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Pagano: “Bisogna avere personalità” | Intervista

Nato a Roma ma residente in Puglia, il giovanissimo Samuele Pagano ama le sfide e non si tira mai indietro. Piuttosto beve “Un altro gin” e si butta, come canta nel suo ultimo singolo uscito lo scorso 30 settembre. Un argomento che potrebbe risultare leggero nasconde invece un messaggio che soprattutto i giovani dovrebbero ascoltare: non bisogna seguire alla cieca ciò che gli altri dicono e trovare quel po’ di coraggio che basta a non perdersi le occasioni che la vita ci offre.

Intervistando Pagano

Ciao! Di dove sei?

Ciao! Sono nato a Roma ma vivo a Surbo, un paesino in provincia di Lecce.

“Mi hanno sempre detto che per conquistare una donna devo farmi in tre, mi hanno sempre detto che per conquistare una donna è tutto semplice.” Quando si smette, secondo te, di dare retta a ciò che dice e consiglia la gente?

A mio parere quando si smette di dare retta a ciò che dice e consiglia la gente è il momento in cui si diventa grandi davvero, a prescindere dall’età. Il protagonista della canzone si trova in un momento simile, si è stufato di tutto quello che gli dicono, gli hanno sempre riempito la testa di discorsi inutili, spesso opposti tra loro e decide che forse è finalmente arrivato il momento di fare solo ciò che sente di fare. Credo che chi si ostina a dare importanza a ciò che pensano gli altri piuttosto che a se stesso non si possa definire una persona libera fino in fondo, bisogna avere personalità!

Per parlare con una ragazza, bersi “un altro gin” può davvero tornare utile. Nella vita invece come trovi il coraggio di buttarti nelle situazioni?

Sono uno che vive di istinto, sensazioni ed emozioni. Fortunatamente il coraggio per buttarmi nelle situazioni non mi è mai mancato, anzi prendo sempre le novità come una sfida e le sfide mi piacciono da morire.

I testi li scrivi tu?

Ovviamente, dalla prima all’ultima parola.

Chi sono i tuoi cantautori di riferimento?

Questa è una domanda difficile, ascolto di tutto e cerco di prendere spunto da quante più cose possibile senza distinzione di generi musicali. In particolare amo il rock, mi affascina la dance anni 90 e ammiro i grandi cantautori italiani. Quelli che più mi hanno segnato fin da bambino sono sicuramente Ligabue, Battisti, Vasco, Jovanotti e Cremonini; ma anche tanti artisti più recenti come Coez, Achille Lauro e Ultimo mi ispirano moltissimo.

Qual è la tua definizione di “Indie”?

Tralasciando il senso letterario di musica indipendente, secondo me L’Indie è il genere musicale più versatile e ampio di tutti, in cui si può parlare di qualsiasi cosa con leggerezza. Dà quel senso particolare di libertà e, appunto, indipendenza a chi lo ascolta e a chi lo canta. Ciò che è fondamentale a mio parere è non cadere mai nel banale, l’Indie è qualcosa che devi avere dentro.

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