MSq & freehands

MSq & Freehands: Il nostro genere è la musica | Intervista

MSq & FreeHands  è un collettivo formatosi nel 2018 da 7 giovani artisti bellunesi tra i 20 e i 25 anni.

Provenienti da varie esperienze e generi diversi che vanno dal jazz al metal e dal folk all’elettronico, hanno saputo fondere le loro passioni in questo progetto eclettico metà in italiano metà in inglese.

Il loro album d’esordio, Shortcuts, è una raccolta di 12 storie e atmosfere diverse: pezzi strumentali con carattere orchestrale fanno da cornice a brani ironici, di protesa, ad un pop rock intenso e a varie sperimentazione acustiche.

Il disco è stato prodotto da Il Terzo Mondo Studio e sono stati convolti altri musicisti per perfezionare i suoni, senza tralasciare così nessun minimo dettaglio.

MSq & FreeHands è un progetto coraggioso, capace di cucire addosso un particolare vestito per ogni canzone. Libero da ogni vincolo e da ogni genere, riuscendo non solo a mettere d’accordo tutti i componenti della band, ma anche a trovare un sorprendente equilibrio artistico.

MSq & freehands

INTERVISTANDO MSQ & FREEHADS

MSq & FreeHands è il vostro nome. Ci potete raccontare com’è iniziato questo progetto?

È nato dall’esigenza di scrivere e voler raccontare qualcosa di nuovo. Sono stati rivisti dei pezzi che erano nel cassetto da anni mentre altri, come spesso succede, sono figli del fatto che “l’appetito vien mangiando”.

Durante le registrazioni si è formata anche la band, costituita appunto da giovani e talentuosi musicisti della provincia di Belluno che hanno saputo dare, uno dopo l’altro, il famoso “tocco in più” al progetto con una professionalità non comune alla loro età visto che hanno tutti dai 20 ai 25 anni.

Quali sono i vostri riferimenti musicali?

Eh sono molti. Ma se proprio bisogna sbilanciarsi, parliamo di:  Pink Floyd, Porcupine Tree, King Crimson, Jethro Tull, Genesis, PFM, Ennio Morricone, Yann Tiersen, John Williams, Led Zeppelin, James Brown, Zucchero, Eros Ramazzotti, Mia Martini, Santana, Fabrizio De André, Daft Punk, Bob Marley, Bruce Springsteen & The E-Street Band.

Grazie a Sanremo Rock suonerete sul palco dell’Ariston. Cosa ne pensate di questa 70° edizione del Festival?

(Domanda fatta prima della finale di Sabato)

Tralasciando le polemiche, quest’anno c’è  un equilibrio tra tradizione e novità. Ci sono degli artisti che faranno parlare di sé, altri che non hanno bisogno di presentazioni e quindi ci si augura che vinca veramente il migliore, cioè quello che ha saputo comunicare più degli altri un’emozione sincera, indipendentemente dal genere o dal curriculum.

Ad ogni modo noi aspettiamo sempre il momento in cui viene pronunciato il rituale: “dirige l’orchestra il Maestro Peppe Vessicchio!”

Shortcuts racconta 12 storie. Ce n’è una alla quale siete più affezionati?

Sarebbe come chiedere ad un genitore quale sia il figlio prediletto. Posso raccontarti una tra le più intense: Maximilian.

Nasce più o meno nello stesso momento in cui è nato il figlio di un amico, cantante (e collega de Il Terzo Mondo Studio) dell’ultimo decennio musicale (Simone Inguanta). In quei giorni l’emozione era tantissima, era il primo figlio della band (gli storici Formato Standard) dell’epoca. Così parte l’idea di scrivere questa canzone, il cui testo è un messaggio universale ad ogni nuovo venuto al mondo, cantato da un uomo ed una donna che interpretano mamma e papà sopra la culla del bambino e che gli rivolgono degli insegnamenti che potrà utilizzare quando sarà più grande. Special featuring anche un altro amico e collega dello studio, Mattia Mussolin che ha registrato il basso del brano.

Jamheela che messaggio vuole lasciare?

È chiaramente una provocazione, ma di quelle che speriamo facciano riflettere. Noi siamo talmente abituati a vivere bene che il nostro più grande problema è non avere l’ultimo i-Phone, mentre invece ci sono milioni di persone in condizioni veramente critiche, ma il problema è talmente distante da noi che ci sembra irreale.

Insomma, per citare Orwell, tutti gli animali sono uguali, e alcuni NON sono più uguali di altri! La canzone non è una dichiarazione politica, noi non ci schieriamo da una parte o dall’altra (anche perché non esiste più né la destra, né la sinistra).

Il brano è nato da una fotografia che il mio collega Giampaolo Rossi (membro de Il Terzo Mondo Studio, con il quale ho co-prodotto il disco) vide in internet di una bambina di colore che galleggia morta sull’acqua, con i pantaloni verdi. Lì abbiamo deciso di creare la storia di Jamheela

MSq & freehands

L’amore sta diventando sempre meno romantico e più One Night Stand?

Non credo, questo è quello che ci stanno passando i media e le tendenze del momento. L’amore è sempre e comunque il sentimento più forte che ci sia fra la specie umana, solamente che ogni tanto si tende a fare confusione.

One Night Stand, visto che l’hai citata , è stata una divertente avventura, e perché non raccontarlo?

Alcuni pezzi sono in inglese, altri in italiano. Come mai questa scelta?

Scelta stilistica, dettata soprattutto dal genere della canzone e da esperienze di lavoro all’estero perché quando sei all’estero e parli la maggior parte del tempo in inglese, ti verrà di scrivere in inglese.

Alessandra è l’unica quota rosa del gruppo, riesce a sopportarvi?

Ahah! Sì, ha una gran forza per sopportarci tutti… soprattutto quando abbiamo il ciclo ahahah.

ASCOLTA MSQ & FREEHADS NELLA PLAYLIST DI INDIE ITALIA MAG

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