PH: Pippo Moscati
Un disco per chi canta, per chi ascolta, per chi manca. Un vero e proprio break up album che studia quella somma di piccoli eventi, emozioni e sensazioni che porta alla rottura di un rapporto. E lo fa in un modo autentico, metabolizzando pezzi di vita attraverso brani diretti, luminosi e raffinati, capaci di colpire al cuore con precisione chirurgica
Una sorta di fenomenologia di una rottura, l’analisi di un sentimento vissuto e perso, di cosa succede quando si spegne qualcosa di così pervasivo e complicato, così inspiegabile e folgorante, così esaltante e tormentato. Per poi affrontarlo, accettarlo, elaborarlo per riuscire ad andare oltre, perché l’amore è un’altra cosa.
SINCERO! è un sentimento artistico che arriva perché puro, libero da sovrastrutture al quale viene naturale affezionarsi traccia dopo l’altra. Mette a nudo un certo tipo di fragilità e lo fa con orgoglio e speranza, concetti da ribadire per non arrendersi davanti alle difficoltà della vita o delle relazioni
Rares dopo aver suonato sul palco del MiAmi sarà in giro per l’Italia con un tour che farà cadere qualche lacrimuccia senza perdere la voglia di abbracciarsi, ancora e ancora.
Credo sia giusto anche dire che si sta bene. Non sempre chi abbiamo davanti ha lo spazio per accogliere un nostro dolore o dispiacere in quel momento. Rischiamo, nell’aprirsi, di non essere capiti. Bisogna sapersi tarare. Lo scambio sociale ce lo richiede. Allo stesso tempo, quando le condizioni lo permettono, è importante provare/riuscire ad aprirsi davvero.
Rares è una persona che cerca di dare valore alle proprie giornate e alle proprie relazioni, quotidianamente. È una persona che si fa molte promesse, prova a mantenerle tutte e puntualmente non ci riesce. Fa un po’ la musica che vuole. Da qualche anno si diverte a giocare con la forma canzone. Chissà nel futuro prossimo.
Sì, però cambia di volta in volta. E pagando quel prezzo si riceve anche molto indietro.
I giorni di pioggia mi piacciono molto, così come quelli di sole. Per questo nel disco convivono entrambi gli scenari. Non è la pioggia o il sole a rendere una giornata utile o bella, ma il modo in cui percepiamo l’insieme delle cose e degli eventi in un determinato momento.
Si può imparare tanto sia dal sole che dalle nuvole.
Non c’è cosa che non muti. Il tempo è una dimensione fondamentale della nostra vita e, almeno nella nostra percezione, procede in modo lineare e unidirezionale. Anche l’amore cambia, continuamente. A volte cambia in meglio, oppure siamo pronti ad accoglierne la trasformazione. Altre volte ci coglie di sorpresa o prende direzioni che non si allineano più con ciò che siamo.
La domanda quindi, forse, non è perché cambi, ma come reagire quando succede. Per quanto possibile: con presenza verso l’altra persona, empatia, desiderio di comprendere e capacità di adattare il proprio percorso a ogni direzione plausibile, anche alla separazione.
Mancarsi reciprocamente no. Sentire la mancanza di qualcuno può esserlo, invece. Può avere il sapore dell’attesa, dell’ansia, della tristezza. Mancarsi reciprocamente e saperlo credo sia un qualcosa di più dolce di una domanda senza risposta.
Che esistano la buona e la cattiva sorte. Per tanto tempo mi sono arrabbiato davanti a certe cose successe a me o alle persone intorno a me, sentendomi impotente. Col tempo ho trovato più pace nell’idea che, se ci troviamo a vivere qualcosa in un determinato momento, forse tocca a noi attraversarla proprio allora, facendo lo sforzo di capire cosa possa insegnarci.
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