Il cuore dei Since11 cerca sempre qualcosa | Intervista

©Vera Schwarz

Il cuore dei Since11 cerca sempre qualcosa | Intervista

I Snce11  (nome che fa riferimento a quando la band si è conosciuta cioè nel 2011) sono in viaggio verso mille destinazioni, partendo dalle alpi dell’Italia, Svizzera, Austria e Germania e da ispirazioni musicali e storie da raccontare, tutte nate da esperienze di vita, amicizia e voglia di scoprire.

L’ultimo album “Lara” rappresenta benissimo questa voglia d’ istinto, mostrando diverse versioni, assolutamente sincere e vere, affini al vissuto che diventano anatomia di un istante.
Si accetta anche lo schianto, il rischio e la caduta, si va sempre avanti anche a costo di saper che si farà fatica a rialzarsi.

INTERVISTANDO SINCE11

Nella musica c’è un certo conformismo, il vostro stile però mantiene la sua unicità. Come ci siete riusciti?

Forse perché non abbiamo mai cercato troppo di “funzionare”. Ci piace l’idea di scrivere canzoni che abbiano energia e un certo spirito libero, senza mai perdere la nostra identità. I Since11 nascono da tante cose diverse: la strada, i viaggi, l’amicizia, il palco, il DIY. Quando provi a essere troppo perfetto rischi di diventare uguale agli altri. Noi preferiamo lasciare dentro anche gli spigoli.

Lara non è solo una persona, ma anche un ideale?

Sì, assolutamente. Lara può essere una persona, ma anche una sensazione. È quell’energia che entra in una stanza e cambia tutto, quella voglia di vivere senza chiedere il permesso. In un certo senso Lara rappresenta il desiderio, la leggerezza, il caos. Non è solo “lei”, è tutto quello che ti fa sentire più vivo.

Ci sono situazioni in cui è importante agire piuttosto che pensare alle conseguenze?

A volte pensare troppo diventa una scusa per non muoversi. Nella musica, nell’amore, nella vita: ci sono momenti in cui devi buttarti, anche se non sai esattamente dove atterrerai. Non significa essere irresponsabili, significa fidarsi un po’ dell’istinto. Alcune delle cose migliori succedono proprio quando smetti di controllare tutto.

©Bita Abdollahi

Il bello del desiderio è che può cambiare la rigidità della realtà?

Il desiderio è una specie di crepa nella realtà. Ti fa vedere possibilità dove prima vedevi solo muri. La realtà spesso sembra molto rigida: lavoro, aspettative, routine, confini. Ma quando desideri davvero qualcosa, inizi a muoverti in modo diverso. E magari non cambia tutto subito, però cambia il tuo modo di stare nel mondo.

Love is not the answer, ma qual è la domanda da fare al cuore dei Since11?

Forse la domanda è: “Che cosa ti fa sentire davvero libero?” Per noi molte canzoni partono da lì. Non sempre l’amore risolve tutto, anzi a volte complica tutto. Però il cuore dei Since11 cerca sempre qualcosa: libertà, movimento, verità, connessione. Non abbiamo una risposta definitiva, ma ci piace fare domande ad alta voce.

Il vostro progetto va oltre i confini nazionali, all’estero la musica e gli artisti  hanno più possibilità?

Ovunque è difficile costruire qualcosa di vero. Per noi i confini nazionali non sono mai stati così importanti: siamo cresciuti musicalmente tra lingue, luoghi e scene diverse. I Since11 hanno sempre avuto questa idea di movimento. Non ci interessa appartenere a un solo posto, ci interessa arrivare alle persone giuste.

©Michael Brugger

Se le canzoni fossero uno stile artistico a chi vi sentireste affini?

Forse a qualcosa tra pop art, street art e un vecchio poster di un concerto attaccato male su un muro. Ci piace quando l’arte è colorata, un po’ sporca e accessibile. Qualcosa di molto immediato, ma che sotto la superficie nasconde più di quello che sembra.

Destination anywhere non è un addio, ma un arrivederci verso nuovi orizzonti?

Esatto. “Destination Anywhere” non parla di sparire, ma di partire. Devi andare avanti, anche se non sai ancora dove. A volte per restare fedeli a se stessi bisogna cambiare panorama. E forse la destinazione non è un luogo preciso, ma uno stato d’animo.