PH: Ufficio Stampa
Met F1sh: “Basta un attimo per perdere il per sempre” | Intervista
L’essere umano tende a sottovalutare il tempo che vive, rimanendo legato al futuro e alle sue infinite possibilità. Ci sono eventi che cambiano il destino, rimescolano le carte e pongono l’uomo davanti ai suoi limiti, rendendolo vittima delle sue imperfezioni.
Met F1sh con le sue lacrime e le sue barre taglienti ci mette davanti ad una triste verità: il per sempre non esiste perché siamo vittima dei nostri dolori. Basta un semplice istante per perdere tutto. Fiorellino è un brano crudo che parla del dolore di un incidente e della forza che si deve avere per superare un addio.
Il brano realizzato insieme a Sakuna s’interroga sulla caducità della nostra esistenza, rendendo l’ascoltatore partecipe di un dramma sicuramente non facile da confessar
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INTERVISTANDO MET FISH
Che colore e profumo hanno i fiori nati dal dolore?
Secondo me il colore dei fiori nati dal dolore è il nero e il profumo è quello di una rosa. Se dovessi scegliere un fiore che meglio rappresenta questo stato d’animo, sceglierei una rosa nera, tanto bella quanto suggestiva e inquietante.
Realtà e ricordo sono rappresentate dalla tua voce e da quella di Sakuna. Cosa ci dici di questo feat?
Subito dopo il provino avevo scritto la topline (la melodia del ritornello), però volevo farla cantare ad una voce femminile, così ho chiesto al produttore della strumentale di suggerirmi qualche interprete. Appena ho sentito la voce di Sakuna sono rimasto folgorato e le ho proposto subito di collaborare.
Che verità hai trovato hai ascoltato nel raccontare questa storia?
Ho trovato diverse verità e insegnamenti da questa storia, ho capito che non esistono i per sempre e per quanto ci si sforzi di fare piani e progetti, la vita si diverte a cambiarli, a volte in meglio, a volte in peggio.

Tendiamo spesso a sottovalutare la fragilità della vita?
Più che a sottovalutarle direi che tendiamo a volerle nascondere. Viviamo in una società in cui c’è il mito del superuomo, sempre perfetto, coraggioso e senza alcun dubbio. Ammettere un proprio difetto o una fragilità può essere motivo di esclusione o di derisione.
La morte ti spaventa?
Più che la morte in sé, mi spaventa il fatto di non riuscire a realizzare tutti i miei sogni e lasciare questa dimensione con qualcosa di incompiuto. Poi sembrerà strano, ma mi affascina l’idea di scoprire cosa c’è dopo, di sapere se incontrerò di nuovo le persone che ho amato in vita e se ci sono altre dimensioni oltre la nostra.

Cosa significa per te fare rap?
È diventata una costante, ogni giorno ho bisogno di farlo e ascoltarlo, poi essendo un genere molto competitivo, mi spinge sempre ad affrontare nuove sfide e correggere i lati di me che non mi piacciono
Ti senti più Caino o Abele?
Purtroppo più Abele, non sono in grado di fare del male alle persone a cui voglio bene. Anche se farlo può portarmi ricchezza o beneficio, se lo facessi mi sentirei malissimo.
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