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Tutti “Euphorici” per il secondo episodio speciale: Jules | Serie Tv

Di Vernante A. Pallotti

Avremmo dovuto scrivere “to be continued” alla fine dell‘articolo uscito nelle vacanze di Natale sul primo episodio speciale di Euphoria. Sì, perché dopo un mese ci ritroviamo nuovamente incollati a Sky Atlantic per l’uscita della seconda parte dello speciale dedicato alla serie.

Una piccola consolazione per l’attesa della seconda stagione, che a causa della pandemia non vedremo fino a chissà quando.

Due punti di vista

Nel secondo episodio speciale Jules (interpretata dalla “elfica” e bellissima Hunter Schafer) ha l’occasione di darci la sua versione dei fatti, rispondendo in qualche modo alle accuse di Rue (Zendaya) che nel suo episodio si è mostrata piena di rancore per la separazione avvenuta nel finale della prima stagione. Chiacchierando con il suo sponsor Ali, dopo la ricaduta nella droga Rue ha sfogato tutta la sua delusione dando a Jules dell’egoista insensibile e tutti ci siamo fidati del suo punto di vista, immaginando che Jules fosse andata avanti per la sua strada, per proteggersi dalla spirale negativa della dipendenza di Rue.

Ma il secondo episodio ci mostra tutt’altra realtà, in un confessionale tra Jules e la sua psicologa. Scopriamo che lei e Rue non si sono più incontrate dalla sera alla stazione dei treni, ma anche che nonostante i malintesi dati dalla loro incomunicabilità, entrambe sono distrutte dalla lontananza e hanno realizzato di aver perso il vero amore.

Una lunga seduta piscologica

I due episodi sono uno lo specchio dell’altro. Rappresentano le due metà di una mela e sono identici come impostazione: un lunghissimo dialogo tra due personaggi, che affrontano temi profondi e scendono nei meandri della psicologia. Se nell’episodio di Rue l’interlocutore Ali svolgeva la figura di mentore e cercava di comprendere la mentalità della ragazzina, a parlare con Jules è direttamente una psicologa, che svela il gioco. In entrambi i casi la durata dell’episodio è quella di una seduta, per Rue con il suo sponsor che deve aiutarla a uscire dalla spirale della droga, per Jules con la sua terapeuta, che cerca di aiutarla a spiegarsi certi atteggiamenti che la fanno stare male, ma che non riesce a cambiare.

La mente di Jules

La differenza maggiore tra i due episodi è che mentre Rue rimane seduta sui divanetti di un Diner per quasi la totalità dell’episodio, l’episodio di Jules spazia tra varie location. In realtà tutte le scene e i luoghi presentati si trovano nella mente della ragazza, che viene esplorata dalle domande della psicologa. Il punto di vista è dichiarato già dalla sigla, quando l’occhio di Jules diventa lo schermo della proiezione della storia d’amore con Rue nella prima stagione. Sulle note di Liability di Lorde gli autori di Euphoria ci vogliono fare un po’ piagne, avvisandoci che tutto ciò che vedremo è un ricordo o un pensiero della nostra beniamina.

Se nel primo episodio il tema era quello della dipendenza (non solo da sostanze, ma anche emotiva), in questo caso diventa la ricerca dell’identità, che per Jules deve passare attraverso alcuni scogli come la confusione in amore tra Rue e Nate, il tentativo di trovare un equilibrio tra le sue personalità e fare pace con il suo passato e la figura materna.

Confusione mentale

Un racconto molto ambizioso in cui ritroviamo i momenti sperimentali della regia che avevamo apprezzato nel primo episodio. L’unica pecca è che la discesa nel labirinto della mente di Jules a volte si perde, analizzando meandri molto profondi che sembrano andare fuori tema. Ma è proprio questo forse che rende la narrazione speciale, la libertà concessa al personaggio di raccontarsi in stream of consciousness, senza decidere a tavolino ciò che avrà da dire. Scene oscure e inquietanti si susseguono mostrandoci lati inaspettati del personaggio, come la backstory sulla madre tossicodipendente o i retroscena degli eventi della prima stagione che abbiamo conosciuto solo dalla prospettiva di Rue. Ancora una volta Euphoria è riuscita a stupirci, nonostante tutte le difficoltà produttive…chissà cosa ci riserverà la seconda stagione.

Salvatore Giannavola

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Salvatore Giannavola

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