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I sogni di Paolo Ruggiero sono più resistenti del kevlar | Intervista

Paolo Ruggiero è un cantautore salernitano. Oggi esce il video ufficiale del singolo Kevlar!

Se il mondo graffia lo stesso, non bisogna comunque rinunciare a seguire le proprie passioni è l’insegnamento che ci vuole lasciare Paolo Ruggiero con questo pezzo.

Su una ballata elettronica viene scritto un testo introspettivo che racconta i sogni e le paure di uomo pronto a crescere ed affrontare la vita a testa alta.

Dopo il primo album It’s Me pubblicato nel 2016 in lingua inglese, con il nuovo album c’è stata una svolta verso l’italiano e la scoperta di diverse sonorità.

INTERVISTANDO PAOLO RUGGIERO

Perché hai scelto di chiamare il tuo nuovo singolo Kevlar?

Il kevlar è una fibra sintetica, resistente più dell’acciaio e ignifuga, viene usata per rinforzare i giubbotti antiproiettile.

La musica e l’arte in generale (vedi le poesie di Alfonso Gatto, il poeta Salernitano che ho citato nel video) ti portano in alto, ti permettono di guardare da un punto di vista differente la merda che viviamo tutti i giorni, l’arte protegge dallo squallore e dall’intolleranza, l’arte ci rende tutti meno ignoranti.

“Sul viso mio c’era un sogno e ci credevo” ci puoi dire qual è?

Kevlar parla dei sogni di un bambino, che si guarda indietro una volta diventato grande, è una storia comune, lascia spazio all’immedesimazione di chi legge e ascolta, non era mia intenzione menzionare un sogno in particolare.

Come hai iniziato a fare musica?

Ho iniziato a fare musica ascoltando Nevermind dei Nirvana, volevo fare il chitarrista ritmico, perché non sapevo urlare e nemmeno cantare, ieri come oggi aahahah.

Dagli errori possono nascere anche cose molto interessanti. Ti è mai capitato di trasformare un fallimento in un successo?

Non ho vissuto grandi fallimenti, per fortuna, posso dirti che sono riuscito a canalizzare le paure che mi portava l’ansia, questa bestia nera mi ha consumato per tanto tempo, ecco grazie alla musica, sono riuscito a esorcizzare questo mostro rendendolo meno spaventoso.

Hai voluto omaggiare Niccolò Contessa, e la sua band I Cani, mascherando le persone con un sacchetto sulla testa o si tratta di una semplice casualità?

Bravo Niccolò Contessa e i bravi I Cani, in realtà l’idea del sacchetto in testa nel video Senza me non conviene è nata casualmente, volevamo esprimere l’idea di omologazione e abbiamo fatto questa scelta.

Nel tuo primo Ep It’s Me c’era un’anima più punk rock rispetto ai nuovi singoli scritti in italiano. Da cosa è dovuto questo cambiamento?

In realtà It’s Me è un album nato per scommessa. Avevo un sacco di brani in inglese, ho preso otto tracce e le ho registrate in studio,  di volta in volta poi, ho chiamato i musicisti per gli arrangiamenti.

In questi anni ho scoperto tanta musica nuova e mi sono riavvicinato alla musica italiana,  di conseguenza ho deciso di iniziare a scrivere in italiano.

Non so ancora dove mi porterà tutta questa storia, non mi sono dato vincoli. Quello che posso dirti è che sonorità e ascolti si sono ammorbiditi.

Cosa ne pensi dei talent show musicali?

Non ho nulla contro i talent, ma credo non facciano per me.

Nei talent la musica è solo un contorno e non il prodotto principale, si premia l’interprete e non l’autore. Da un talent Battisti non ne sarebbe uscito vincente.

Può funzionare per alcuni interpreti, ma il rischio è quello di ottenere solo 15 minuti di celebrità.

Spesso i tuoi video sono girati da te. Qual è il tuo regista preferito?

Se fossi una persona colta, cinematograficamente parlando, vi illustrerei la simmetria di Kubrick, ma non lo farò, in questa intervista.

ASCOLTA PAOLO RUGGIERO NELLA PLAYLIST INDIE ITALIA MAG

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