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New Indie Italia Music Week

Mentre il cielo di Roma si colorava di verde, bianco e rosso, il mondo dei social si tingeva di nero: il #BlackoutTuesday promosso dal settore artistico e musicale ha fatto del razzismo una res publica. Nonostante tutte le lotte, le campagne di sensibilizzazione, la nostra società fatica ad accettare la diversità in qualunque delle sue forme.

L’arte in sé è portatrice di diversità, ed in quanto tale ne siamo terribilmente affascinati. Tutto è atipico, diverso, ma allo stesso tempo bello.

Diversità e bellezza si tengono per  mano abbattendo qualsiasi barriera culturale, fisica e mentale: siamo donne e uomini belli perché diversi, indistintamente.

Scopriamo, allora, insieme ai nostri editor Alessandra, Aurora, Chiara, Ilaria, Nicolò e Salvatore la bellezza della diversità nelle parole e nelle sonorità delle uscite di questa prima settimana di giugno nera.


 

I Mortali (Album)

Come le cicale continuiamo a cantare anche nel dolore, sotto un fastidioso rumore. Abbiamo scialacquato ogni emozione autentica e adesso ci guardiamo indietro, intorno, fissiamo il cielo con gli occhi di chi aspetta che la spensieratezza e il vento della vitalità ci colgano di sorpresa, per ricominciare a correre a piedi di nudi sulla spiaggia e abbandonare quella posa statica che vi vede scrutare il tramonto in piedi, sulla cima di un monte con la mani in tasca con filo nero di disillusione sullo sguardo mentre pensiamo alla Noia Mortale che ci ha travolti e alla marijuana fumata davanti al liceo che ci ha resi così vulnerabili. Roma o Palermo: bruceremo tutti all’Inferno!

Forse dovremmo andare a Milano, dovremmo scrivere un hit che faccia ballare la gente, che ci riempia di pacche sulle spalle; si ma poi? Ai riconoscimenti discografici in numeri, certi autori preferiscono l’autenticità: per quella non c’è prezzo. Quando due artisti della caratura di Colapesce e Dimartino decidono di dar vita ad un progetto discografico partecipato c’è un motivo, e non può che essere importante, impellente, iconico come “I Mortali”:

“Un album molto poco pop ma talmente elegante, sfacciato, romantico e pittoresco da poter risultare irresistibile anche al cospetto di un pubblico prettamente pop”.

Colapesce e Dimartino: 8,5

Vita Vera Mixtape 

Vestito di rosso, con in mano dei fogli e all’ingresso di un bosco fitto: è così che Tedua si è fatto disegnare sulla copertina del suo ultimo mixtape, riconducendoci inevitabilmente ai primi versi della Divina Commedia. Mi ritrovai in una selva oscura canta il rapper che, con l’appellativo di DanTedua, ci accompagna a fare esperienza del suo personale inferno, della sua Vita Vera messa in suoni e parole.

Sono proprio questi due elementi ad incarnare il suo Virgilio, la guida tra i ricordi di un’infanzia e un’adolescenza non di certo facili, ma non per questo non degne di essere vissute fino in fondo col supporto degli amici di sempre e, ovviamente, della musica. In questo inferno con più cerchi dell’hula-hoop, infatti, si ritrovano sia figure che percorrono da tempo il cammino umano e/o artistico insieme al giovane genovese che colleghi che con lui condividono una visione musicale.

Ad unirli tutti è la fiamma, stavolta non infernale, che accende i loro cuori e nutre le loro menti: il rap. È questo il mezzo di espressione che permette il continuo passaggio da immagini oscure ad altre romantiche, come a far intuire che oltre i gironi infernali ci sia non solo il purgatorio, ma anche il paradiso. Non resta, allora, che perdersi in questo regno, nell’attesa che nei prossimi progetti Tedua ci prenda per mano per farci continuare questo mistico viaggio. Viaggio il cui prezzo vale senza dubbio il biglietto. 

Tedua: 8,5 

Ho guardato un’altra

Dire addio per sempre alla persona che in realtà amiamo profondamente, solo perché certe condizioni a contorno non sono favorevoli, è un’arma a doppio taglio. Stare insieme è come droga, ma non vedersi è quasi ok: la rassegnazione è l’unica soluzione razionalmente corretta, ma lacera dentro.

Mi ricorderò che è più facile non volersi bene o non essersi mai incontrati e, quindi, voluti bene.

Mecna: 8,5

3 Gin Tonic

“3 gin tonic e niente può andar male” è più o meno il mood di tutti adesso che si sta tornando alla vita di prima, seppur con qualche regola in più. Ci siamo privati di così tanto in così poco che abbiamo riscoperto la bellezza delle piccole cose, come il pub del cuore di nuovo aperto e l’emozione di chiedere a qualcuno di uscire. Tuttavia, c’è chi queste cose le ha sempre sapute cogliere e apprezzare, senza il bisogno di una pandemia, proprio come i Kaufman. In questo pezzo ci sono tutti gli abbracci mancati, i messaggi non inviati e i drink non bevuti di questi ultimi mesi, accompagnati da una sensazione di nostalgia per il futuro che solo i veri romantici sanno infondere.

Kaufman: 7,5

Porta Palazzo

Spesso la bellezza di un posto è relativa, ma si lega inevitabilmente al ricordo che sappiamo creare. Le nostre esperienze ci fanno cambiare la visuale che abbiamo della realtà. Ecco  così  che una casa abbandonata, praticamente a pezzi, in zona Porta Palazzo, può diventare il posto più bello del mondo.

Kamahatma: 8,5

 

InstagramMare

Il “carpe diem” di Orazio ai tempi dei social si è trasformato in tutto da InstragramMare: siamo sempre pronti a scattare l’attimo dalla giusta prospettiva per non farcelo sfuggire. La voglia di mostrare agli tutto ciò che facciamo al mondo intero ci travolge come un’onda ed inconsapevolmente condividiamo, forse, le nostre paure, le nostre fragilità: puoi ripostare ogni tua delusione!

Legno feat Rovere: 8

 

Era Ora

Sonorità lounge e liriche ermetiche che fanno oscillare l’equilibrio che fingiamo di mantenere ascoltando il nuovo singolo di Valucre. Camminiamo all’indietro per imbatterci in un passato che ci ha fatto male. Coi batuffoli nel cuore e le matasse nel cervello ci perdiamo in quello che conosciamo già. Come si fa a cancellare tutto ciò che è stato per tornare alla status in qui tutto è come “Era Ora”?

“Ora” però è un attimo non replicabile, ci accontentiamo di guardare le cornucopie della bellezza di ieri, sperando che una nuova emozione ci riaccenda. Troveremo un nuovo Ora che ci strapperà l’anima dal petto?

Valucre: 8

 

Primo Piano

Io senza te non so sopravvivere, io con te non so come vivere. Vorrei buttarmi dal palazzo ma abito al Primo Piano. E poi penso a mia mamma, cosa ne sarà di lei?

Struggimento, disperazione e autoironia in formato pure indie rock per l’interessantissimo nuovo singolo di Moci evocatore delle sonorità che riportano la mente dell’ascoltatore al post-punk dei The Cure e dei The Smiths.

Riconoscere la fugacità di un momento di scoramento e farne canzone. Questa è la missione del cantautore.

Moci: 7,5

 

Ryanair

Tutto quello che ho l’ho speso per te. Però adesso voglio la semplicità che fa gioire sempre gli altri. Mi basta una cena con un menu con su scritto “Voglio passare una vita con te”. Farei meglio ad aprire una compagna aerea col tuo nome per porre fine  questo concitato via vai di emozioni da asporto.

Ma tutti questi sforzi basteranno per farti innamorare di me? Potrei trasferirmi da te ma forse non è ciò che tu vuoi.

Sfumature jazz per la descrizione tragicomica di un amore pop, di quelli che si consumano alle partenze degli aeroporti delle metropoli. Quelle relazioni in cui è sempre la stessa persona a muoversi per andare incontro all’altra.

Un esordio discografico convincente per Pagano con la sua Ryanair.

Pagano: 7,5

 

Badoo

Le nuove relazioni ai tempi dei social network:algoritmi e cuoricini. Uno swipe up, uno screen shot inviato agli amici, le storie su Instagram. Dov’è finito il romanticismo? Sparito. 

Gli amori impossibili però sono rimasti ed è sempre  più difficile dimenticarli.

Malpelo: 8 –

 

Mare 

Il mare di notte si mescola con il cielo. Una distesa infinita alla quale confidiamo i nostri desideri e le nostre paure. Un luogo infinito nel quale lo sguardo si perde tra le onde e il suo rumore. Tutti pensano che il momento migliore per andare al mare sia il giorno, tutti tranne i poeti e i romantici che vogliono condividere quel legame in intimità e sotto la luce delle stelle.

Alfiero: 8

 

Loco

Quando si è convinti di una scelta spesso si è determinati a non cambiare idea: non voglio le tue lacrime. Mettere via foto, oggetti che si son condivisi con la persona amata è un gesto liberatorio, è indice di voler cambiare le cose nonostante sembro triste più di te, ma no, non torno indietro!

Alessandro Forte: 7,5

 

Sabato sera

Il sabato sera è forse l’arco temporale più intrigante della settimana, quello in cui il niente può trasformarsi in tutto e la quiete può farsi caos. Si tratta di convivenza di opposti, proprio come lo può essere il rapporto raccontato in questa canzone e la canzone stessa. Il mondo urban e quello cantautorale, infatti, si intrecciano al pari delle vite dei protagonisti in questa storia e di quelle di chi ne canta. Il risultato è un romantico cortometraggio fatto di immagini tanto semplici quanto evocative. Immagini che sembrano essere quelle che finiscono nell’archivio visivo dei nostri ricordi, alla cui colonna sonora, oggi, possiamo aggiungere un altro brano.

Peter White feat Gemello: 7,5

 

Anni verdi

Una questione di un attimo a volte ci fa esplodere dentro. La miccia che alimenta i nostri tormenti, il sentirsi oppressi si trasforma presto in una scintilla  che non siamo in grado di gestire: tu eri una casa in fiamme. Dopo la tempesta però sicuramente arriva un momento di calma: chiamami e ritornerò da questi anni verdi. Forse è vero, bisogna perdersi per ritrovarsi!

Endrigo: 7,5

 

Nosense

 

Si presenta un po’ naif Gabriele Troisi col suo ultimo singolo Nonsense, eppure un senso sembra proprio averlo. O almeno, quel risulta chiaro è il fascino con cui la voce di Gabriele riesce a tenerci attaccati alle vibse. 

Non manca l’argomento amoroso che si fa mera parola di accompagnamento sulle note soul del brano, perché quel che conta è quante volte clickiamo play per riascoltare Nonsense dall’inizio.

Gabriele Troisi: 8,5

 

Technicolor

I Tropea stavolta hanno rischiato parecchio: non in inglese, non in francese, ma in italiano, con tanto di citazioni letterarie e non, eppure sono riusciti a farci divertire anche stavolta, anzi sembra proprio di essere sulle macchine a scontro sotto mille luci stroboscopiche. 

Un’elettronica che ricorda vagamente quella dance  alla Pop X, tuttavia riescono a fare breccia nei nostri cuori pixellati.

Tropea: 7,5

 

A luci spente (Album)

Copertina alla Man Ray che trasuda solitudine eppure le sonorità ambient pop sono in grado di accompagnare situazioni distese, sia che si stia sul letto con in testa la guerra, sia che si prenda uno spritz in terrazza con gli amici.  L’album però ci regala anche degli spunti per danzare come in Venerdì o in Champagne.

Insomma, che sia ballando o brindando See Maw ci offre varie ispirazioni per abbandonare i pensieri che si materializzano quando le luci sono spente.

See Maw: 7

 

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