PH: Paco Valicenti
Francesco Agrelli: “Nonchalanche contro la rabbia” | Intervista
Atteggiamento di distaccata indifferenza, di ostentato disinteresse, di disinvolta noncuranza, nel portamento e nei movimenti la teoria, o meglio il dizionario, da questo significato al termine nonchalanche, mentre Francesco Agrelli lo mette in pratica, chiamando così il suo brano.
In un mondo che sempre più spesso sembra andare a rotoli, l’essere umano deve difendere e costruire il proprio microcosmo, e senza tanti giri di parole deve riuscire a sopravvive e andare avanti, portandosi sulle spalle anche pesi non suoi.La buona indifferenza, la colonna sonora di periodi all’apparenza complicati, ma molto simili tra di loro.
Ecco, l’arte di arrangiarsi, senza crearsi troppi problemi, dove questi non ci sono. Cantare sotto la pioggia, ascoltare la musica che più ci piace. Cambiare il mondo è una missione, l’importante è agire scegliendo tutto ciò che ci fa stare bene. E chissenefrega!
Potremmo definire questo brano come una canzone di rivolta, che non ha la necessità di coltivare la rabbia, anzi meglio lasciarla andare via con la giusta tranquillità e spensieratezza.
INTERVISTANDO FRANCESCO AGRELLI
Ci sono state situazioni in cui sei stato letteralmente salvato dalla nonchalance?
Certo. Ogni volta che mi trovo in una situazione di disagio, data la mia timidezza, la nonchalance mi salva sempre.
Hai una scusa preferita?
Mi piace inventarne sempre di nuove, per esercitare l’attitudine alla narrazione.
L’abitudine è un modo per costruire una confort zone?
O potrebbero essere delle variabili casuali ripetute nel tempo a costituire una specie di confort zone, e quindi le nostre abitudini?
I social vengono usati per avere ragione?
Anche per quello, per questo mi annoiano. Preferisco i dubbi alle certezze, o presunte tali.
Ma ognuno è libero di usarli come meglio crede, senza essere giudicato, e ovviamente senza danneggiare gli altri.

Ci sono luoghi che rimangono immutati e resistono al logorio del tempo?
Dovremmo chiedere a un fisico, ma temo di no. << Tutto scorre >> diceva Eraclito, e per quanto doloroso, forse il logorio del tempo è ciò che dà senso a tutto.
La musica serve a rendere più sopportabile il rumore del mondo?
La musica, almeno per me, rende sopportabile il rumore e i silenzi. È come una specie di capsula dentro alla quale scivolo, quando le cose si fanno difficili.
Cosa sono le canzoni fuori moda?
Canzoni fuori moda è il mio ep d’esordio, pubblicato nel 2019 con lo pseudonimo Maltese. Però penso che le canzoni fuori moda siano quelle create fuori dalle linee guida del mercato, che influenzano le mode correnti.
Ma visto che siamo prodotti del mercato, e forse un po’ desideriamo farne tutti parte, nelle intenzioni non esistono canzoni fuori moda.
Anche dal punto di vista temporale non esistono tali canzoni: amo sia i pezzi di cinquanta anni fa, sia quelli dei nostri anni.
Sei interessato al festival di Sanremo, o rimarrai indifferente?
Si, guardarlo è una tradizione. Non sono di quelli che manifestano snobismo. Anche perché penso che Sanremo sia come Berlusconi: Tutti lo detestavano, ma alla fine, sotto sotto, lo votavano.
Poi nella settimana di Sanremo c’è un’atmosfera di festa; ben venga.

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