Blumosso: “L’amore è influenzato dai tempi” | Indie Talks

C’è chi cantava “Amore ai tempi dell’Ikea” e chi invece si ritrova a vivere l’amore ai tempi del digitale. Questo è infatti l’argomento di cui abbiamo discusso insieme all’artista Blumosso, cantante, musicista e scrittore che a poco a poco sta costruendo, tassello dopo tassello, quello che formerà il suo prossimo EP per Luppolo Dischi: un trittico musicale di cui conosciamo per ora i nomi e le sonorità di “Nordest” e “Vabeh”; in entrambe Blumosso parla d’amore, senza giudizio alcuno, ad esprimersi in realtà è la sua esperienza vissuta, letta e ascoltata, perché del resto l’amore, che sia cantato, condiviso, postato, sempre amore rimane.

Insomma, lasciamo che sia dunque Blumosso a dirci la sua!

Blumosso X Indie talks

Ciao Blumosso, benvenuto! L’indie talks di oggi riguarda uno dei temi più controversi degli ultimi tempi, l’amore “digitale”: credi che il modo in cui si ama sia cambiato con la diversificazione delle tecnologie?

Credo che l’amore, quando assume vita propria, sia sempre quello, e risponde alle universali leggi della natura alle quali siamo da sempre abituatati. Ad essere cambiate sono le modalità d’induzione, quelle sì, soggette agli stili e ai mezzi con i quali conduciamo ormai le nostre vite. 

Amare, come qualsiasi aspetto intrinseco nella vita dell’uomo, è un sentimento influenzato dai tempi. Forse tutta questa dispersione di contenuti, immagini, sentimenti; questa infinita possibilità di scegliere (illusoria per giunta) ci hanno resi tutti un po’ più restii e titubanti ad amare; in questo c’entra la tecnologia, sì; ma quando poi si inizia ad amare, l’amore è sempre lo stesso e le emozioni annesse sono quelle. 

Le tue sono canzoni di amore e disillusioni: quanto secondo te i social hanno distrutto l’illusione di una storia d’amore?

Penso che le storie d’amore non moriranno mai. I social non hanno distrutto nulla… tanto meno l’illusione. Anzi i social alimentano l’illusione e se c’è una cosa che realmente distruggono, quella è la verità. 

La digitalizzazione del quotidiano ha annientato il romanticismo?

Non credo, anzi, da dieci anni a questa parte, il boom dei social ha permesso alla poesia di vivere un nuovo ciclo di vita particolarmente roseo. Quanto meno nella forma, siamo tutti un po’ più romantici… quante frasi condividiamo al giorno? In fondo spesso lo facciamo per colpire qualcuno, farci notare; Tutti questi piccoli atteggiamenti in realtà sono espressione di una nuova fase del romanticismo. Che forse manca d’azione e si nutre più d’intenzione, di platonicità e anche e perché no: di carnalità repressa e da esprimere. Ma sempre un lato del volto romantico dell’individuo è. 

Ad oggi un commento ai post e like a tutti i post del tuo partner valgono come prove d’amore?

Dipende da chi sono i soggetti; dal grado culturale della persona, e anche dalla sua sensibilità. Vi garantisco che un individuo mediamente intelligente non sta a guardare alle “prove” di un post su internet o di un like. 

Al contrario, probabilmente chi fa attenzione a queste cose, denota insicurezza. 

Faccio un esempio: ho sempre pensato che, chi posta la propria storia d’amore sui social non viva un rapporto di coppia felice. 

In passato ci si amava diversamente?

Penso proprio di no. È quello a cui forse ho già risposto indirettamente nelle altre domande: quando ci si ama ci si ama. Il resto è la voglia di una scopata e come/dove trovarla. 

Sappiamo che i tuoi ultimi singoli costituiranno un trittico che ha tratta tra le varie tematiche anche quello dell’amore: come affronti questo sentimento nei tuoi ultimi singoli “Nordest” e “Vabeh”?

Non sentenziando mai, limitandomi ad esprimere sensazioni. Come tutte le mie canzoni, ognuna è mattone della muraglia che circonda la fortezza del mio cuore “da spirito vagabondo che mai nessuno avrà”. 

Ultima domanda ma non per questo meno importante: riveleresti mai il tuo codice di blocco alle persone a cui vuoi bene?

In passato, l’ho fatto, ma non so se lo rifarei più.