gli animali notturni

Gli Animali Notturni | Intervista Indie Italia Mag

Gli Animali Notturni in natura sono appunto animali che praticano principalmente le loro attività dopo che il sole è tramontato.

Questa definizione che ci fornisce Wikipedia riassume la visione, della vita e della musica, di questi cinque ragazzi originari di Brescia che assumono a loro motto la frase :” vivi di notte e osserva di giorno”.

Gli Animali Notturni sono attualmente impegnati i alcuni live dove stanno presentando dal vivo il loro disco d’esordio dal titolo “Vivere d’istanti”.

Il disco, prodotto dall’etichetta Deepout Records e distribuito da SELF/Believe, conta tredici brani che ci parlano di amore, di paure, di rapporti interpersonali e di come tutti questi argomenti permeano la nostra vita all’interno della società.

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“Vivere d’istanti” inoltre racchiude in se un gioco di parole in cui da un lato si coglie sia il senso di vivere con pienezza ogni attimo ed ogni momento della nostra personale esistenza, mentre dall’altro emerge la difficoltà delle persone di creare rapporti, di entrare veramente in contatto con l’altro ed essere dunque distanti.

In questo senso è emblematico il video dell’ottava traccia del disco: “Dipende da me”.

Il video è diretto da Andrea Della Sala, che si è occupato di tutti i video che Gli Animali Notturni hanno fin ora pubblicato. Con leggerezza ed ironia ci fa seguire le avventure di Mr. Monkey, una scimmietta di peluche che vive la sua giornata e compiendo azioni normali di vita quotidiana scoprirà una sua fondamentale dimensione personale. Tutto questo senza mai entrare veramente in contatto con nessun altro.

Con le loro sonorità pop-rock pregne di contaminazioni, Gli Animali Notturni cercano di svelare la propria natura con un esordio discografico sicuramente interessante.

Li abbiamo contattati per chiedergli alcune curiosità e scoprire qualcosa dei loro progetti futuri.

Ciao ragazzi. Complimenti per il vostro disco d’esordio. Perchè “Animali notturni”?

Ciao, diciamo che quando bisogna scegliere il nome di una band non è mai facile trovare qualcosa di originale, adatto, non già utilizzato. Insomma, quando si ricerca un qualcosa di identificativo vengono fuori le idee più disparate e più disperate.

Ogni volta poi, succede che quando con gli altri componenti ti guardi negli occhi e esclami “Ci Siamo!” scopri che quel nome che volevi utilizzare è in realtà già in uso dall’altra parte del mondo da qualcuno che fa un genere opposto al tuo e quindi riparti da zero.

Il nome è forse il primo ostacolo quando crei una band ma è proprio da li che cominci ad avere le idee chiare e capisci che cosa vuoi fare.

Noi, come tutti, dovevamo bypassare il medesimo ostacolo e una volta esausti e privi di idee, durante una telefonata con Andrea (batterista) ricordo che in tono scherzoso gli dissi testuali parole:

“Andrew, boh…io non ho più idee, voglio dire abbiamo vagliato duecentomila nomi e non ne andava bene uno…alla fine rimaniamo qui al telefono nel cuore della notte a sto punto chiamiamoci gli animali notturni…” ricordo che scoppiò a ridere e mi disse “pensa che ho visto il film ieri sera e volevo proportelo, ma non lo ho fatto perché pensavo mi avresti preso in giro…”

Ci abbiamo riso sopra, ma la verità è che quel nome, oltre alla citazione dell’omonimo film di Tom Ford, racchiudeva qualcosa di vero e sincero. Inoltre il fatto di averlo pensato quasi in simbiosi dava un senso a tutto. Così fu e una volta proposto agli altri e approvato eravamo pronti ad essere “Gli Animali Notturni”.

Gente che la notte dorme poco… Un po’ come il nostro motto: “Vivi di notte e osserva di giorno”.

Il progetto de “Gli Animali notturni” esiste da circa due anni. Qual è stato il percorso che vi ha portato a pubblicare questo primo album?

La musica è magia, fascino e dedizione. La musica è la famiglia che ti crei con i tuoi compagni di viaggio, gli amici i fan e gli ascoltatori. Proprio su questo ultimo punto nasce la voglia di arrivare alle orecchie delle persone e per farlo è nato così questo album.

Vivere d’istanti è un viaggio andata ritorno composto da 13 tracce. Si inizia con “Amo te” e si torna con “Venerdì”.

Amiamo essere spontanei nella scrittura e nei contenuti. Ovviamente il nostro intento era (speriamo di essere riusciti a comunicarlo) quello di realizzare un disco sulla quotidianità non solo nostra ma di molti.

Il filo conduttore è quel motore universale chiamato “Amore”.

Anche se “Animali” crediamo fermamente nel romanticismo.

La musica dal nostro punto di vista è un linguaggio universale che può slegarsi oltre che in diversi generi in altrettante tematiche.

Il disco non parla solo d’amore ma anche di situazioni più sociali, ad esempio in

“1990”(uno nove nove zero) o in “Dipende da me”.

Crediamo che la musica sia emozione comunicata e speriamo che la nostra musica riesca a suscitare emozioni sincere.

“Vivere d’istanti” pur mantenendo una linea generale di sound pop-rock sembra contenere molte contaminazioni che spaziano dal rock più classico fino al cantautorato più recente.

Come siete arrivati alla sintesi di questo sound?

Se si potesse sintetizzare il concetto il termine più appropriato sarebbe “spontaneità”.

La spontaneità è forse il sentimento più ingenuo e sincero che esista, ed è così che sono nate le canzoni.

La necessità di esprimere delle storie non per accattivarsi un pubblico ma per raccontare le storie stesse. Da questo punto di vista posso e possiamo assicurare che ciò che si sente si basa su fatti realmente accaduti. Quest’ultimo termine lo utilizzo con tono “simpatico” ma è la verità, riteniamo infatti che tutto sia ciclico e similare nel quotidiano di ognuno di noi. Le situazioni accadono ma la sintesi degli eventi ha similitudini costanti.

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Vi siete avvalsi di qualche collaborazione durante i lavori del disco?

Sinceramente è stato un lavoro in famiglia, volevamo essere il meno contaminati possibile da agenti esterni.

Detto così suona un po’ male ma in verità “Vivere d’istanti” è volutamente un album di esordio nel quale si può dire che è farina del nostro sacco.

Oltre a noi “Animali” è grazie alle sapienti mani e orecchie di Gabriele Simoni (fonico live e da studio) che il disco ha avuto modo di prendere forma.

Il video di “Dipende da me” è molto particolare. Per tutta la durata del video seguiamo questa scimmietta di peluche compiere gesti ed azioni quotidiane senza però entrare direttamente in contatto con altri. Da dove nasce l’idea di questo video così originale?

Scherzosamente dico sempre che oltre ai 5 animali notturni presenti sul palco ve ne sono 2 in aggiunta. Poco fa vi ho parlato di Gabriele Simoni, ora vi parlo di Andrea Della Sala.

Andrea Della Sala è un regista con il quale ho un’amicizia decennale, con lui volevamo che Vivere D’Istanti non fosse solo musica ma anche immagini.

Per questo motivo il sottoscritto (Zak) e Andrea abbiamo lavorato assiduamente alla realizzazione di questo progetto.

Abbiamo realizzato un video per “Amo te”, uno per “Cosa vuoi che ti dica”, uno per “La voce che non ho”, uno per “Isole lontane” e per ultimo quello della domanda, ovvero “Dipende da me”

“Dipende da me” trae spunto da un video di fine anni novanta molto famoso, “Coffee and TV” dei Blur.

Detto questo la scimmietta si chiama Mr. Monkey ed ha all’incirca trent’anni.

Sono molto felice per la domanda da te posta, hai colto l’essenza. La scimmietta altro non è che l’allegoria della persona nei suoi eccessi e nei suoi rimedi. Ha momenti euforici e di solitudine ma pur chiudendosi in se stessa combatte il quotidiano.

Potrà sembrare ridicolo ma Mr. Monkey è sempre presente nei nostri live. E’ possibile vedere su youtube un’estratto live di “Dipende da me” al Deejay on stage di Riccione dove appunto è la scimmietta a dominare la scena.

Come mai la scelta del primo singolo da far uscire è ricaduta proprio su “Amo te”?

“Amo te” è una canzone speciale, è amare e capire. Amare il bello e il brutto, capire che l’amore evolve e cambia ma non per questo finisce, anzi…

Ecco il perché di questa scelta.

Amo te parla di relazione, ma amo te è anche la musica.

Nel panorama attuale italiano ci sono artisti che apprezzate particolarmente?

Si ci sono diverse cose del panorama italiano che attirano la nostra attenzione. Ho un legame di profonda amicizia con Fausto Lama dei Coma Cose e attualmente (rispondo personalmente) ritengo siano una delle realtà più forti. Come tante persone li ho visti fin dagli inizi e ritengo che la scrittura del duo milanese sia veramente forte.

Per quanto riguarda il resto ci sono delle belle cose dei Canova, di Clavdio ma anche di gruppi che da sempre seguo come i Tre Allegri Ragazzi Morti o la canzone di Sanremo dei Negrita.

Potrei citare tante altre realtà come Achille Lauro che ha riportato in “voga” le chitarre (strumento portante negli arrangiamenti di Gli Animali Notturni).

Insomma la musica fa la muta come i serpenti, ma la qualità rimane.

State portando live il vostro ultimo disco?

Si stiamo suonando in giro e stanno arrivando un po’ di date interessanti, speriamo per l’estate che si sblocchi qualche situazione e di riuscire a salire sul palco di qualche festival.

Ci piace viaggiare e cercare di portare la nostra musica a più persone possibili. Quindi incrociamo le dita e speriamo di vederci on stage.

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