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Ken La Fen: alla scoperta di “Tua Madre” e del trash emozionale | Intervista

Ken La Fen è un progetto unico, in cui l’arte, la tradizione, la libertà di espressione, la scrittura dei testi ironica e la loro nascita in modalità freestyle, fanno da anello di congiunzione tra l’inconscio, la libera associazione delle idee e ciò che viene espresso attraverso la loro musica. I Ken la Fen non hanno nessun filtro e nessun limite, in un continuo processo di scoperta, dove l’aspetto ambientale e l’attaccamento al proprio territorio, Farindola, un paesino abruzzese di 1500 anime, influenza profondamente i contenuti delle loro canzoni, che spesso sono una proiezione di quella realtà, di quei personaggi, del vissuto trascorso in stretta connessione con il loro territorio.

I Ken la fen definiscono il loro genere trash-emozionale e mettono insieme influenze musicali e sonorità molto diverse e mai precostituite, raccontando nelle loro canzoni le loro esperienze e il loro modo di vedere le cose, per sentirsi mutualmente meno soli. Il loro pubblico è estremamente eterogeneo come un gioco da tavola 0-99 anni. Un electro pop disperato che racconta la vita vissuta in provincia, lontano dalle dinamiche metropolitane e pregna di quella quotidianità costituita dalla perpetua ricerca di evasione dal benessere imprigionante, tipico delle piccole comunità del centro-sud Italia.

Nel 2019 pubblicano il loro primo album ”MI KIAMO KEN”, una raccolta di 13 tracce di plastica che ha dato il via al loro personale viaggio musicale; alla scoperta di sè e dei propri limiti.
Un’intensa attività live seguirà l’uscita dell’album. Ad ottobre dello stesso anno partecipano all’Homeless Fest di Macerata, classificandosi al secondo posto.

Anticipato dalla pubblicazione dei singoli POSSIAMO ESSERE TRAP e LA KIMICA, il 27 maggio 2021 è uscito per Homeless Records ”TUA MADRE’‘ il nuovo album dei Ken La Fen.

INTERVISTANDO I KEN LA FEN

Definite il vostro genere “Trash Emozionale”: cosa significa? Fateci entrare nel vostro mondo…

Trash emozionale : atteggiamento tipico dell’ubriacone da paese che si fonde con un sincero bagno di umiltà, anima e sentimenti, un ubriacone che grida poesie alla luna.

Siete tutti originari di un piccolo paese abruzzese: quanto ed in cosa influisce sulla vostra espressione artistica?

Venire da un paesino come Farindola influenza profondamente la vita di chi ci nasce e di conseguenza si riflette su tutta la produzione e l’espressione artistica. L’esperienza di nascere in un posto del genere ti fa vedere cose che non puoi trovare da nessuna altra parte.

I vostri brani sono una sorta di stream of consciousness, ma scrivete tutto tutto tutto ciò che pensate oppure avete anche voi un “filtro Ken La Fen”?

Racconteresti mai al primo appuntamento le tue più grandi trasgressioni? Probabilmente no.
Anche se dal profondo vorresti sbattergli in faccia tutto lo schifo che conservi da tanto con grande gelosia. A tal propósito stiamo preparando il nostro primo mixtape pirata: KEN LA MERD VOL.1. Dove ci sarà più spazio per svelare le peculiarità più intime

Raccontateci un vostro live tipo: cosa ci aspettiamo da un concerto dei Ken La Fen?

Il concerto è l’espressione máxima del mondo keniano. È una chiacchierata disillusa tra sé e sè.
Maschere , eroi, matti di paese, racconti, sogni e tormenti. Sincerità, verità e onestà intellettuale. Nel biglietto è compresa una ricca sessione di freestyle. Accorrete numerosi!

C’è un artista o una band che vi ispira maggiormente?

Potremmo dirne tante o nessuna, però la verità è che se dovessimo scegliere chi essere nella prossima vita, sicuramente sarebbe un sogno poter essere la band del Maestro Canello.

Qual è la genesi del nome KEN LA FEN?

Ken è l’anagramma di Nek e La Fen ci stava bene.

Vincent Hank

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