato, rimpiangendo problemi futili di anni che non torneranno mai.
In fondo era tutto meglio prima.
Ora piange, lacrime amare, ci fa piangere, come le gocce d’acqua che battono sul vetro che lo separa dal resto del mondo.
Gazzelle racconta ciò che tutti noi viviamo da soli dentro noi stessi.
E ci fa così male ascoltare le sue parole tanto quanto ci piace poterlo fare, per sentirci meno soli.
Non è cambiato nulla da Superbattito o forse c’è ancora più tristezza che rende il tutto più interessante per l’attesa del bis di Flavio.
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