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Ex- Otago: “Auguri, Genova non tradirti mai!” | Indie Talks

“Vi siete mai chiesti che aspetto avreste se foste nati da un altra parte e non a Genova?
Come sarebbero i vostri occhi, i vostri lineamenti? E le vostre idee?
Noi siamo innamorati  di Genova perché siamo fatti di Genova.
Io dentro di me sono pieno di Marassi, del suo degrado, del suo cemento ma anche della sua semplicità della sua genuinità.
Devo molto al mio quartiere perché mi ha insegnato ad andare via. Partire è una delle cose più straordinarie che ho imparato nella vita.
Franco la Cecla dice che siamo carne e geografia.
E voi? C’è qualcuno che è fatto di Quezzi?
Di Sturla, di Nervi, di Certosa?
E come sono gli occhi di uno nato a Pegli, e i sentimenti di quelli nati a Quinto, e le mani degli abitanti di Rivarolo?
Da Genova non si scappa.”

Gli Ex- Otago sono tornati a casa per presentare davanti al pubblico di sempre “Auguri”, un disco di successi e speranze che vuole essere anche un nuovo inizio per la band. Questo concerto oltre ad essere stato un evento è stato una grande dichiarazione d’amore alle proprie origini con la voglia non solo di glorificare il passato, ma anche con la volontà di vedere il futuro con la possibilità di andare oltre le problematiche che chi vive in Liguria o nel capoluogo sa che ci sono e si ci confronta quotidianamente.

Insieme, uniti come una grande famiglia, dove ogni tanto si può anche litigare, perché poi si sa che alla fine non solo si farà pace, anzi ci sarà la possibilità di organizzare una grande festa come quella che c’è stata all’Arena del Mare il 12 Luglio!

Genova, tu non tradirti mai, è questo lo slogan che lanciano gli Ex-Otago!

EX-OTAGO X INDIE TALKS

“Auguri” è un disco di rinascita, una gioia dell’intimità legata allo stare bene con se stessi?

Si certo, sono auspici sempre gradevoli e ben accetti. Nessuno sa questo disco cosa porta con se,ognuno se lo veste un po’ come vuole: ad alcuni sta stretto ad altri sta largo.

Noi ci abbiamo visto molte cose tra cui questa però anche un augurio a noi stessi forse per diventare qualcosa di diverso da oggi, ma anche un incoraggiamento a buttarci nel vuoto con nuova musica.

Come si fa a rendere il quotidiano una festa, lasciando perdere tutte le “stronzate”?

E chi lo sa, non c’è una ricetta. Come diceva Simo prima ognuno si inventa giochini, le proprie risposte personali. C’è chi fa Yoga, chi fa Qui Cong, c’è chi suona la chitarra e se la porta in bagno anche o chi fa trading online.

Esistono tante ricette insomma.

PH: Lorenzo Santagada

Per combattere questo “Mondo panico” in quali valori è meglio credere?

Non lo so, sono troppi è difficile.  

Anzi uno direi l’accoglienza, tenere sempre un po’ di spazio vuoto nello zaino.

C’è un regalo che vorreste fare a Genova?

Si, una classe politica.

Avete una promessa da chiedere al futuro?

Crediamo nel day by day come direbbero a Milano, cerchiamo di vedere step by step cosa faremo domani.

 

Nicolò Granone

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