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Un bacio al gusto di tequila | Indie Tales

C’era una volta un bambino che non voleva giocare mai. Gli avevano insegnato che era stupido divertirsi con gli altri bambini, che i suoi doveri erano altri. Mandava giù bocconi grandi, troppo indigesti per un bambino che, al contrario di ciò che pensavano i suoi genitori, era in grado di capire tutto.

C’era una volta un ragazzino che passava le sue giornate a fare del male ai più deboli, a chi non poteva difendersi. Di giorno era un bullo, di notte piangeva tutte le sue lacrime sul cuscino, che al mattino prontamente rigirava. La mamma non sapeva più che pesci prendere, mentre il padre era fiero di aver cresciuto un uomo forte, in grado di difendersi. Ma lui non si difendeva, attaccava continuamente per non ascoltare i suoi pensieri, troppo rumorosi per la sua età.

C’era una volta un ragazzo con un grande vuoto incolmabile dentro di sé. Sognava la propria morte ogni notte, svegliandosi deluso di essere ancora vivo.

C’era una volta una bambina che non aveva paura del buio. O meglio, ne era terrorizzata ma sapeva che spegnere la luce la rendeva una bambina più forte. Chiudeva gli occhi sognava fiabe che nessuno aveva il tempo di raccontarle. Imparò presto che i mostri più spaventosi non erano nascosti sotto il letto o nell’armadio, ma dentro di lei, con o senza luce.

C’era una volta un’adolescente senza crisi, perché non aveva genitori con cui potersi lamentare o arrabbiarsi senza motivo. Si concedeva solo di ascoltare musica ad un volume molto alto e di mangiare cioccolata di notte, le uniche cose che sembravano lenire il flusso di pensieri che la tormentavano costantemente.

C’era una volta una ragazza che aveva imparato a dissimulare il dolore attraverso il sorriso e la gentilezza. Come una palestra, questo atteggiamento era entrato a far parte di lei a tal punto che nessuno avrebbe mai intravisto quella bambina impaurita che prendeva a pugni il muro mentre nessuno era in casa.

Lui faceva tardi ogni sera perché il letto non poteva toccarlo se non quando era sfinito. Non credeva che la fortuna fosse di questo mondo, ma una sera che non aveva nulla da fare uscì per andare a bere con gli amici. Più beveva più aveva voglia di ballare, il ché era molto strano per un lupo come lui, che di solito preferisce rimanere in disparte ad odiare la folla danzante.

La musica si fermò per lui quando una mano prese la sua e lo baciò. Un bacio lungo e lento, decisamente fuori contesto. Un istante che durò un’ora. Per la prima volta i pensieri erano nuvole leggere di cui si intravedeva solo l’ombra. Speravano entrambi che durasse il più possibile.

C’erano una volta due ragazzi che erano stati messi a dura prova dalla vita. Di quelli che tutti considerano forti, ma in realtà hanno solo imparato a resistere alle intemperie del mondo.

Fortuna ha voluto che si incontrassero in un tempo e in un luogo senza speranza. Le loro mani, che per caso si sfiorarono una notte, non si lasciarono più.

Il motivo per cui si amarono all’istante è semplice: avevano vissuto le stesse cose. Entrambi avevano versato molte lacrime di rabbia. Entrambi erano cresciuti troppo in fretta, rinunciando ad un’infanzia normale. Entrambi vivevano nella paura, ma piuttosto che fuggire combattevano le loro battaglie ogni giorno, a modo loro.

Ora erano in due e la vita non sembrava poi così malvagia.

Racconto liberamente ispirato al brano “Un bacio al gusto di tequila” di Denay

 

 

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