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Ganoona: Quello che cerco non esiste | Indie Talks

“Sono Ganoona e scrivo di quello che mi fa paura, che sia un amore strano, una pasta col tonno o la solitudine. Mischio l’Italia con il Messico e le canzoni tristi con ritmi meno tristi.

Mi piace contraddirmi”

Così si descrive, Ganoona, artista eclettico che sa mischiare “Bad vibes”, poesia, rap e storie di tutti giorni e soprattutto  vuole essere uno di quelli che canta canzoni tristi che però ti fanno ballare a ritmo di “Cucurucucù“.

GANOONA X INDIE TALKS

Nella tua bio hai scritto “mi piace contraddirmi”. Come porti avanti questa filosofia?

Si dice che solo gli stupidi non cambiano idea giusto? Tendo a mettermi molto in discussione nella vita e quindi anche nella musica. Soprattutto nell’arte la verità non esiste, non esiste il giusto e lo sbagliato, quindi cerco di farmi guidare dalla passione, che è variabile, volubile, e non da una cosiddetta “coerenza” che mi puzza di sterilità.

Ti è mai capitato di fare qualcosa di sbagliato per una giusta causa?

Ho fatto molte cose “sbagliate” nella vita, ma penso mai con la velleità di giustificarmi con una giusta causa. Se l’ho fatto magari pensavo di fare una cosa giusta per una causa giusta, e invece stavo facendo semplicemente una cazzata…

Sei disposto ad accettare compromessi solo per diventare più famoso?

Pensa se ti rispondessi: SI. Secco. Così a brucio… Penso che nessuno di noi sappia veramente come si comporterebbe davanti a un bivio di quel tipo. Un nichilista direbbe che tutti abbiamo un prezzo.

Per quanto mi riguarda posso dire che non mi interessa essere famoso. Quindi in definitiva no, non scenderei a compromessi per la fama. Se la domanda fosse stata “accetteresti compromessi per essere più rilevante con la tua arte” avrei risposto di si. Un compromesso non è per forza una cosa sbagliata.

Si può trovare la felicità smettendo di cercarla?

Se smettere di cercarla vuol dire non prendersi più cura di sé, della propria esistenza, e vagare nella vita senza scopo ovviamente no. Dipende anche cosa intendiamo per felicità. Io oggi ho una mia idea di felicità, e ogni giorno cerco di fare più che posso per avvicinarmi a quell’idea. Però magari dopodomani capirò che la mia felicità sta da tutt’altra parte, chi lo sa.

Preferisci ascoltare una bella bugia o la cruda verità?

Rispondo con il ritornello di un mio pezzo, “Il quieto vivere”. Mentono, tutti mentono, pensando che sia la cosa più facile. Ma sai che c’è? Il quieto vivere uccide più della droga. Le bugie mi uccidono lentamente, mi avvelenano la vita come mettere una goccia di arsenico tutte le mattine nel caffè. Quindi direi che preferisco la cruda verità.

Il mood della canzone è influenzata più dal testo o dalla musica?

Testo e musica si sono influenzati a vicenda in tutte le fasi di nascita e creazione del pezzo. Però se non ricordo male tutto è nato da un giro di accordi.

Qual è la cosa più messicana che c’è in Italia e viceversa?

Sono due mondi veramente distanti. Le due cose in comune che mi vengono in mente sono l’ospitalità e il calore che trovi sia in Messico che nel Sud Italia, e la Mafia. Messico e Italia purtroppo sono i due paesi che danno i natali alle due organizzazioni a stampo mafioso più potenti al mondo. Questo in Italia si respira, anche se a volte siamo come anestetizzati e non ce ne accorgiamo, e in Messico si respira altrettanto, anche se in modo diverso.

Sei mai rimasto sorpreso dalla natura?

Mi sorprende sempre, tutti i giorni. Mi sorprende che non sia ancora morto il potus che ho in casa, anche se a volte mi dimentico di dargli da bere per settimane. E mi sorprendo come un bambino ogni volta che vedo il mare, la vista da una collina, un tramonto, che sia in Sardegna o a Baggio. Sono un inguaribile romantico, per citare Ghemon.

Hai mai pianto di gioia?

Ho un modo tutto mio di vivermi la gioia e no, non l’ho mai sfogata con un pianto. Però mai dire mai.

 

Nicolò Granone

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