Ph. Ufficio Stampa
I dubbi del presente nascono dalla paura del futuro e da “La monotonia dei giorni comuni” così secondo gli Anima Nera, band vicentina che torna con nuove canzoni e un lato ancor più radiofonico.
Il nuovo album rappresenta un punto di arrivo e, al tempo stesso, un nuovo inizio per la band.
Questi nuovi brani offrono uno sguardo più intimo sull’evoluzione artistica del progetto, ampliandone il percorso musicale senza tradirne l’essenza.
Questo lavoro segna una tappa importante: da un lato riassume un periodo di intensa attività creativa, dall’altro apre la strada a nuove sonorità e prospettive, mantenendo intatto il carattere distintivo degli Anima Nera, fatto di atmosfere evocative, energia rock e influenze contemporanee.
È quindi il momento di riscoprire questo gruppo o lasciarsi incuriosire per chi ancora non li conosce, bisogna vivere nel presente!
L’ascolto è una cosa soggettiva, può piacere o meno una nostra canzone, ma all’interno di essa si può trovare un sound compatto, arrangiamenti ricchi e opulenti e sonorità che richiamano la tradizione del rock nostrano. I testi curati raccontano storie di vita quotidiana, dinamiche urbane e una spiccata ironia che non scade mai nella superficialità. Le Canzoni spaziano da ballate d’amore romantiche ed eterne (come “Per te”) a narrazioni più crude, viscerali e tormentate della passione (come “Dea”) ,Tracce introspettive che affrontano le paure umane, come lo scorrere degli anni e la monotonia della vita comune.
Abbiamo semplicemente riproposto le versioni di alcune canzoni proposte alle radio, modificate per esigenze di tempi radiofonici.
In realtà bisogna sceglierle entrambe per bilanciare la vita. La monotonia crea abitudini che riducono lo stress e sapere cosa accadrà domani dona stabilità emotiva e riduce l’ansia dell’ignoto, mentre la fuga aiuta a rompere gli schemi e impedisce di vivere inserendo il “pilota automatico” emotivo. Per questo bisognerebbe introdurre piccole varianti nella routine (un percorso nuovo per andare al lavoro, un hobby serale, un genere musicale mai ascoltato). In questo modo si mantiene la sicurezza del giorno comune, ma si soddisfa il bisogno umano di novità.
Per questo cambiamo molti generi nelle nostro composizioni per rompere la routine ed esplorare e capire modi di suonare o di scrivere sempre diversi
Il presente è l’unico momento reale in cui possiamo agire, cambiare le cose e sentire davvero la vita, vivere sempre aspettando il domani ti fa perdere la possibilità di vivere l’attimo con le sue emozioni Non bisogna aspettare il momento perfetto per fare qualcosa di significativo; il momento perfetto è quello che c’è, cioè il presente.
Sì, fare compromessi con gli altri è spesso molto più facile che farli con se stessi, perché le dinamiche in gioco sono completamente diverse. Quando scendiamo a patti con l’esterno gestiamo una trattativa sociale; quando lo facciamo con noi stessi, negoziamo con la nostra identità. Fare un compromesso interno significa spesso silenziare la propria voce interiore, i propri desideri profondi o i propri principi. Quando scendi a compromessi con i tuoi sogni o bisogni reali, il conto non arriva subito, ma si presenta anni dopo sotto forma di rimpianto, frustrazione o apatia.
Non possiamo scappare da noi stessi; mentire a se stessi crea un disagio emotivo continuo e logorante.
La ragione vive di sfumature e domande; l’istinto vede solo bianco o nero, giusto o sbagliato, attacco o fuga. L’istinto che mangia la ragione non è sempre un male: è la forza che ci salva dai pericoli e che accende la passione autentica. Diventa pericoloso solo quando si trasforma in cecità distruttiva, anziché in un momento di autentica verità. Si dice o si fa esattamente ciò che si prova in quel millesimo di secondo, l’unico tempo che conta diventa il presente assoluto
Perché siamo vittime di un cortocircuito culturale e biologico. Viviamo nell’illusione di essere i proprietari della natura e non una sua parte, riducendo un organismo vivente a un magazzino da saccheggiare. A questo si unisce una miopia evolutiva: il nostro cervello è programmato per accumulare risorse nell’immediato, e questo istinto del presente soffoca la logica della sostenibilità futura. Infine, nelle società moderne la responsabilità è frammentata; i nostri gesti dannosi quotidiani diluiscono la colpa tra miliardi di persone e, non vedendo la ferita nell’istante esatto in cui la infliggiamo, la nostra empatia non si attiva. Distruggiamo il pianeta semplicemente perché non ne vediamo il sangue.
Anche quando i km sembrano dare l'idea di definire un percorso per arrivare da un…
Di Christian Gusmeroli Dio è morto e anche noi dovremmo sentirci poco bene. In questi…
Ci sono domande che non cercano una risposta giusta, ma una risposta sincera. Sono quelle…
Absida è un rapper che crede nel lavoro e nel sacrificio, senza il bisogno di…
Il tempo non è infinito, anche il per sempre ha una sua data di scadenza.…
L'arte può nascere da un'esperienza o diventare strumento di ricerca, per esplorare tutto scegliendo di…