Disilluso | Indie Tales

Se c’è una promessa che mi sono fatto tempo fa è che non mi sarei aspettato più niente da nessuno. Questo, forse, il segreto della felicità.

Aspettarsi niente, godere di tutto. Me lo ripeto ogni giorno, tipo mantra.

Certo, non è una passeggiata. Ci vuole pratica.

Ma per crederci davvero deve capitarti qualcosa che blocchi l’illusione di prevedere il futuro, di avere il controllo della propria vita.

Non una batosta qualsiasi, ma quella batosta che ti lascia a terra abbastanza da chiederti se sia il caso di rialzarsi o no.

E così lo fai. Piano piano, una mano alla volta. Ti alzi in piedi e pensi che sia troppo, che sia meglio riaccasciarsi. Ma poi un brivido, una voce nella testa ti dice che hai fatto la scelta giusta. Così cominci a camminare, un piede davanti all’altro e via. All’inizio barcolli, ma a poco a poco prendi controllo del tuo corpo. Lo conosci, lo ascolti, lo veneri. Parte tutto da lì.

Ho smesso di voler perdere il controllo quando la vita mi ha urlato in faccia che tanto avrebbe fatto di testa sua.

Amavo tanto qualcuno che poi da un momento all’altro non c’è stato più. Non serve che dica altro.

Per mesi sono stato convinto che fosse solo uno scherzo, che prima o poi sarebbe tornato. Ma il sottostrato del mio cuore sapeva che non era così.

Quando poi anche la mia parte conscia lo ha capito, sono caduto in un abisso infinito, passavano i giorni e mi sembrava di cadere sempre più in fondo, di vedere sempre meno luce.

Poi, un mattino, il tonfo. Boom. << Eccolo >> pensai << eccolo il fondo che, una volta toccato, non puoi che risalire >>. Non pensavo avrebbe fatto così male.

Per risalire, ovviamente, c’è voluto un po’. Beh, più che un po’.

Amici e parenti non sapevano più che pesci prendere, e io meno di loro.

Anche il bagliore, però, come la batosta, arriva quando meno te l’aspetti. Ed è quasi impercettibile. Davvero la vita fa quello che le pare.

Di che bagliore parlo? Del momento in cui riprendi a fare decisioni. A sentire il gusto del cibo. A fare progetti, anche minimi.

Come un corpo, nonostante sia sfinito, decide di rialzarsi, così anche la nostra mente decide che non c’è più tempo per illudersi. Capisce che tutto ciò che può fare è vivere istante dopo istante, proprio come fosse l’ultimo.

E sarà proprio allora che avrai piena fiducia in te e nel tuo corpo, nella tu capacità di rialzarti dopo ogni cosa.

Saprai che hai delle orecchie per ascoltarti. Occhi per esplorarti. Mani per risollevarti dopo ogni caduta.

Perché se c’è una costante, finché vivi, è il fatto che, appunto, sei vivo. E finché sei vivo hai il potere di fare della tua vita ciò che vuoi, senza aspettarti niente dalla vita stessa. Ché quella, si sa, farà sempre come le pare.

Racconto liberamente ispirato al brano DISILLUSO di DELEF

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