MUSIC SIDE

Una Eco risuona tra le stanze della nuova scena musicale italiana

Di Flora Miceli

New entry della Playlist Spotify di Indie Italia Mag, UNA ECO è un gruppo torinese che si distingue per il suo sound elettro-pop. Sappiamo ancora molto poco di loro ma il loro singolo ci si è scolpito nella testa per cui abbiamo deciso di intervistarli nell’attesa che ci regalino qualche altro pezzo su cui ballare quest’autunno.

UNA ECO è un gruppo musicale formato da quattro persone. Come vi siete conosciuti e com’è nato questo progetto?

Due di noi (Paolo, cantante e Francesco, synth) si conoscono dal primo giorno di vita essendo stati vicini di culla in ospedale e cresciuti assieme. Poco tempo dopo aver deciso di far partire questo progetto abbiamo deciso di inglobare altri due elementi: Tesla, chitarrista ex frontman della band Hangin’ Tree e Marco, batterista e fratello di Paolo.

Venite da Torino, città che vanta una ricchissima scena musicale e che ha dato i natali a moltissimi artisti che hanno fatto la storia della musica leggera italiana. Che rapporto avete con la città? Pensate che abbia in qualche modo influito sul vostro rapporto con la musica?

Abbiamo sempre amato in modo viscerale la nostra città. Il fatto che proprio da qui siano partiti alcuni degli artisti italiani che più stimiamo ci rende ancora più orgogliosi di esseri torinesi. Da sempre percepiamo una forte energia attorno a noi data dal costante fermento della scena musicale di questa città.

Il richiamo a cui allude il vostro singolo, ​Il Richiamo ​appunto, sembra essere quello della musica. E’ per questo che lo avete scelto come singolo d’esordio?

Il Richiamo parla di una sensazione di insofferenza spezzata da una catartica uscita allo scoperto. É la descrizione di un adrenalinico risveglio dal torpore. La sorgente di questo richiamo può essere quindi posta in modo soggettivo nella musica, in un’esigenza di comunicare, nella necessità di sfogarsi o in qualsiasi altro punto smuova l’animo dell’ascoltatore.

Avete scritto e diretto il video del vostro primo singolo, com’è stato trovarsi dietro e davanti alla telecamera contemporaneamente?

Paolo e Francesco: noi due siamo sempre stati grandi appassionati di cinema e uno dei nostri sogni, oltre a quello della musica, è sempre stato quello di realizzare insieme delle opere video.

Abbiamo quindi deciso di unire queste due passioni con lo scopo di creare un’opera audiovisiva completa. Dal momento che Francesco lavora nel campo video è stato possibile realizzare il tutto in totale autonomia. Ci siamo quindi avventurati nell’ideazione, pianificazione e realizzazione del video curandone ogni singolo aspetto quasi maniacalmente.

Nonostante questa sia stata la prima volta per tutti davanti ad una telecamera, la “recitazione” ci è passata quasi del tutto inosservata se paragonata all’enorme mole di lavoro per la produzione del video.

Se poteste suonare sul palco di un grande festival europeo, quale scegliereste tra Sonar, Tomorrowland e Zsiget e perché?

La nostra idea di live non è mai stata circoscritta ad un’ordinaria esibizione musicale: è infatti nostra intenzione creare uno spettacolo che includa anche il videomapping e la sperimentazione video dal vivo. Per questo motivo probabilmente il contesto più adatto alla nostra idea è quello del Sonar.

Artisti preferiti tra quelli che condividono con voi un posto nella Playlist Spotify di Indie Italia Mag e quelli con cui vi piacerebbe collaborare.

Tra gli artisti inseriti nella playlist di Indie Italia Mag ascoltiamo e apprezziamo particolarmente Frah Quintale, Verdena, Cosmo, Colapesce, Subsonica, Coma_Cose. Ovviamente sarebbe un grande onore collaborare con ognuno di loro.

Non ti resta che ascoltare Una Eco tramite la playlist Spotify di Indie Italia Mag, visita la nostra pagina Instagram!

Salvatore Giannavola

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Salvatore Giannavola

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