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“Paths” (Davide Fasiello): Sentieri immaginari per un viaggio onirico | Recensione

La musica e l’arte in generale sono da sempre veicolo per addentrarsi nei meandri più nascosti del proprio essere e del proprio sentire. 

Così anche Davide Fasiello utilizza la musica e nello specifico il pianoforte, per regalarci una immagine onirica del suo personalissimo universo.

Il giovane artista ha infatti da poco pubblicato “Paths”, un disco suonato interamente col piano (ad eccezione di path no.3) in cui ci conduce dentro il suo mondo interiore, fatto di suoni che diventano magicamente immagini in maniera a volte rutilante e improvvisa, a volte dolce e soave.

In questo album di debutto, l’artista pugliese ci spalanca le porte del suo universo interno in un viaggio onirico in cui ritrovare se stessi.

“Paths” sono 7 brevi racconti musicali in cui grazie a sonorità che evocano un ampio ventaglio di sensazioni, Davide Fasiello ci conduce con semplicità nei meandri del suo sentire e del suo pensare.

“Adventure” e “Francesca’s Journey” (Path. no.1 e Path no.2) aprono in maniera profondamente intensa le porte delle sensazioni, svoltando inaspettatamente con “Always” (path no.3) interamente suonata con synth e archi.

In maniera apparentemente tenue poi, “Abyss” (path no.4) ci riporta nelle profondità del viaggio che continua quasi cavalcando con “Forgotten love” dove emergono prepotentemente le influenze che hanno formato questo giovane musicista così come in “Straned” (path no.6). 

“African Sunset” è il brano che chiude il disco e come in uno spettacolare tramonto la delicatezza prende il sopravvento lasciandoci sgomenti. 

Con “Paths” dunque Davide Fasiello evoca le sensazioni più disparate che si legano l’un l’altra fino a disegnare un variopinto universo introspettivo.

Ascolta Davide Fasiello nella playlist Spotify di Indie Italia Mag

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