PH: Agnese Carbone
Il Cairo: “La malinconia dell’infinito” | Indie Talks
Chissà quando ci rivedremo, infondo se la vita non è un imprevisto, poco ci manca.
Il silenzio della notte, quando la città si copre di una sua misteriosa possibilità, è fonte d’ispirazione per tutti coloro che oltre a sognare, vanno in giro cercando un punto di vista personale, magari non sempre decifrabile dalla massa, ma ricco di spirito d’osservazione. Si cade in tentazione e si da voce ai propri fantasmi, a quegli incubi che ormai sembrano lontani, alla quale però si rimane un po’ legati come se fossero vecchi compagni di viaggi.
IL CAIRO prende ispirazione dagli imprevisti per abbandonare le certezze, lasciandosi trasportare dalla curiosità e da quel senso di scoperta in grado di dare vita ad un nuovo giorno la mattina seguente. Poltergeist appare come un disco ricco di canzoni che affrontano la dimensione emotiva fatta di memoria, desiderio e inquietudine, con un brano extra nella versione fisica, divertente inside joke che esalta lo spirito del progetto e la sua sincerità.
La ragione obbliga l’uomo a cercare sempre una risposta, chissà però se la via della felicità invece non si muova sempre verso nuove possibili domande.
IL CAIRO X INDIETALKS
Cosa racconteresti bevendo Tsingtao ai tuoi fantasmi?
Direi che sono i benvenuti, che offro io la birretta. Sto imparando piano piano a riconoscerli come dei saggi amici un po’ brutti e spaventosi che però hanno tanto da insegnare.
Ti fidi di più dell’oroscopo, di chi legge la mano o delle costellazioni?
Delle costellazioni tutta la vita. Guidano da millenni i naviganti e cerco di guardarle sempre quando timidamente compaiono tra l’inquinamento di Milano.

Sei complice di te stesso?
A volte, non è facile volersi bene e piacersi. Quando lo sono però sto da dio.
Che rapporto hai con le infinite possibilità e le strade secondarie della vita?
Un rapporto particolare, un po’ nostalgico. A volte penso alle occasioni perse della mia vita, alle possibili strade che potevo percorrere e mi viene un po’ di magone però poco dopo mi accorgo di quanti futuri possibili ho davanti ancora e che alla fine forse le strade che ho scelto mi porteranno sempre in un bel posto, anche se dovrò passare attraverso boschi bui o lungo precipizi.
L’imprevisto ti spaventa o ti incuriosisce?
Mi incuriosisce più di quanto mi spaventi. Cerco di averne meno paura possibile, anche perché non si può evitare. Succede, quando meno te lo aspetti. Allora se è imprevisto positivo felici tutti, se invece è negativo provo a trovarci qualcosa di buono, che infondo infondo infondo c’è sempre.

Hai mai provato a scappare dalle cose invisibili?
Sempre, scappo da certi lati del mio carattere che non accetto. Che non riesco a toccare ma che percepisco in me e negli altri. È tosto non fuggire, un lavoro continuo di fiducia. La fiducia del restare.
Nella notte e nella morte ci sono delle somiglianze?
Credo che questa associazione sia estremamente culturale. Nella nostra cultura la luce è più positiva del buio, ma mi piace ogni tanto provare ad invertire l’ordine degli addendi e credere che la notte non sia morte ma sia vita. Penso alle lucciole, di giorno si nascondono, si riposano e di notte brillano e danzano. Certe cose accadono solo nella magia della notte.
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