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Cronico: “Nella musica c’è la sicurezza contro le illusioni” | Intervista

Una canzone, all’apparenza è composta da testo e melodia, in realtà è un miscuglio di sentimenti, storie e momenti personali che vengono condivisi unilateralmente tra artisti e pubblico.

Cronico, nome d’arte scelto da Fabio Parrottino, si sente malato di musica e per questo motivo ha scelto di usarlo come pseudonimo. Ascoltando il suo progetto emerge una forte lotta, a tratti anche interiore, tra aspettative e realtà, dato che alcune delusioni diventano sia sogni, ma anche paure da esorcizzare attraverso un elaborazione artistica.

Supermercato, l’ultimo singolo, racconta una promessa non mantenuta, un amore che all’improvviso cambia direzione, così veloce da trasformare tutta la ricerca di poesia in qualcosa di banale e scontato.

La forza dell’artista sta nel volere comunque provare a dare un senso positivo alle curve della vita, mantenendo comunque una sorta di sogno nel futuro, con l’aspettativa che esisterà da qualche parte una sorte di lieto fine e redenzione.

INTERVISTANDO CRONICO

Come mai hai scelto Cronico come nome d’arte?

Cronico è per me uno stato d’animo verso la musica, la scrittura e tutto quello che c’è intorno. Io mi sento “malato” di musica ed è per questo che ho scelto questo nome.

Nelle tue canzoni esprimi una certa relazione verso relazioni illusorie e sentimenti di plastica, sei d’accordo con questo punto di vista?

In realtà uso la figura femminile per sottolineare i miei difetti. Molte delle mie canzoni fanno parte della mia vita vissuta. Incollo momenti della mia vita nei testi come se fosse un puzzle. Ogni momento ha la sua magia e il suo perché, non ho mai amato dare un peso ai sentimenti. Ognuno ama come meglio crede.

Il supermercato può essere un luogo romantico?

Spesso le persone al supermercato non comprano affatto i prodotti per le giustificazioni che riferiscono, comprano invece molto di più in conseguenza del posto in cui quei prodotti sono collocati negli scaffali. Molti credono di essersi orientati su un oggetto per un motivo, ma il vero motivo della scelta è, in realtà, un altro.

Lo stesso meccanismo può realizzarsi anche per temi decisamente più importanti. Onestamente ci vedo poco romanticismo in un supermercato.

PH: Ufficio stampa

Quali guai porta l’amore?

Ogni forma d’amore ha la sua bellezza e il suo fascino, ma bisogna dosarlo bene. L’amore è fuoco. Ma non sai se scalderà il cuore o brucerà la tua casa.

Cosa hai visto guardando dentro “Ultimo piano”?

Ho visto un appartamento in via Washington (Milano). Mi ero da poco trasferito e avevo quella malinconia che ti prende ogni volta che hai a che fare con le tue radici. In questo “Ultimo piano” ho visto tante cose belle, tipo la canzone, ma non vedevo le stesse, perché il cielo era sempre di seconda mano. “Ultimo piano” è la canzone che mi ha dato di più a livello di emozioni, di sentimenti, di energia.

Con quali artisti del presente o passato ti piacerebbe fare un lungo viaggio in Autostrada e perché?

Mi piacerebbe fare un bel viaggio con Battisti, perché è il mio cantautore preferito. Poi vorrei nella macchina Califano, Fabri Fibra e Marracash.

Sai che bel viaggio! Sai quando parti e non sai quando e soprattutto se arrivi.

A quali perché ti capita di pensare La notte ?

La notte è sentimento, stato d’animo. Puoi spegnere tutto e fare i conti con te stesso. Io di Notte ho scritto quasi tutte le mie canzoni, perché sono proprio le ore più belle per mettersi a nudo, fare a pugni con me stesso. La notte per me è una compagna di viaggio, una psicologa. Non c’è fonte di ispirazione più bella della notte e se ci pensi bene, i pensieri arrivano sempre prima di dormire. Amo troppo le stelle e non potrei mai avere paura della notte.

PH: Ufficio stampa
Nicolò Granone

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