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Ricarichiamoci con l’energia dei Cold Vision | Intervista

I Cold Vision nascono nel 2017 a Pelestrina (Venezia), come un duo formato da Andrea Scarpa e Michele Vianello. Dall’estate del 2019 vengono accompagnati da Federico Gavagnin alla batteria.

La loro musica propone varie sonorità, che spaziano dal punk (post o hardcore melodico), dream pop, shoegaze al rock alternativo più in generale.

Al momento stanno registrando un mini album. Abbiamo colto così l’occasione per fare un salto indietro di un annetto e parlare del loro debutto avvenuto con Find A Beautiful Place And Get Lost, uscito a Aprile 2019.

Vi sentite stanchi e in affanno? Volete scrollavi via ansie e preoccupazioni? Tranquilli abbiamo la soluzione giusta per voi.

Infatti Find A Beautiful Place And Get Lost è un viaggio tra sonorità diverse e da scoprire, perfette per ricaricarci di energia positiva e svuotarci la testa dallo stress. Ora non vi resta che alzare il volume e godervi questa intervista.

INTERVISTANDO I COLD VISION

Qual è stata la scintilla che ha portato alla nascita questo progetto, chiamato Cold Visions?

Suoniamo assieme da quasi 10 anni e facevamo parte di una cover band pop punk con un nostro caro amico, gli UpSet. Proprio con questo gruppo abbiamo cominciato a comporre insieme le nostre prime canzoni.
Nel 2014, per motivi di studio, il progetto è stato messo un po’ da parte, pur non mettendo mai la parola “fine” in modo ufficiale.
Però, noi due non abbiamo mai smesso di suonare assieme, infatti il 1° marzo 2017 abbiamo dato vita ai Cold Visions, con lo scopo di sistemare i vecchi brani e comporne di nuovi… ed eccoci qui.

Come descrivereste il vostro primo album?

Il nostro primo album è un mix di pop punk, genere che abbiamo suonato per molti anni, e altre sonorità (come dream pop e shoegaze), che rappresentano più il nostro presente in termini di influenze musicali.

Volevamo creare un incontro tra il nostro passato e il nostro presente. Dal nostro punto di vista, ci siamo riusciti.

State lavorando già a qualcosa di nuovo?

Sì, stiamo ultimando le registrazioni di un mini album che presenterà sonorità diverse rispetto al primo. Sarà caratterizzato da un vibe acustico/atmosferico, maggiormente orientato verso il dream pop.

Essere artisti è un modo per non nascondersi?

Pensiamo che essere artisti sia un veicolo eccellente per esprimere le proprie emozioni o idee. Nel nostro caso, comporre canzoni è un modo più facile per esprimere ciò che proviamo ed è una valvola di sfogo, cercando di mantenere il giusto livello di autobiografico in modo tale da rendere i nostri testi relazionabili per chiunque.

Quali caratteristiche deve avere il vostro Beautiful Place?

Per quanto ci riguarda, il nostro Beautiful Place non è un posto nel vero senso della parola, ma si riferisce più a persone. Poi ognuno interpreta come vuole

Che effetto fa Venezia certi Rainy Days?

Quando citiamo Rainy Days nel testo, ci riferiamo a “giorni piovosi” in senso metaforico, per definire delle brutte giornate dal punto di vista emotivo.

Però, Venezia è senz’altro suggestiva anche durante le giornate piovose e questo tipo di atmosfera porta spesso ispirazione in noi.

Cosa significa l’acronimo R.H.R. titolo di una vostra canzone?

R.H.R. è un acronimo per Real Humanity Rats, come si può anche notare dal ritornello.

Possiamo definirla come una canzone di denuncia verso l’uomo, che spesso manca di umanità in diverse situazioni. Parliamo di ratti poiché sono creature molto bistrattate che incutono spesso timore e ribrezzo a molti, quando invece, spesso e volentieri, è proprio l’uomo la creatura che dovrebbe intimorirci e farci ribrezzo

Voi avete scelto di cantare in inglese, ma siete affezionati a qualche
artista italiano?

Senz’altro ci sono artisti italiani che ci piacciono, per citarne alcuni: Gazzelle, Lucio Dalla, Rino Gaetano, Bluvertigo.

Però possiamo dire che non fanno parte delle influenze dei Cold Visions, attualmente. Poi chissà in futuro!

ASCOLTA I COLD VISION NELLA PLAYLIST DI INDIE ITALIA MAG

Nicolò Granone

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