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Superfluo | Indie Tales

I giovani d’oggi amano far l’amore per sentirsi vivi. Non hanno paura di lasciarsi trascinare in lunghi amplessi sotto le lenzuola, ma anzi si spaventano molto di più quando uno dei due chiede:” Vabbè ci siamo divertiti, non è che dormiamo insieme?”

Talvolta si finisce a letto, insieme, senza neanche essersi presentati, sanno il nome dei drink che hanno bevuto ma non quello della persona con cui  hanno appena passato la notte.

Quando l’effetto finisce, si torna a essere due perfetti sconosciuti, che se ne vanno di nascosto senza salutare, come se si portassero dentro un senso di vergogna.

Durante il rapporto si perde il controllo, si ansima, si ride e si suda, ma poi, scesi dal letto, ognuno mette apposto i propri sentimenti con una certa freddezza, e tutto finisce lì. Magari si fuma una sigaretta, la stanza inizia a puzzare di tabacco mentre ci si riveste, senza neanche guardarsi negli occhi, troppo occupati a pensare ad una scusa nel caso ci si dovesse rincontrare. Questa generazione è  troppo ben abituata a sentimenti usa e getta, non ha voglia di provare qualsiasi cosa che vada oltre.

Dov’è finito il romanticismo?  Forse non c’è più tempo per ricercare l’amore, bisogna arrivare subito al dunque e poi, amici come prima, anzi neanche, meglio tornare ad essere due perfetti sconosciuti.

Perché nessuno dei due prende la parola e dice: “Grazie per la serata, quando ci rivediamo”?

Fuori stava impazzendo un temporale estivo mentre Davide se ne stava seduto sul letto a riflettere. Il telefono era troppo lontano, lui non aveva voglia di alzarsi e così stava combattendo contro i ricordi. Nell’ultimo periodo aveva avuto diverse frequentazioni, ma tutte brevi come l’acquazzone che stava cadendo fuori dalla finestra. Dopo essere arrivato al dunque, tutto finiva, proprio nel momento in cui c’erano le condizioni per instaurare una nuova conoscenza.

Gli sembrava di essere tornato indietro di qualche anno, quando durante una vacanza in Romagna passava le serate tra spiaggia, discoteche e letti disfatti. In quei giorni era partito con i suoi amici per cercare un po’ di relax, con la scusa di dimenticare la sua ultima relazione, quella si durata qualche inverno e altrettante primavere. Era stato mollato perché si sentiva ancora troppo giovane per promettersi per sempre alla sua lei, e così era stato abbandonato nei primi giorni d’estate.

Le responsabilità lo avevano sempre spaventato, ma nonostante questa sua avversione ultimamente aumentavano in maniera sempre più esponenziale, diventando un altro problema d’affrontare.

Probabilmente doveva trovare il coraggio di rimettere apposto tutti i suoi i cocci, anche quelli ormai persi chissà dove dopo l’addio di Chiara, ma si sentiva ormai perso. Nutriva il terrore di essere sbagliato, diverso da tutti, temeva di non essere accettato e così, ogniqualvolta aveva la possibilità di fare il primo passo preferiva far finta di nulla. Anzi addirittura quando trovava qualche ragazza disposta fin da subito a dargli più attenzione, preferiva andarsene nel cuore della notte, passando per lo stronzo di turno. Meglio dare questa impressione che organizzare un aperitivo insieme dove sarebbe diventato impossibile non presentarsi parlando di sogni ambizioni o altri argomenti che trattando due trentenni davanti ad un bicchiere di vino e un piattino di olive snocciolate.

Per Davide tutto era Superfluo, non voleva più mettere cerotti sulle proprie ferite, preferendo disinfettare il cuore con baci, orgasmi e altri gesti peccaminosi.

Chissà come avrebbe raccontato queste serate a suo nonno, curioso di conoscere una possibile fidanzata anche se in realtà questa parole non era più presente da tempo nel vocabolario del nipote. Lui e la nonna erano stati insieme per anni, parlando ogni giorno anche delle cose più stupide, tanto per sorridere a vicenda, ma i giovani d’oggi invece sono troppo impegnati a scrollare i post su Instagram, mettendo qualche cuore virtuale, senza poi sentire il bisogno di conoscersi offline.

Ad un certo punto nel buio della stanza s’illumino lo schermo del telefono, Davide lo prese e rispose così al messaggio: ” Ok ci vediamo stasera, facciamo a casa tua”

RACCONTO LIBERAMENTE ISPIRATO AL DISCO SUPERFLUO DI DELGA

Nicolò Granone

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