EXPO MILANO 2015: CONSIGLI E IMPRESSIONI DI UN VISITATORE COMUNE

EXPO MILANO “NUTRIAMO IL PIANETA”. Negli ultimi 2 anni questo è stato il leitmotiv spesso strumentalizzato da telegiornali, periodici, politici, fino ad arrivare ai più recenti e sconclusionati black bloc.

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Noi di Blogstermind c’eravamo, non potevamo assolutamente perdere questo grande evento per godercelo e per commentarvelo dandovi consigli su cosa non fare e su cosa evitare di fare. Come direbbe un milanese doc dall’inconfondibile accento “Siamo stati IN Expo”.

COME ARRIVARE ALL’EXPO?

La nostra giornata è iniziata molto presto, quando ancora il sole fa fatica a risplendere tra il cielo grigio di Milano. Dopo aver preso la METRO ROSSA fino a RHO, mettiamo piede nei territori dell’Esposizione Universale di Milano.

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Vi consigliamo di acquistare un biglietto di andata e ritorno per ragioni di praticità e convenienza a soli 5€. Gli accessi sono molti e ben organizzati. Vi raccomandiamo di non portare bottigliette o liquidi in generale. Verrete obbligati a buttarli. I controlli all’ingresso non differiscono di molto rispetto a quelli di un comunissimo aeroporto per ovvi motivi di sicurezza.

APPENA ARRIVATI…
Dopo aver superato i controlli, finalmente siamo dentro. Il colpo d’occhio è forte. Oltre al Padiglione Zero, potrete ammirare l’inusuale scultura dell’artista siciliano Isgrò che ha rappresentato il seme dell’arancio, simbolo dell’agricoltura siciliana.

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Ci immettiamo nel viale principale e iniziamo a spulciare le mappe forniteci all’ingresso. L’ “urbanistica” dell’Expo è abbastanza lineare. C’è una via principale interrotta a metà da “Piazza Italia, lungo i lati si ergono i  padiglioni delle oltre 130 nazioni partecipanti.

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ANALISI DEI PADIGLIONI

Iniziamo a incamminarci verso i primi padiglioni e veniamo subito rapiti dalla meastosità dell’intero sistema Expo. Le architetture dei vari edifici che costellano l’area adibita rapiscono i visitatori, facendo presagire che la vera sorpresa sarà all’interno.

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Immaginate il vostro compleanno. Eccitati e curiosi state iniziando a scartare i regali. Tra i tanti pacchi e pacchetti ce n’è uno che si distingue. E’ avvolto da una carta dorata finissima e da un nastro di raso rosso. Decidete di iniziare da quel reagalo. Allora, sfilate via il nastro rosso con un gesto deciso ma leggero. Rompete la carte che lo avvolge con cura perchè è talmente bella che non vi va di rovinarla.

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Finalmente ci siete, potete aprire la scatola. A questo punto sgranerete gli occhi cercando di individuare il contenuto dell’elegantissimo pacco, ma niente. Lo girate, lo rigirate e dopo un’attenta analisi capite che in realtà il regalo consiste nella scatola in sè. Accattivante, sontuosa ma pur sempre una scatola.

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I padiglioni sono un vero spettacolo per gli occhi. Mix di colori e materiali, forme inusuali, materiali inconsueti per quel tipo di costruzioni. Purtroppo, bisogna ammettere che il contenuto dei padiglioni è presso che inesistente. Non bastano proiezioni su muri bianchi o lavagne interattive sparse qua e là per fare un Expo il cui titolo è “Nutriamo il pianeta”.

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Di cibo vero e tangibile se ne vede bene poco. La maggior parte è riprodotta sottoforma di contenuto multimediale. Nessun cuoco (eccezion fatta per il Qatar) si prenderà la briga di spiegarvi la preparazione di un piatto tipico nazionale. Fareste prima a consultare Giallo Zafferano che appare di gran lunga ben più appassionato della cucina etnica rispetto all’intero apparato Expo.

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Non ci sono assaggi, quindi, per provare le specialità dei paesi bisogna spostarsi nelle apposite aree di ristorazione situate all’interno dei vari padiglioni. La spesa media per un piatto e una bevanda all’interno degli edifici dei paesi ammonta a circa 15 euro.

PADIGLIONI DA VISITARE E DA EVITARE

Per iniziare, dovrete abituarvi alle code che precedono la maggior parte dei padiglioni. L’attesa media è di 15 minuti, in alcuni si può entrare e uscire senza troppi problemi, mentre per accedere ai padiglioni più blasonati potrete trovare code di 60 minuti o 90 come nel caso del Padiglione Italia.

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Preceduto da code chilometriche, il Padiglione Italia è l’emblema degli effetti sortiti dal marketing che ha preceduto l’Expo. La pochezza di ciò che viene proposto all’interno è inversamente porporzionale alla struttura esterna dell’edificio che è, invece colossale e sbalorditiva. All’interno troverete tre piani piccolissimi con proiezioni e immagini sparpagliate sui muri.

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L’unica cosa che ha attratto la nostra attenzione è stata la riproduzione della penisola italiana suddivisa per regioni. Ogni regione è stata ricostruita con terra e piante autoctone.

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PADIGLIONI CONSIGLIATI

Ci sentiamo in dovere di fare una lista, indicandovi i padiglioni che dovreste assolutamente visitare risparmiandovi file chilometriche sotto il solo cocente e imprecazioni colorite che pronuncerete internamente quando vi accorgerete del nulla che viene proiettato sui scarne pareti e dell’inconsistenza di molte installazioni messe lì a scopo riempitivo.

Noi vi consigliamo:

ANGOLA

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Il Padiglione dell’Angola è caratterizzato dalla forma stilizzata di un baobab africano posta al centro della struttura. L’altro aspetto caratteristico che merita la visita sono gli spazi verdi coltivati con piante, ortaggi e frutta tipiche del Paese e gli spettacoli di danza tribale molto suggestivi.

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BRASILE

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Il cuore pulsante del Padiglione del Brasile è una rete interattiva che collega i tre piani. Camminando sulla rete sospesa, i visitatori interagiscono con l’ambiente circostante: dei sensori, infatti, rilevano i movimenti trasferendo impulsi che modificano il suono e la luce circostante.

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La visita inizia da un’area aperta (Green Gallery), con ortaggi, piante, fiori e frutti accompagnati da tavoli interattivi, che offrono giochi e informazioni sulle etnie del Brasile. Una rampa porta al primo piano, dove una proiezione guida i visitatori.

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Al secondo piano, un’altra proiezione su uno schermo trasparente mostra un video che si attiva grazie ai sensori di prossimità.

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POLONIA

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Un corridoio conduce al primo piano del Padiglione. Qui i visitatori arrivano a un giardino magico. Dal suo centro si sviluppa uno stretto e tortuoso sentiero intervallato da alberi di mele. Il riflesso degli alberi negli specchi crea l’illusione di uno spazio vasto e infinito e allo stesso tempo enfatizza l’atmosfera magica del luogo.
Dal giardino, i visitatori passano facilmente al successivo spazio espositivo, dove si trova l’installazione di una mela gigante. Troverete, inoltre, un’esposizione dei quadri dell’artista Richard Strauss , artista intenso e irriverente.

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Partendo dall’interno della “mela”, i visitatori sono guidati fino al piano terra del Padiglione, dove continua la storia dell’economia polacca con grafiche animate e proiezioni. Il percorso conduce il visitatore al cinema, dove viene proiettata una serie di video.

OLANDA

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Il Padiglione olandese si ispira a un vero e proprio luna park con una ruota panoramica. Particolarmente adatto, dunque, anche ai più piccoli. Si respira aria di festa e convivialità.

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FRANCIA

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Entrando da un labirinto-giardino, che riproduce tre paesaggi agricoli, si arriva un’ampia grotta, che rende l’esposizione francese una sorta di percorso iniziatico.

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In una volta interamente ricoperta di vegetazione, prodotti tipici francesi e utensili per la cucina, sono mostrate le soluzioni per “Produrre di più e meglio”. L’ultima sezione è dedicata a “Piacere e salute”, e invita i partecipanti a riscoprire il piacere di cucinare e mangiare come ricompensa per gli sforzi sostenuti nel percorso, con una distesa di slogan che incoraggiano ad agire meglio per il futuro del cibo.

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GRAN BRETAGNA

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La visita si ispira al movimento di un’ape, a partire da un’orchidea, passando per un prato fiorito fino al ritorno all’alveare, il tutto accompagnato dai rumori e dagli effetti visivi registrati da un vero alveare in Regno Unito.

CINA

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Il tetto ha una serie di curve ed è formato da più di mille pannelli di bambù e da una membrana plastica che filtra la luce in modo molto particolare. Le attrazioni principali del padiglione cinese di Expo sono tre, quelle più d’impatto per i visitatori: la sala con l’installazione LED, la terrazza panoramica al primo piano e il piccolo cinema teatro.

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GIAPPONE

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Il Padiglione del Giappone, composto da 17mila pezzi di legno incastrati tra loro in modo da lasciar penetrare la luce solare, ospita un ristorante da dieci tavoli sedendosi ai quali è possibile fare un pranzo virtuale. Il cibo, infatti, appare sul piano del tavolo con una spiegazione delle sue caratteristiche.

People visit the Japan pavillion of the Universal Exposition, EXPO2015, on May 1, 2015 in Milan. Milan's EXPO2015 opens on May 1 with hopes that the six month, food-themed World's Fair will be a catalyst for economic revival, but competes with fears it will simply underline Italy's deep-seated economic problems. AFP PHOTO / GIUSEPPE CACACE (Photo credit should read GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

MALESIA

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La struttura si ispira al seme che simboleggia la crescita e l’avvio di un percorso che dovrà valorizzare ciò che il seme stesso contiene al suo interno. Il padiglione è suddiviso in quattro ulteriori semi che rimandano alla foresta pluviale e ogni parte custodisce un contenuto diverso. Il primo seme illustra le diversità presenti nel Paese, mentre il secondo declina queste diversità in ambito alimentare, con riferimenti al cibo ma anche all’agricoltura.

Nel terzo seme viene mostrato l’impegno da parte del paese nella salvaguardia e protezione delle proprie foreste – fonte di benessere e salute – e dunque delle future generazioni. Il quarto seme è invece dedicato alla cultura, all’arte e alla musica che costituiscono parte dell’anima del Paese.

COLDIRETTI

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Arriva per la prima volta a Expo Milano 2015 la nuova agricoltura italiana che sconfigge la crisi e salva il pianeta, con la mostra degli esempi di creatività delle imprese multifunzionali operanti nelle attività connesse al comparto agricolo.

VINITALY

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Oltre 4.000 espositori presenti, operatori specializzati da 140 paesi, delegazioni commerciali da 52 nazioni e soprattutto 150mila visitatori da tutto il mondo, con questi numeri si conclude Vinitaly 2015 «Il risultato centra l’obiettivo che ci eravamo prefissati – ha affermato Ettore Riello, presidente di Veronafiere – grazie all’aumento del 34% degli investimenti dedicati all’incoming e alla collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico, l’Agenzia-ICE e il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, abbiamo aumentato la già alta partecipazione di buyer stranieri».

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Grande soddisfazione per il ruolo svolto da Vinitaly all’Esposizione Universale: “Siamo stati scelti dal Mipaaf per la realizzazione del primo Padiglione dedicato al vino nella storia dell’Esposizione Universale – ha dichiarato Ettore Riello – Con Vino – A taste of Italy a Expo Milano 2015 siamo orgogliosi di poter mettere a disposizione tutto il nostro know-how maturato in oltre 100 anni di attività nell’organizzazione diretta di eventi dedicati all’agroalimentare”.

I CLUSTER: CAFFE’, RISO, SPEZIE, FRUTTA, ISOLE , CEREALI, ZONE ARIDE, BIO-MEDITERRANERO

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I Cluster sono una delle novità di Expo Milano 2015: per la prima volta i Paesi non vengono raggruppati in padiglioni collettivi secondo criteri geografici, ma secondo identità tematiche e filiere alimentari. In questo modo il Tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita viene trattato in modo diffuso rendendo concreto lo spirito di questi spazi che è proprio teso alla condivisione, al dialogo e all’interazione. I Cluster sono caratterizzati da aree comuni, che sviluppano attraverso spazi funzionali (mercato, mostra, eventi, degustazioni) la filiera alimentare. Ogni Paese presente nei Cluster ha uno spazio espositivo individuale, dove sviluppa una sua propria interpretazione del Tema di Expo Milano 2015.

L’ALBERO DELLA VITA

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La grande chioma svetta verso il cielo, a 37 metri di altezza, sorretta da un complesso ed elegante intreccio di legno e acciaio. L’Albero della Vita, simbolo di Padiglione Italia, è realtà e annuncia l’imminente apertura di Expo 2015. Per sei mesi sarà il richiamo potente e suggestivo delle centinaia di migliaia di visitatori dell’Esposizione universale di Milano.
La grande struttura in legno e acciaio si erge al centro di Lake Arena, specchio d’acqua su cui si affacciano ampie gradinate, il maggiore spazio open air dell’area. L’opera, realizzata dal Consorzio “Orgoglio Brescia”, è situata al termine del Cardo, uno dei due assi principali di Expo, una delle principali vie d’accesso al sito. L’Albero è di fronte a Palazzo Italia, luogo di rappresentanza dello Stato e del governo italiano.

Da non perdere gli spettacoli delle ore 13:00 e delle ore 21:00.

DOVE MANGIARE CON POCHI SPICCI?

Paradossalmente è l’Olanda la nazione che ha interpretato meglio il messaggio della rassegna. Musica, birra e odore di wurstel alla piastra vi accoglieranno a braccia aperte in uno spazio ritagliato dal venditori ambulanti, e pub itineranti dall’aria festosa e gioviale.

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Da non perdere gli aperitivi della COLDIRETTI che ogni giorno organizza aperitivi gratuiti in terrazza dove ogni giorno viene presentato un prodotto dell’eccellenza enogastronomica italiana. La qualità del cibo e delle bevande è garantita.

NE VALE LA PENA?

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La nostra risposta è SI! Al di là delle mancanze, delle imperfezioni e delle incongruenze possiamo dire che l’Esposizione Univerale di Milano va vista perchè è un piacere per gli occhi. Si avverte lo spirito di internazionalità di un luogo che racchiude le culture di tutto il mondo in uno spazio circoscritto. E’ un’esperienza da vivere. Munitevi di pazienza, resistenza, buona volontà cercando di acquietare per un giorno l’inevitabile spirito critico che ci contraddistingue in quanto italiani.

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Si sarebbe potuto fare di più per sponsorizzare l’arte culinaria italiana e la tradizione enogastronomica delle nostre regioni attraverso assaggi e live cooking. In realtà ci si è limitati meramente al concetto di cucina piuttosto che alla cucina vera e propria fatta di profumi, mani sporche, olio che sfrigola e pentole incrostate.

All’interno dei padiglioni venivano riprodotti gli odori tipici delle nazioni: profumo di baguette appena sfornata nel padiglione francese, fragranza di spezie e o oli nel padiglione del Marocco per esempio. Anche l’odore è stato digitalizzato. Il vero sapore c’è e come in tutto il mondo è riservato a coloro che possono pagarlo per poterne godere.

A cura di Salvatore Giannavola

Fonti:

Il Post

www.expo2015.org

Foto di:

Luca Lombardo

Salvatore Giannavola

A cura di Salvatore Giannavola

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