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Redmess: “Non me ne frega nulla di essere un bad boy” | Indie Italia Mag

Di Nicolò Granone

Partito dal rap, da Eminem, dai 4/4 e dai “contest di pezzi” nell’underground della scena emergente rap italiana, con il passare degli anni trova la sua identità artistica nelle tessiture melodiche e nell’influenza di artisti come Stromae, Benjamine Clementine, apprezzando anche artisti trap come Post Malone.

La sua new wave ricca di storie di provincia e piccole rivincite si sta espandendo grazie ai video su YouTube e gli stream su Spotify. Indie Italia Mag presenta: Redmess, nome d’arte di Simone Messina, giovane artista, tra le scoperte più sorprendenti del primo CONTEST EMERGENTI della community.

Noi di Blogstermind lo abbiamo incontrato per raccontarvi il suo album “Buongiorno un cazzo”.

Da cosa deriva il nome REDMESS?

Redmess è l’unione tra le due cose che più mi ossessionavano da piccolo, nel bene e nel male, il colore rosso e il mio cognome.

Com’è andata la tua estate?

Sinceramente avrei passato volentieri due mesi al mare a bere birra e prendere il sole ma fortunatamente ho dedicato il mio tempo all’organizzazione delle nuove uscite e alla scrittura di nuovi brani. Ho sempre troppa voglia di fare e non riesco mai a staccare la spina.

Pensi di appartenere di più al mondo del rap o dell’indie?

Io vengo dal mondo del rap, ho fatto rap per tanti anni, ma ad un certo punto mi sono sentito limitato sia sotto il punto di vista musicale che testuale. Volevo dare e sapevo di poter dare qualcosa di più. Allora ho iniziato a seguire la mia natura e ad avere un approccio più melodico utilizzando il mio timbro vocale più come uno strumento invece che limitarmi ad urlare cattiverie gratuite per nemici immaginari davanti un microfono.

Ho preferito dare spazio alle immagini e alla musica che avevo nella testa invece che rispettare dei trend di cui non me ne fregava nulla o essere un finto bad boy con i soldi finti in tasca da far vedere nelle Instagram stories. Ho capito che non avevo bisogno di un personaggio.Io lo ero già essendo me stesso.

“Papà” è un pezzo autobiografico ? Ci puoi spiegare l’intento di questo brano apprezzato da molti seguaci di Indie Italia Mag?

Ovvio. “Dire il vero” è alla base della mia musica.

Io penso che a prescindere dal pubblico indie o rap, gli ascoltatori sono delle persone e come persone provano dei sentimenti che legano a ricordi, esperienze o persone. Sfido chiunque a dire che ha avuto una situazione familiare senza problemi, senza litigi o senza mancanze. Papà è un pezzo sincero e umano scritto per essere letto come una storia reale. Una storia che molti di noi hanno vissuto o che vivono oggi a proprio modo.

“Pop Corn” è il tuo ultimo singolo: quale film andresti a vedere al cinema solo per mangiare i popcorn?

Quel film dove tutte le persone senza talento finiscono a spalare fango per cercare la loro umiltà ormai seppellita da anni dal loro stupido ego. Diventerebbe un cult.

Come si inserisce il contesto provinciale all’interno della tua poetica, della tua musica? Quali le relazioni?

Le immagini. Non scrivo discorsi,i miei testi raramente hanno un inizio e una fine..io descrivo un’immagine o una serie di immagini riguardanti un contesto. Immagina una catena: il testo, la voce, la melodia vocale e la musica sono gli anelli che formano questa catena. Nessun anello è più importante dell’altro..hanno tutti lo stesso peso nel contesto che è la catena.Penso che la musica sia come la vita, ci si distingue dal modo.

Ricollegandoci a “Buongiorno un cazzo”, qual è la cosa che odi di più al mattino appena sveglio?

Le persone che appena sveglie fanno i discorsi o ti riempiono di domande ahhahaha. Mi sale il crimine ahahaha! Mollatemi!

Puoi ascoltare Redmess nella nostra playlist Spotify

Cover Image by @manuel_illustration

Salvatore Giannavola

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Salvatore Giannavola

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