Zibba

Zibba: Un sorso di Jager | Intervista

Zibba è un cantautore ligure con molti anni di carriera alle spalle. Dai primi successi scritti insieme agli Almalibre, tra i quali si possono citare Senza pensare all’estate o Come il suono dei passi sulla neve, fino ad arrivare all’ultimo singolo Jager pubblicato da poco con Inri.

Non possiamo scordarci neanche la sua partecipazione a Sanremo nel 2014 con il brano Senza di te che ha vinto  nella sezione nuove proposte due premi importanti come il Mia Martini e il premio della Stampa. Inoltre non è solo  un cantante ma è anche  un autore affermato, ha collaborato infatti con importanti artisti della scena italiana. Si occupa di musica a 360° gradi e negli ultimi anni si è concentrato sulla produzione di nuovi talenti emergenti.

Io sono fan di Zibba dai suoi primi concerti e sulla mia scrivania ho ancora la collezione di tutti suoi Cd, cosa vintage ora che la musica si è smaterializzata sempre di più e le varie piattaforme di streaming hanno conquistato il mercato.

La svolta pop-soul del nuovo singolo mi ha piacevolmente stupito. Questo è un brano che descrive l’amicizia, le difficoltà di un amore in una Milano fredda e grigia. Una sana malinconia di cui si sentiva la mancanza

Il videoclip è un breve percorso visivo, senza un vero e proprio inizio e una fine. Dalle immagine emergono gli stati d’animo della canzone, liberta e solitudine si confondono rimanendo legate da un filo romantico.

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INTERVISTANDO ZIBBA

Classica domanda di rito per presentarti ai lettori di Indie Italia Mag. Perché ti chiami Zibba?

Perché in prima superiore avevo dei compagni di classe simpatici che amavano dare soprannomi. Zibba in slang vuol dire sigaretta. Ma anche freddo. Fate voi.

La parola amare contiene dentro di sé l’amaro che lascia in bocca la rinuncia alla parte più intima di se stessi e nei confronti dell’altro. Uno Jager è forse il palliativo più dolce in una situazione del genere?

Si, facciamo che le domande così le lasciamo sospese e ci beviamo sopra.

È difficile scrivere canzoni d’amore?

Non faccio altro quindi potrei dirti di no. Bisogna amare fino forse a odiarlo l’amore per scriverci sopra. Ma non si era detto di bere?

Hai collaborato con Wrongonyou all’album Milano parla piano e in Jager diventa un abitudine. Che città è per te Milano?

Un’abitudine piena di inquietudine come dico in Jager. Alla quale ogni tanto chiedo di parlare piano almeno per una notte.

Potevo andare via dal mare, ma si sta così bene, canti in Cinghiali. Quanto sei affezionato alla Liguria?

Molto. Mi piace la mia terra. Non sono uno di quelli troppo attaccati al posto dove sono nati, ma la Liguria è proprio bella. Anche se girando molto poi casa tua diventi tu. Però qui ho gli affetti, mio figlio e un sacco di belle ragioni per avere una casa qui.

C’è una canzone che ti sei pentito di aver scritto per un altro artista perché avresti voluta cantarla tu?

No assolutamente, sono felice di com’è andata sempre. La gelosia non è cosa da canzoni per me. Sono felice se esce un bel lavoro. Sincero.

Dopo tanti anni di carriera c’è ancora qualcosa che non riesci a capire nell’ambiente musicale?

Si un po’ di cose. Ma più che non capirle non le accetto. Alcune dinamiche anti musicali che arrivo a comprendere ma che non amo.

Zibba

Tra poco inizierà Sanremo, ci ricordiamo la tua esperienza sul palco con Senza di te. Per chi farai il tifo?

Per Masini perchè ne abbiamo fatto uno da poco insieme. Per Elodie perchè è una cara amica ma soprattutto per tutti gli esponenti del mondo indipendente. Mi sento rappresentato da una buona parte di cast.

 

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