GARANZIA GIOVANI: risultati del sondaggio e pareri degli addetti ai lavori

Garanti fantasma? Opportunità barcollanti? Fondi evanescenti?  Buoni presupposti? Grandi novità? Tempo di svolta? Come definire il programma ministeriale Garanzia Giovani?

A due anni dalla Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea del 22 aprile 2013, da cui prese forma il programma in questione, abbiamo deciso di fare il punto della situazione evidenziando le criticità e i vantaggi di questo piano.

Se garantire significa promettere a data da destinarsi, allora è chiaro che qualcosa è andato nel verso sbagliato.

Due  sono i mezzi che abbiamo utilizzato per fare chiarezza: il primo è un sondaggio, rivolto agli utenti di Garanzia Giovani; il secondo consiste in un’intervista al Dott. Rosario Genchi Project Manager e Consulente per l’Auser di Balestrate (Agenzia per l’impiego accreditata presso il Ministero del lavoro). La scelta di queste due componenti non è casuale: da una parte l’opinione dei fruitori, che vivono una situazione di disagio strettamente legata alla cattiva gestione dei fondi; dall’altra delle chiare ed utili delucidazioni, fornite da chi lavora nell’ambito specifico.

rosario genchi

L’INTERVISTA

1. Ciao Rosario, ti ringraziamo innanzitutto per la tua disponibilità. Potresti spiegarci brevemente di cosa ti occupi?

 Mi occupo principalmente di progettazione europea, nel 2015 ho seguito da vicino il Programma di Garanzia giovani, in particolare la misura dei tirocini, curando circa 100 progetti formativi.

2. Credi che il programma Garanzia Giovani sia realmente efficiente e permetta di migliorare la condizione lavorativa attuale dei giovani cittadini interessati? Potresti spiegare brevemente ai nostri lettori di cosa si tratta?

 Il programma di Garanzia Giovani ritengo sia la prima vera politica attiva sul lavoro in Italia negli ultimi 20 anni, che si rivolge ai giovani under 30 che non studiano e non lavorano, i cosiddetti NEET(Not (engaged) in Education, Employment or Training), Il programma si compone di tante misure: quella più conosciuta è quella relativa all’attivazione di tirocini in azienda. Quest’anno solo in Sicilia ne sono stati attivati circa 45.000. Il giovane riceve 500 euro al mese per sei mesi di tirocinio in azienda.

Altra misura importante è stata il Bonus occupazionale, ovvero un incentivo da 1500 a 6000 euro in capo all’azienda che assume giovani neet con un contratto a tempo indeterminato o con un contratto a tempo determinato superiore ai 6 mesi. Inoltre garanzia giovani è anche servizio civile, oltre ad essere una concreta opportunità per i giovani di creare impresa.

 3. Molti giovani, seppur assunti, svolgono lavori poco attinenti al profilo personale precedentemente creato. Quanto può esser utile tutto ciò per i ragazzi, in un futuro lavorativo?

 I giovani avviati con un tirocinio si devono attenere al progetto formativo sottoscritto. L’esperienza di tirocinio serve a formare il giovane che si avvicina al mondo del lavoro. Il tirocinio, se fatto bene, diventa una grande occasione.

4. Abbiamo creato un sondaggio on line per capire quanti di questi ragazzi abbiano effettivamente ricevuto le prime mensilità. In molti, infatti, lamentano mancati pagamenti, straordinari non pagati, assunzioni a tirocinio che non promettono nulla di buono. È solo la Regione Siciliana ad avere queste grosse difficoltà? Dove si bloccano i fondi? Perché il programma non vanta una buona organizzazione e gestione?

 Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. La procedura per il pagamento delle indennità mensile è farraginosa e a mio avviso andrebbe rivista. Al momento l’azienda inoltra mensilmente i fogli presenza al soggetto promotore, che a sua volta emette la richiesta di liquidazione al CPI competente (Centro per l’impiego). E’ compito del CPI inviare i dati all’INPS che in questa procedura funge da cassa erogatrice. Le lungaggini sono dovute alla troppa burocrazia, alla scarsa definizione delle competenze ed alla avversità nei confronti dei sistemi informatici della nostra Regione. Tengo a precisare che siamo di fronte a progetti di tirocinio quindi non è previsto alcun straordinario.

Voglio rassicurare allo stesso tempo i tirocinanti, i fondi sono stati stanziati e ci sono, magari ve li attribuiranno in ritardo ma arriveranno.

5. Alcuni definiscono il programma come un tentativo di abbassare, solo apparentemente, il tasso di disoccupazione giovanile. Ti trovi in accordo con questa affermazione? In quanti, allo scadere dei programmi di tirocinio di garanzia giovani, saranno nuovamente in cerca di lavoro?

 Il tasso di disoccupazione non si abbassa certo attivando un tirocinio a 500 euro al mese. La legge prevede che è Disponibile al lavoro il soggetto disoccupato o inoccupato o il lavoratore che percepisce un reddito annuo non superiore a € 8.000. I tirocinanti sono ampiamente sotto questa soglia.

Considerando che sono stati attivati circa 45.000 tirocini in Sicilia, ed oggi risultano confermati circa 4000 contratti di lavoro. Il 10% quindi continua l’esperienza con un contratto di lavoro. Ritengo sia un ottimo risultati.

nella nuova programmazione 2014-2020. Vedendo i risultati, penso vengano riproposte le misure attuate nel 2015. Spero che per il 2016 si rivedano le procedure in modo da avere dei tempi certi ed una omogeneità di trattamento su tutto il territorio regionale.

 La nostra non vuol essere una sterile polemica, né tantomeno una critica nata da una presa di posizione. È importante fare informazione interagendo con i vari attori interessati, sentendone le ragioni ed analizzandole in maniera critica, solo così forse ciascuno potrà  maturare un pensiero proprio.

Dunque, noi riteniamo che risultino evidenti le buone potenzialità di un piano di questa portata, considerando anche il fatto che l’Italia ha ottenuto un finanziamento di 1,5 miliardi di euro. Tuttavia, come spesso accade nel Bel Paese, le maggiori criticità sono legate alla tempistica, ad un’eccesiva burocrazia, ad una gestione poco preparata e consapevole e ad una tecnologia che spesso inciampa. Così accade che la maggior parte dei giovani coinvolti si sono ritrovati a dover lavorare senza percepire nessuna mensilità. In queste condizioni è naturale che spopolino il malcontento, l’insoddisfazione e il disagio proprio in quella fascia della società a cui dovrebbe esser concesso altro: non parliamo della ormai utopica licenza di sognare, ma perlomeno del diritto di lavorare attenendosi al profilo professionale precedentemente creato, del diritto di ricevere un compenso in tempi consoni, del diritto anche di scegliere. Forse che la scelta sarebbe un atto di eccessiva ribellione di questi tempi? I giovani hanno bisogno di Garanzie reali non di premi di consolazione.

IL SONDAGGIO

 Abbiamo proposto il nostro sondaggio a diversi gruppi e pagine create dagli utenti dei social per discutere delle modalità di fruizione e delle problematiche relative al Garanzia Giovani.

200 utenti hanno risposto ai nostri 5 quesiti. Di seguiti vi proponiamo i risultati della nostra inchiesta.

  1. IN QUALE REGIONE HA SVOLTO IL TIROCINIO CORRELATO AL PROGRAMMA GARANZIA GIOVANI?

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Le regioni in cui si è registrata una più alta  partecipazione  sono sicuramente Lazio e Sicilia, seguite da Campania, Calabria, Abruzzo, Sardegna, Emilia Romagna, Puglia e Liguria. I dati relativi alle altre regioni non elencate rasentano complessivamente la soglia dell 1%.

2. HA RICEVUTO ALMENO UNA MENSILITA’ DALL’INIZIO DEL RAPPORTO LAVORATIVO?

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Più delle metà degli intervistati non ha ricevuto alcun compenso dall’inizio del tirocinio a oggi.  Il 25% è stato retribuito in parte ma comunque non ha ricevuto tutte le mensilità. Il 21.84% ha ricevuto una sola mensilità.

C’è un’intera fascia di giovani lavoratori che non è ancora stata retribuita per il lavoro svolto nell’ottemperanza del contratto di lavoro che li lega agli enti ospitanti; tuttavia sembra che questa situazione importi veramente poco agli alti ranghi della politica italiana  che si fregia in Europa dei flebili e mendaci miglioramenti dei dati sull’occupazione italiana.

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“I fondi ci sono, dovete pazientare, arriveranno. Voi intanto continuate a lavorare, male non fa…”

3.  IN QUALE SETTORE HA SVOLTO IL TIROCINIO?

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La maggior parte dei tirocini ha riguardato il settore del commercio(vendita, produzione etc), un decimo degli intervistati ha prestato servizio presso attività relazionate all’assistenza sociale. Significativo il dato riguardante il settore primario che indica ancora una volta uno scarso interesse dei giovani italiani verso le attività legate all’agricoltura, un settore dalle innumerevoli potenzialità che offre numerosi sbocchi economici.

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4.  IL TIROCINIO SVOLTO E’ ATTINENTE ALLE SUE ASPIRAZIONI LAVORATIVE FUTURE?

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Fortunatamente, sembra che i tirocinanti abbiano trovato impieghi nei settori lavorativi preferiti. Un dato confortante che ci fa ben sperare rispetto alle opportunità di impiego attuali che spesso obbligano i giovani a considerare soluzioni lavorative ben lontane dalle aspettative future e dal percorso formativo pregresso.

5. RITIENE CHE LE MANSIONI DA LEI SVOLTE  SIANO UTILI PER LA SUA CARRIERA?

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Anche in questo caso, le risposte  dagli intervistati sono confortanti. E’ forse questo l’unico aspetto positivo del G.G emerso dal sondaggio. La maggioranza dei tirocinanti sta perlomeno avendo l’opportunità di accrescere il proprio know-how.

Parole, parole, parole?

Possiamo solo augurare il meglio a tutti i giovani italiani che nonostante le difficoltà continuano a credere nella realizzazione di un futuro migliore.

“l duro lavoro ha fatto sì che fosse facile. Questo è il mio segreto. Questo è il motivo per cui ho vinto.”

(Nadia Comaneci)

Di Carla Giammusso e Salvatore Giannavola

Fonti:

http://www.garanziagiovani.gov.it/Pagine/default.aspx

http://www.cliclavoro.gov.it/primo-piano/Pagine/Al-via-la-Garanzia-Giovani.aspx

https://www.youtube.com/watch?v=fKUSBqilajE

 

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