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Angela Tursi: Ecco il mio “Journey” nella musica | Intervista

Angela Tursi è una pianista e cantate italiana. Nel 2015 ha conseguito la laurea in Pianoforte Classico presso il Conservatorio N.Piccinni di Bari e nel 2017 ha conseguito la laurea in Musica Jazz presso il Conservatorio Nino Rota di Monopoli sotto la guida del maestro Gianni Lenoci. A Maggio Angela Tursi 2018 si trasferisce a Londra e pubblica il suo primo album BLUE PAINTINGS basato sulla connessione tra il colore blu e la musica ed ispirato al libro “Lo spirituale nell’ arte” del pittore russo W. Kandinsky.

Come corista, Angela Tursi ha collaborato a diverse produzioni esibendosi presso Casa de Musica a Porto, Auditorium Parco della Musica a Roma, Elbphilharmonie ad Amburgo, Royal Court Theatre di Londra, National Concert Hall a Dublino, Casa del Jazz a Roma. Ha inoltre cantato per il tour europeo di Matthew Herbert e per il tour Londinese di Hugh Jackman.

L’abbiamo intervistata per conoscere meglio il suo progetto, l’album JOURNEY e la sua storia artistica.

Intervistando Angela Tursi

Sei una compositrice, una pianista ma anche una cantante: come mai hai deciso di pubblicare un album interamente strumentale?

Penso di essermi avvicinata maggiormente allo stile strumentale da quando ho cominciato a scrivere musica per cortometraggi quindi musica per immagini. Da lì, la necessità in questo periodo di voler scrivere musica strumentale.

Blue è un colore spesso associato alla musica, ma ancora di più nella sua accezione inglese di “feeling blue”. Quanto di questo sentimento influenza i tuoi brani?

Blue non è il mio colore preferito ma è un colore al quale tengo molto infatti il primo album che ho composto è stato completamente dedicato alla connessione tra il colore blue e la musica.
E’ un colore che sento molto vicino a me e penso si riesca a percepire nelle mie composizioni. E sì, “Journey”  ha risentito molto di questo “Feeling” tanto da farlo risultare forse anche più profondo e introspettivo rispetto al primo album.

Ti sei esibita in alcuni dei luoghi più belli in Europa, ma qual è il tuo luogo del cuore?

In realtà ne ho due L’auditorium Parco della musica a Roma e la Royal Albert Hall a Londra. Sale concerto immense e bellissime che mi hanno regalato emozioni uniche.

 

 

Raccontaci la tua esperienza con Hugh Jackman. È davvero “The Greatest Showman”?

Il tour londinese con Hugh Jackman è stato assolutamente un sogno ad occhi aperti. Jackman è davvero un grandissimo Showman: ottimo cantante, attore, ballerino. Onore al merito.

Ha condotto uno spettacolo di circa due ore ogni sera per una settimana di fronte ad un pubblico di 20.000 persone presso l’O2 Arena interamente da solo. Il corpo di ballo e noi coristi eravamo solo una cornice ad uno spettacolo assolutamente meraviglioso. E’ stata una bellissima produzione alla quale ho avuto l’onore di partecipare.

Quanto ha influito Londra sul tuo percorso musicale? Cosa consiglieresti ad un giovane che vuole andare all’estero?

Londra ha influito moltissimo sul mio percorso musicale. Per quanto mi riguarda è stata un’opportunità che è arrivata al momento giusto, dopo un’intensa formazione in Italia.  Ho avuto tante occasioni di lavoro meravigliose , lavorando in produzioni diverse fra loro che mi hanno arricchito tanto, artisticamente e umanamente parlando.

Ho avuto la possibilità di esplorare ambiti della musica completamente diversi come per esempio la musica per immagini alla quale non avevo mi pensato prima. Penso che l’esperienza all’estero sia importante se si vuole fare esperienza nel settore artistico. Lasciare la propria comfort zone può davvero essere fondamentale per crescere.

Ad un ragazzo che vuole partire per l’estero consiglierei di studiare tanto prima, di avere delle conoscenze linguistiche del posto almeno di base per poter da subito entrare in contatto con la gente del posto e tanto, tanto spirito di adattamento.. Sicuramente i primi tempi non saranno affatto facili ma andare verso i proprio sogni penso che sia l’avventura più bella che si possa vivere.

Vincent Hank

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