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Belin che bello il soldout degli Ex-Otago a Genova | Intervista

Io fin da bambino amo definirmi e mi sento genovese anche se ho abitato nel capoluogo ligure solamente pochi giorni appena nato. Ho sempre vissuto a solo una trentina di km di distanza, ma ogni volta che passeggio per De Ferrari o il porto mi sento rinascere e allo stesso tempo spensierato come uno dei turisti che fotografa tutto quello che vede. Genova è il mio posto del cuore, è il sentimento che cerco quando ho bisogno di stare bene.

Ora con quella faccia un po’ cosi tanto cara a Paolo Conte, sto per pubblicare la mia intervista agli Ex-Otago, dopo il supermega concerto di sabato sera.

Non vi nego che sono ancora emozionato e pieno di adrenalina dopo essermi scatenato sotto al palco cantandole tutte dall’inizio alla fine. Magari ho sbagliato qualche parola, confuso ritornelli, ma pazienza. Quando poi è iniziata Costa Rica, definita la nuova Ma se ghe pensu, è stato difficile non realizzare quanto io sia davvero innamorato di Genova. Ci sono emozioni che probabilmente può comprendere appieno chi è cresciuto a focaccia e pesto, perché senza dubbio qui c’è un altro cielo, un altro mare.
Anche gli Ex-Otago probabilmente hanno seguito questa precisa dieta aggiungendo un bicchiere di Corochinato, la musica di Fabrizio De Andrè e un’adolescenza passata tra i vicoli e il quartiere di Marassi.

Maurizio Carucci, Simone Bertuccini, Olmo Martellacci, Rachid Bouchabla e Francesco Bacci con il Belin Che Bravi sono voluti tornare a casa e abbracciare uno ad uno gli abitanti di una città ancora ferita dopo la tragedia di Ponte Morandi.

C’era bisogno di una grande festa e così è stato e perché non invitare anche qualche amico?  Ecco, a discapito del detto che noi liguri siamo persone abbastanza asociali, sono spuntati sul palco alcuni tra i maggiori esponenti della scena indie italiana. Coma-Cose, Venerus, Jack Savoretti, The Andrè e Dutch Nazari hanno duettato insieme alla band, rivisitando le hit otaghe

L’ultimodeimieicani, Pasino e Nebbiolo, hanno intrattenuto il pubblico, prima di ripercorrere in due ore abbondanti tutti i successi dei beniamini di casa. Dall’ultimo meraviglioso singolo Tutto ciò che abbiamo a Quando sono con te, dalla sanremese Solo una canzone alla più vintage Gli Ex-Otago e la jaguar gialla.

Una serata in cui si è ballato, cantato e abbracciato forte, ma nella quale è emerso l’orgoglio e la passione di cinque giovani che dopo aver iniziato a suonare davanti a poche persone, hanno riempito il loro primo palazzetto e la loro faccia è apparsa su un murales a pochi passi da dove sono nati.

Belin Che Bravi è  il complimento che vi meritate di più! Grazie, da un “genovese innamorato”.

INTERVISTANDO GLI EX-OTAGO

Tu dimmi come si fa a essere sereni cantate in Tutto ciò che abbiamo. Quali consigli ci potete dare?

Vorremmo poterne avere qualcuno universale, sarebbe bello. Probabilmente fare qualcosa che rende felici potrebbe essere un buon punto di partenza per essere sereni, anche il classico “vivi e lascia vivere” non è male come base per la serenità.

Quanto è difficile chiedere Scusa?

Molto. È il classico trade-off con l’orgoglio. Quando però realmente pensi che valga la pena, forse è un po’ meno difficile.

I due video di Scusa e Tutto ciò che abbiamo sono collegati (con un finale a sorpresa) e girati da Maurizio. Com’è stato fare il regista?

Avevo voglia di provare e sperimentare cose nuove. È stato tutto molto veloce e fluido, abbiamo girato e montato in meno di 24 ore. È stato divertente provare a stare dall’altra parte però ci tengo a sottolineare che resto fedele alle canzoni e al vino.

Prendendo spunto dal brano Torniamo a casa, amore significa accettare e saper convivere con i casini dell’altra persona?

Amore significa ANCHE saper convivere con i casini dell’altra persona, se no che gusto c’è? Le storie d’amore sono storie di equilibri belli e precari in cui se non ci si mette in gioco e non si disinnesca, a volte, non si può andare lontano.

Con chi vorreste bere una bottiglia di Corochinato?

Con tutte le persone che sono venute a vederci sabato.

Partecipare a Sanremo vi ha cambiato la vita?

Non ci ha cambiato la vita. È stata un’esperienza meravigliosa durante la quale abbiamo capito che nonostante siano passati molti anni dal nostro esordio, abbiamo ancora qualcosa da raccontare.

Ci vuole molto coraggio a essere un giovane d’oggi?

Beh sì, non sono tempi facilissimi per i giovani d’oggi. Ci vuole molto coraggio per chi decide di costruire il suo futuro in Italia, ma ci vuole molto coraggio anche per chi decide di costruirsi un futuro all’estero, lontano da tutto.

C’è una canzone dei vostri primi album alla quale siete particolarmente legati, che volete suggerire a chi vi ha conosciuto solo dopo la consacrazione della scena indie italiana?

È difficile riuscire a trovarci tutti concordi. Sono tante le canzoni alle quali siamo legati per un motivo o per un altro, non riusciamo a dirvi quale possa prevalere su un’altra.

Belin che bravi, il documentario Siamo come Genova e il nuovo murales a Marassi. Come si può spiegare questo incredibile amore per la vostra città?

Genova non la puoi spiegare, Genova la vivi e basta. Per noi Genova è tante cose ma è soprattutto le persone che provano un amore incondizionato per questa città e che ne portano sempre un po’ con loro, in tutte le cose che fanno

ASCOLTA GLI EX-OTAGO NELLA PLAYLIST DI INDIE ITALIA MAG

Nicolò Granone

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