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TOOLBAR “Come nella vita reale, anche nella musica siamo degli estranei” | Intervista

I TOOLBAR sono una band pop di cinque giovani ragazzi, tra i 19 e i 23 anni, dell’Alto Garda, che vogliono prendere le distanze dalla scena attuale. Non sono assolutamente disposti a barattare un facile successo cedendo alle mode, ma ci tengono a conservare sincerità e libertà.

Il loro approccio musicale è sicuramente ricco di spunti creativi. La scelta di abbandonare la lingua inglese, per scrivere testi in italiano, ha permesso al pubblico di comprendere meglio e riuscire così a sdrammatizzare alcune situazioni comuni che  possono capitare a tutti ogni giorno.

Dal 2020 con il singolo Come uno Showman la band si è rinnovata. Ha l’obiettivo di farsi riconoscere portando sulla scena un suono vintage, sporco, ma trattato in modo innovativo. Ora si presentano con Film, il nuovo brano  uscito il 22 Maggio distribuito dall’etichetta indipendente Wires Records, nel quale si possono riconoscere sonorità anni cinquanta.

Le loro canzoni sono dirette a tutte quelle persone che amano le cose profonde, a chi non ha paura di buttarsi a nella vita nonostante le paure,  a chi  sa che solo correndo il rischio di farsi male può continuare a seguire il percordo che ama. Nei testi appare un distacco dai temi principalmente toccati dal mainstream odierno: non si parla di gioielli, di macchine, di droga, di fama. Al contrario si fanno valere i concetti di passione, di lealtà, di impegno, di realizzazione personale terrena.

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INTERVISTANDO TOOLBAR

Come mai avete scelto il nome TOOLBAR?

Questa domanda ha un sacco di risposte.

Potrei darti la risposta che fa contenta mamma e dirti che TOOLBAR in inglese significa “barra degli strumenti” e metaforicamente la immaginiamo come l’insieme di tutte le skills che ognuno ha dalla nascita.

Nel nuovo brano Film infatti si dice Stappa, le tabelle della mappa, che nascondono il tuo numero più bello della toolbar in riferimento alla scoperta del proprio Io. Si deve cercare dentro di sé quel talento, quella vocazione per cui ci si sente chiamati a vivere.

Oppure potrei rispondere che è stato il nome del primo sito porno che guardai da ragazzino, quando ancora non si sapeva nulla e navigare in incognito sul web sembrava una cosa da teppistelli.

Vi piace andare nella natura per isolarvi dal mondo. Nell’ambiente musicale in cosa vi considerate diversi?

Non paragonateci, non metteteci nella bolla della scena mainstream di oggi. Come nella vita reale, anche nella musica siamo degli estranei.

Non pretendiamo di piacere, ma diciamo ciò che realmente è la nostra visione delle cose, portandola in alto con orgoglio.

Proveniamo dalla periferia della periferia: da valli disperse nel verde e nei laghi, non visceralmente contaminate dalle dinamiche sociali, non conosciamo la ricchezza, né la “vita di strada”, di cui sentiamo abusivamente parlare nei testi del momento.

Diamo la nostra testimonianza su quanto sia bello vivere nella natura e quanto sia importante preservarla.

Usare la lingua italiana vi permette di essere più ironici nella scrittura dei vostri testi?

La lingua italiana è uno spettacolo.

Il mondo della tv rispecchia la nostra società. Quali sono gli show che vi irritano di più?

Invece la tv non rispecchia la realtà, di principio, è tutto idealizzato. Gli show più irritanti sono proprio quelli che effettivamente fanno di tutto per fingersi realtà, che oggetivizzano i tratti comportamentali dell’essere umano (la falsità, la corruzione, il populismo). Questi programmi ci sbattono in faccia il prospero degrado che siamo.

Quando si è innamorati che Musica in testa si sente?

Ditecelo voi. Noi siamo innamorati solo della musica che sentiamo in testa.

Il vostro nuovo singolo Film, che genere sarebbe al Cinema?

Senza dubbio un cortometraggio comico-drammatico (indipendente).
Ha quella texture vintage molto grezza, abbellita poi con melodie spensierate che però trattano di abitudini. Mindsets ormai rifiutati, di un amore scappato, di paranoie esistenziali.

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Cosa volete dire alle persone che magari sono a 1/4H di distanza, ma non si possono vedere perché vivono in due regioni diverse?

Così è, per chiunque. Imbucate una lettera scritta a mano. Tutto passerà.

Ho citato due canzoni nella quale è presente una ragazza che indossa una t-shirt rossa. È una casualità o quella maglietta rappresenta qualcosa?

Ognuno può vederci quello vuole in realtà.

Nella corso della storia l’uomo ha associato dei concetti ai colori (emozioni, generi, tendenze politiche, sentimenti)… Una cosa molto buffa se ci si pensa razionalmente, ma si può vedere oggi giorno quanto questo abbia avuto un ruolo “fondamentale” e quanto abbia plasmato le culture di tutto il globo, talvolta creando delle voragini mentali.

La maglietta rossa sta ad indicare un pregiudizio…

ASCOLTA  TOOLBAR NELLA PLAYLIST DI INDIE ITALIA MAG

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