Martix, cantautore di origini svizzere, per il suo ultimo singolo “Quello che so” si è trovato ad accompagnare ed interpretare le parole scritte da Fra Martino Dotta. Un testo che tocca un tema caro a tutti noi, o meglio, a cui nessuno di noi può sfuggire: la memoria. Non è la prima volta che Martix affronta questo argomento così delicato, prezioso e senza il quale, a detta sua, non è possibile costruire un futuro migliore.
L’idea è nata dalla frequentazione con Fra Martino. Ho avuto modo di conoscere questa sua passione per la musica cantautorale italiana e la sua abilità nella scrittura, da lì il passo è stato breve, mi ha donato questo testo ed è cominciata questa nuova avventura.
Sicuramente c’è stato un approccio differente, solitamente parto da un’idea musicale e solo in un secondo momento penso al testo. Qui è stato l’esatto contrario, però sono contento del risultato, è una canzone sincera e spero che questo arrivi all’ascoltatore.
Assolutamente sì, secondo me è un testo molto empatico e raggiunge facilmente le corde emotive più profonde di ognuno di noi. Io me lo sono sentito come cucito addosso.
La memoria è fondamentale, senza un passato non possiamo pensare di costruire un futuro e in questo periodo mi sembra che tanta gente se lo stia scordando. A me personalmente piace rivivere il passato ma non solo in chiave nostalgica, piuttosto penso che facendo tesoro del nostro passato siamo in grado di costruirci un futuro migliore.
Credo fortemente in un buon video che possa valorizzare ancor di più una canzone. È una cosa che ho imparato a conoscere già dai miei primi brani, ho sempre cercato di fare dei video all’altezza. Certo magari non abbiamo gli stessi mezzi delle grosse produzioni, ma ho avuto la fortuna di lavorare con diversi registi molto appassionati con cui è stato piacevolissimo sviluppare delle idee artistiche e mi diverte anche molto realizzarle.
Sicuramente, come per tutti, questo è stato un anno veramente pesante. Non mi ha facilitato nel realizzare canzoni, nonostante il tempo in più a disposizione. Mi sento spesso rallentato e mi è più difficile scrivere, il covid condiziona molto lo stato d’animo, ma credo che lasciato alle spalle questo periodaccio arriverà un momento più ricco di idee e forse ancora più creativo, me lo auguro davvero. Dobbiamo tenere duro e non vanificare gli sforzi fatti.
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