Boscadrà
Dal 27 al 30 giugno torna il Boscadrà Festival in un’edizione che si rinnova e si estende nello spazio e nel tempo: 4 giorni divisi i 3 diverse e bellissime location.
Giunto alla sua 11° edizione il Boscadrà è un festival ma è al tempo stesso un progetto di rigenerazione sociale di un’area marginale, che attraverso un’offerta culturale di qualità valorizza e fa conoscere oltre i confini locali una terra selvatica e autentica, dove favorire l’ascolto, l’apertura, il cambiamento.
Per conoscere un festival e cosa si nasconde al suo interno bisogna viverlo, ascoltarlo e farne parte, nell’attesa dell’inizio di questa edizione abbiamo scelto di partire dal dietro le quinte e chiedere a Maurizio Carucci, Frontman degli Ex-Otago e Martina Panarese, come funziona questo interessante progetto, avendo l’anteprima di cosa potrà succedere in questi giorni in Val Borbera.
L’uomo ha bisogno della natura per ritrovare la propria identità arcaica e sentirsi parte di un sistema più grande e complesso rispetto alla propria individualità.
Penso ci debba essere una spinta che va aldilà della questione economica o ludica.
Un festival come il Boscadrà ha una forte matrice politica, militante, sociale.
Grazie a questa pulsione troviamo le energie per organizzarlo tutti gli anni.
Non siamo promoter, una festa all’anno.
L’unico festival che per alcuni aspetti lo sentiamo vicino è il Sponz Fest di Vinicio Capossela. Per quanto riguarda invece l’attenzione e l’impegno nei confronti dell’ambiente purtroppo non conosciamo festival a cui ispirarci.
Non saprei, forse, il mondo urbano si incontra con quello selvatico generando uno scenario nuovo.
Non so se è può andare bene come slogan.
Un luogo ricco, potentissimo, in cui sperimentare vite alternative rispetto a quelle di città.
Non credo di averlo trovato, non so se mai lo troverò..
Diciamo che forse la vita è soprattutto cercare.
In questo periodo sto scrivendo proprio di questo..
Sembra, ma mai abbastanza.
Nelle canzoni otaghe o nelle mie non c’è mai troppa pace.
Forse Quando sono con te è la canzone più pacifica che mi viene in mente.
Il ruchè di Nadia Verrua, Cascina Tavijn.
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