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Mi sono perso in quel posto di merda chiamato Milano, ascoltando GIALLORENZO | Intervista

Tra le uscite di venerdì 27 settembre ho scoperto Milano posto di merda, primo album dei GIALLORENZO, nato in collaborazione con La Tempesta Dischi. Devo ammettere che il nome scelto e sopratutto il titolo provocatorio con cui hanno battezzato il cd, mi ha incuriosito. Milano è un po’ quel posto dove tutti vogliono andare a vivere. La città della moda, della bella vita, ricca di nuove opportunità e di concerti tutte le sere può essere davvero un posto di merda? Forse si o forse no, ma su questo ci torniamo dopo la presentazione di questo nuovo interessantissimo progetto.

I GIALLORENZO sono una band nata dalla storica amicizia e convivenza tra due preesistenti progetti provinciali alternativi:  Malkovic, band postrock bresciana, e Montag, nome d’arte di Pietro Raimonti, autore e voce di questi nuovi  brani.  Il nome in realtà è un tributo ad un vicino di casa morto nella più totale indifferenza qualche mese primo e la sua storia viene raccontata anche in 118.

Questo pop lo-fi, nasce tra registrazioni in cameretta, parole scritte qua e là, graffiti e uno spirito punk. Le storie di universitari, pazzi e giovani innamorati si fondono prendendo vita in Milano posto di merda e in una speciale fanzine (oggetto che  sono pronte a scommettere che tra qualche anno diventerà un cult), scritta per accompagnare e raccontare ancora più intimamente cosa c’è dentro questo micromondo.

Vivere questo disco è un viaggio, a tratti mistico e melanconico, dentro una Milano che esiste, ma non si vuole far vedere. Una lunga, lenta passeggiata notturna, tra Lambrate, venditori di fazzoletti e serrande abbassate, ascoltando nelle cuffiette Gomma, Calcutta e L’Officina della Camomilla. Anzi no, perché GIALLORENZO oltre ad essere tutte queste cose e molto di più.

* Le risposte in maiuscolo sono una piccola licenza poetica e mi piaceva lasciarle così, perché sono contrario all’estetica del bello che deve piacere per forza a tutti. Sono sicuro che anche i pazzi citati nel disco apprezzeranno questa piccola rivoluzione.

INTERVISTANDO GIALLORENZO

Com’è nato questo nuovo progetto chiamato GIALLORENZO?

ERAVAMO IO, KEVIN EDGARDO E QUALCHE EX RAGAZZA DI TUTTI STAVO SUL DIVANO SGUALCITO DI CASA MIA. HO SCRITTO DELLE CANZONI. SONO RIMASTE SU DROPBOX TANTO TEMPO. POI LE HO SUONATE CON ENRICO MOLTENI E CLARA ROMITA. NON È DURATA TANTO E ALLORA LE HO SUONATE CON ZAMBE, COPE E PEDE. SI DA IL CASO CHE TUTTI ABBIAMO VISSUTO IN QUELLA CASA ALMENO UN ANNO E CHE DUE FOSSERO MALKOVIC. NIENTE BELLA LÌ POI È VENUTO TUTTO DA SÈ.

Milano posto di merda è un concept album, ogni canzone è una piccola storia che non solo racconta i lati oscuri di una città, ma anche di quelle persone considerate fuori dall’ordinario. Come mai avete fatto questa scelta?

È UNA SCELTA POLITICA CONTRO UN CERTO MODO DI TRATTARE LA DIVERSITÀ UMANA CHE ATTRAVERSA UN PO’ DI DECRETI DEGLI ULTIMI GOVERNI E NON SOLO. L’ALTRO È DIO. ANCHE QUANDO NON ABBIAMO TANTI CAZZI DI IMMEDESIMARCI.

Cos’è per voi Milano?

LA TIPA CHE TI FARESTI TANTISSIMO UNA SERA E AL CONTEMPO TUA MOGLIE CON I TUOI FIGLI.

Il primo singolo, Condizioni meteo critiche, è il vostro pezzo più romantico?

NON DIREI PROPRIO, DAL MOMENTO CHE SIA NEL DISCO CHE NELLE RISPETTIVE PRODUZIONI COME MONTAG E MALKOVIC CI SONO BRANI DOVE LA DIMENSIONE AFFETTIVA È MOLTO PIÙ CENTRALE. ALLA FINE L’HO SCRITTA  QUANDO UN AMICO MI AVEVA PACCATO UN INCONTRO. C’ERA DENTRO LA MOROSA, MA SOLO PER UN VERSO O DUE.

Kripton parla di un tizio strambo che voleva fermare la metro con le mani. Quale super potere inutile vorreste avere?

VORREMMO AVERE IL SUPERPOTERE DI VEDERE INSIEME ATALANTA BRESCIA SENZA ODIARSI TROPPO, MA PURTROPPO NON ESISTE. COMUNQUE QUELLA CANZONE INVECE È MOLTO PIÙ ROMANTICA A MIO AVVISO.

118 critica la solitudine del mondo contemporaneo. Perché ci stiamo isolando sempre di più?

MA GUARDA PIÙ CHE UNA CRITICA È PROPRIO UN PRENDERSI MALE PER QUESTO VECCHIO PAZZO, GIALLORENZO, CHE ERA MORTO SOLO NELLA SUA STESSA IMMONDIZIA. NON CREDO SIA COLPA DI NESSUNO CREDO SOLO CHE CERTE COSE SIANO AFFASCINANTI DA GUARDARE. CI ISOLIAMO PERCHÉ NON CREDIAMO A NIENTE SE NON LE NOSTRE QUATTRO IDEE DEL CAZZO E SEMPLICEMENTE NON VOGLIAMO NIENTE PIÙ DI QUELLE QUATTRO STRONZATE. INVECE DAI LO SAPPIAMO BENISSIMO CHE VOGLIAMO MOLTO DI PIÙ DI NOI STESSI AHAHAH. PER QUESTO MI SEMBRAVA BELLO PARLARE DI QUEL VECCHIO COSÌ LONTANO E COSÌ VICINO A ME.

Cos’è il Metodo Perindiani?

IL METODO PER CALCOLARE LA PROPORZIONE TRA VOTI E SEGGI PARLAMENTARI CHE DOVREBBE CORREGGERE QUELLO ATTUALMENTE IN USO NELLA COSTITUZIONE, SECONDO IL PENSIERO DEL FILOSOFO DELLA SCIENZA MARXISTA-RELATIVISTA, CRITICO D’ARTE, SPECIALIZZATO IN PITTURE DI MARE, E. P. QUINTO. E POI PER ESTENSIONE BOH,  IL METODO CHE ABBIAMO TUTTI IN TESTA PER SALVARE IL MONDO O NOI STESSI. (PS: NON FUNZIONA).

C’è un aneddoto divertente del vostro concerto all Lume, il giorno dell’uscita del disco?

ABBIAMO AVVISTATO PRIMA DI SUONARE UNO DEI PERSONAGGI A CUI ABBIAMO DEDICATO UNA CANZONE. POI NON SI È PIÙ VISTO.

ASCOLTA GIALLORENZO NELLA PLAYLIST DI INDIE ITALIA MAG

Nicolò Granone

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