SOSTIENE PEREIRA di Antonio Tabucchi

ANTONIO TABUCCHI

SOSTIENE PEREIRA

Feltrinelli pagg. 214

Tabucchi

 << E quando il dottor Cardoso uscì dalla porta e scomparve nella strada lui si sentì solo, veramente solo, e pensò che quando si è veramente soli è il momento di misurarsi con il proprio io egemone che vuole imporsi sulle coorti di anime. Ma anche se pensò così non si sentì rassicurato, sentì invece una grande nostalgia, di cosa non saprebbe dirlo, ma era una grande nostalgia di una vita passata e di una vita futura, sostiene Pereira. >>

Sostiene Pereira è un romanzo, vincitore del Premio Campiello, pubblicato nel 1994 da Antonio Tabucchi: un importante scrittore italiano e docente dell’Università di Siena. Nel corso della propria vita Tabucchi ha dedicato molto tempo alla scoperta delle opere di Fernando Pessoa, divenendone critico e traduttore e maturando un interesse particolare per la cultura portoghese.

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Fin dalle prime pagine l’ambientazione è chiarissima: ci troviamo a Lisbona e corre l’anno 1938. Il nostro protagonista si chiama Pereira: un giornalista a cui è stata affidata la pagina culturale del Lisboa, il giornale locale. Pereira è vedovo, cardiopatico e infelice. Ama la letteratura francese , è ossessionato dall’idea della morte e non crede nella resurrezione della carne. Dunque  Pereira anche in una giornata d’estate, in cui Lisbona scintilla sotto la sua finestra, si ritrova a ragionare sulla morte.

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 Così accade per caso che in una di quelle giornate Pereira si ritrova a leggere un articolo, pubblicato su una rivista d’avanguardia cattolica, che tratta il tema della morte. Pereira si interessa così tanto a quell’articolo  che decide di chiamarne l’autore, un certo Francesco Monteiro Rossi di origini italiane, per offrirgli un posto in redazione. Il nostro protagonista , come avrete già compreso, è un tipo un po’ impacciato e così al telefono si impappina spesso ma alla fine il giovane giornalista accetta l’incarico di buon grado e si dimostra molto disponibile.

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È proprio quella telefonata  che segna l’inizio di una nuova avventura per il nostro dottor Pereira. Infatti anche se al giovane Francesco Monteiro Rossi viene affidato il compito di scrivere necrologi, quest’ultimo riesce a mettere in continua difficoltà Pereira tentando di pubblicare necrologi altamente censurabili e pericolosi contenenti numerosi riferimenti al regime fascista, fra questi ad esempio scrive il necrologio di Gabriele D’Annunzio.

È proprio grazie al rapporto istaurato con questo giovane giornalista, ardente oppositore del regime, e alla fiducia riposta nella figura del dottor Cardoso, personaggio che permette al nostro protagonista di conoscersi più a fondo, che Pereira riesce finalmente a riscattarsi ritrovando la forza di vivere e agire.

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Prima di giungere a tale vittoria, infatti, Pereira si arrovellava continuamente sulla propria persona e parlava così al dottor Cardoso:

<< […] E le mie memorie, chiese Pereira, e quello che ho vissuto? Sarebbero solo una memoria, rispose il dottor Cardoso, ma non invaderebbero in maniera così prepotente il suo presente, lei vive proiettato al passato, lei è qui come se fosse a Coimbra trent’anni fa e sua moglie fosse ancora viva, se lei continua così diventerà una sorta di feticista dei ricordi, magari si metterà a parlare con la fotografia di sua moglie. Pereira si asciugò la bocca col tovagliolo, abbassò la voce e disse: lo faccio già, dottor Cardoso. Il dottor Cardoso sorrise.>>

Ciò che più affascina di questo romanzo, dopo la figura del dottor Pereira, è sicuramente il modo in cui Antonio Tabucchi ha deciso di scriverlo: si apre e si chiude conil sintagma “Sostiene Pereira” che viene ripetuto spessissimo fra le pagine di quest’opera. Inoltre i dialoghi non sono distaccati dal resto del testo e inizialmente il tutto appare al lettore come un pentolone in cui gli ingredienti sono stati mischiati a casaccio. In realtà questo stile è accattivante e conferisce al racconto un ritmo molto veloce e incalzante.

Una curiosità: dal romanzo è stato tratto un film omonimo diretto da Roberto Faenza in cui il personaggio di Pereira è interpretato da Marcello Mastroianni.

A cura di Carla Giammusso

 

 

 

 

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4 thoughts on “SOSTIENE PEREIRA di Antonio Tabucchi

      1. Sono arrivata alla fine del libro ieri sera. La mia opinione è che l’autore abbia fatto un po’ di metaletteratura, cioè voleva far pensare al lettore che era Pereira a parlargli nella fantasia. Cioè tutta la storia è stata raccontata dal personaggio Pereira, mentre l’autore è stato solo un tramite.

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