Kaput Blue

Kaput Blue: Fuori di me è un viaggio intimo | Intervista

L’anno scorso avevamo intervistato Kaput Blue, (qui il link), in occasione dell’uscita di Fingo, brano che ha segnato una sua svolta artistica. Adesso lo ritroviamo vincitore del premio come migliore autore Siae, vinto al contest GenovaxVoi, occasione nella quale è nata Fuori di me, canzone uscita oggi su tutte le piattaforme, in attesa della pubblicazione del primo disco in italiano.

Il video ufficiale ha protagonisti due uomini che, paradossalmente, riescono a scoprire il loro io cercandosi all’esterno. Il brano infatti descrive proprio questo concetto di ricerca che, anche inconsapevolmente, compiamo tutti i giorni per raggiungere la felicità. È un viaggio intimo, fatto con noi stessi, ma soprattutto con i nostri difetti.

Per iniziare questo percorso dobbiamo spogliarci delle nostre insicurezze e uscire dalla zona di confort, proprio come ha fatto Kaput Blue. Il suo amore per la musica nato grazie ad artisti come Stevie Wonder e Mariah Carrey e influenze di rNb e soul è diventato arte. Infatti ha saputo prendere questi concetti, mischiarli e rielaborarli adattandoli  alle sue qualità.

Kaput Blue

INTERVISTANDO KAPUT BLUE

Il tuo nome è composto da una parola tedesca più una inglese e le tue canzoni adesso sono anche in italiano: è un modo per dire che la musica non ha confini?

Assolutamente sì! E sia chiaro, non sto cavalcando la domanda per dare una motivazione d’esistenza valida al mio nome. Lo puoi leggere dai miei testi; dal primo all’ultimo parlano di abbattere le barriere sociali e tanto nervosismo se sei l’opposto di tutto questo.

Fuori di me che emozioni vuole lasciare all’ascoltatore ?

Cosa succederebbe se lasciassi sul tavolo di casa tutte le tue imperfezioni? Cosa succederebbe se tutto ciò di cui socialmente dovresti vergognarti le vedessi come la leva che ti spinge ad essere unico ed irripetibile?

Fuori di me parla di questo, di baciare la persona che ami con i bassi alti ed un album di Sfera sotto, di amare i tuoi stessi difettucci che ti permettono di amare liberamente ed unicamente qualcuno.

Hai scelto queste atmosfere orientali perché i due protagonisti possono essere paragonati allo yin e lo yang, come a simboleggiare due anime diverse che convivono dentro ognuno di noi?

Hai fatto un’ottima osservazione. Non ho pensato allo yin e lo yang ma l’esempio in parte calza: ognuno di noi è uno spettro di colori, siamo mille cose (a volte anche tutte insieme). I due protagonisti mostrano due modi differenti per uscire fuori di sé stessi; paradossalmente nei loro momenti di solitudine mostrati nel video, ritrovano il loro vero essere.

Gli artisti sono persone coraggiose?

Non saprei, sai. Gli artisti sono persone normalissime: c’è chi sfrutta il proprio talento per la fama, chi per divertimento, chi per far passare un messaggio. Il coraggio è insito per qualsiasi di queste varianti. Senza la forza di volontà e il coraggio di scrivere e cantare come ci pare non penso che un’artista possa essere definito tale.

Kaput Blue

Nel 2019 hai vinto il premio SIAE come migliore autore a GenovaxVoi con la finale che si è svolta a Varazze (Savona), la mia città. Cosa c’è dietro lo scrivere una canzone?

Abiti in una bellissima città allora!

Dietro lo scrivere una canzone per quanto mi riguarda, deve esserci movimento fluido nelle parole, azione ed il rendere tutto memorabile (e ricordabile nel tempo), tramite melodie caratterizzanti e se possibile, attuali e comprensibili da tutti.

Nel video di FAR descrivi un mondo distopico. Tecnologia e futuro ti spaventano?

Assolutamente no, anzi! Sono uno di quelli a cui se domandassi “analogico o digitale?” ti risponderei digitale a vita. Il video di FAR è una idea dei registi Federico Favino e Marco Cannillo e parla di un mondo vissuto da robot.

Due “falle umane” nel sistema di due robot fanno si che si innamorino (cosa impossibile nel loro mondo). FAR parla di andare lontano dai preconcetti e luoghi che ci tengono socialmente incollati al suolo natio. I due robot riescono a fuggire dal loro mondo settato grazie al loro amore. La tecnologia dovrebbe esser concepita come una risorsa fondamentale, sempre.

Se fingere fosse in realtà un modo per sentirsi protetti?

Penso che fingere sia una protezione utile solo fino ad un certo momento, prima che la nostra vera opinione ci faccia crollare. Molti fingono per sentirsi protetti, l’ho fatto anch’io (ho scritto appunto una canzone che si chiama Fingo su questo argomento). Il trucco per riuscire ad uscirne è in quel coraggio di cui parlavamo prima misto all’incontro con le giuste persone. Possiamo esser salvati solo ed esclusivamente da persone quindi, scegliete bene!

Potresti provare ad associare 5 colori a 5 talenti della scena Indie italiana con una breve spiegazione?

Ok ci sto! Desario, bianco! Semplice purezza e semplicità.

Calcutta, verde. Lui ricorda il prato verde degli stadi su cui ci si siede scomodi.

Giorgieness, giallo. Accecante come il sole e dura come una roccia.

Tananai, rosso. Mi ispira l’essere spudorati, carichi di verve e rock allo stesso tempo.

Fractae, blu. Equilibrio e metodo.

ASCOLTA KAPUT BLUE NELLA PLAYLIST DI INDIE ITALIA MAG

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