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New Indie Italia Music Week #67

Respiriamo questa nuova aria di libertà al ritmo delle nostre canzoni preferite: è frizzante come i nostri cuori, è avvolgente come le sue note!

Siete pronti a mettere da parte tutto ciò che crei ansie o preoccupazione per lasciarvi guidare delle nuove uscite musicali della settimana?

I nostri attenti editor Alessandra, Nicolò, Salvatore, Ilaria, Sara, Benedetta, Elena, Filippo e Federica hanno selezionato per la nostra community i pezzi più interessanti di questo ultimo weekend di maggio!

 

NOTTE (Album)

“Non c’è ora più vera di quando muore la sera”

Questo credo sia l’epiteto più azzeccato a sintetizzare il debut album della cantautrice sarda che è riuscita in poco tempo a colpirci al petto con i suoi singoli che prendono il nome dai giorni della settimana.

Che il disco sia un’anabasi o una catabasi, sta all’artista dircelo, eppure ho la percezione che tenda più verso la seconda. Da secoli, infatti, la notte è simbolo di oscurità e morte, di un giorno che finisce, di un sole che sprofonda nell’orizzonte per lasciare spazio alla sua controparte notturna. Ma con la notte, si sa, si sancisce anche un nuovo inizio: “NOTTE” di Bluem, non è un arrivo, ma solo un punto di partenza che ogni giorno (e ogni notte) si rigenera per dare vita ad una nuova settimana che comincia.

(Ilaria Rapa)

Bluem: 8,5

 

Simpatico, solare e in cerca di amicizie (ALBUM)

Come sta un “Ragazzino” dei nuovi anni 20′? “Bene dai”, si è appena allacciato le sue nuove “Nike” ed e corso verso la fermata del “Tram”. Doveva raggiungere la sua “Baby Mama”, solo per dirgli ancora una volta “Ciao Bella”, ma lei gli ha scritto che non può uscire perché si sente la “Febbre”. “Che noia”,Ma siamo Seri?” si chiede lui.

Lui che è “Simpatico, solare e in cerca di amicizie,” vuole trovare una ragazza “Pericolosa” con cui condividere il “Posacenere” e “Cancellare file” del passato, per salire insieme sul “Tagadà” e godersi il panorama con tutta la vita che passa davanti.

(Nicolò Granone)

Vipra: 8,5

 

Blue (Album)

C’è chi conosce l’accezione negativa del colore blu solo perché associato al blue Monday, ma da oggi sono sicura che cambierà idea dopo aver ascoltato “Blue” di Boetti. Il duo toscano si appropria di uno dei colori più gettonati nel mondo dell’arte, Klein e Tiffany solo per citarne alcuni.

Arriva anche il momento per Boetti di usare il blu come emblema di una transizione non solo estetica, ma anche interiore, da Golden Boy a ragazzi della Terza età è un attimo. Nel mezzo c’è tanto rock, diversità, follia, polizia e tanta precarietà.

(Ilaria Rapa)

Boetti: 8

 

Su di me

Già da un po’ il panorama musicale sembra essere rinato attraverso la luce degli anni ‘80. Complice forse, la voglia di tornare ad un’epoca che per certi versi, ci ricorda un periodo migliore di quello che al momento stiamo vivendo. Nel gergo questa viene chiamata “sindrome dell’epoca d’oro”, cioè la proiezione della propria insoddisfazione in un tempo mai vissuto in cui rifugiarsi e su cui fantasticare, ma se questi sono i risultati allora, benedetta sia la sindrome dell’epoca d’oro.

“Su di me” Racconta la tipica storia d’amore estiva, che non si sa come, riesce ad essere sempre la più passionale. Quella che una volta arrivati all’addio ci lascerà ricordi indelebili e la sensazione d’amaro in bocca.

Lucia Manca riesce perfettamente a farci immergere in tutte queste sensazioni descritte. “Su di me” è un pezzo che sicuramente farà parte della mia estate.

(Filippo Micalizzi)

Lucia Manca: 8

 

End

Il Piccolo Principe” ci ha insegnato che per ogni fine c’è un nuovo inizio ed è una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto. Sulla stessa scia, il brano di Hu, giovane volto del panorama musicale, è il racconto di un nuovo capitolo che si apre dopo una brusca rottura.

Dimenticate le lacrime e la tristezza che emerge quando una relazione arriva al capolinea, questo brano trasmette la giusta carica ed energia per andare avanti e scoprire una nuova parte di sé.

Una seconda opportunità è sempre dietro l’angolo, non fatevi sopraffare dall’illusione di ciò che poteva essere e lasciatevi trasportare dalle voci di Hu e M.E.R.L.O.T

(Elena Caggia)

Hu, M.E.R.L.OT: 7,5

 

Salvia

A tutti è capitato, almeno una volta nella vita, di essere sopraffatti dall’apatia, di non provare emozioni e sentimenti per il mondo circostante.

In situazioni come queste, ci adagiamo in una bolla di vetro e gli auricolari diventano i nostri migliori amici.

Nemmeno una femme fatale riesce a far ritornare sul Pianeta Terra UFO BLU, che non sente nulla né dentro né fuori, confuso come in un trip di salvia.

È un pezzo che, nonostante la tematica, trasmette serenità e rasserena le nostre apatie.

(Elena Caggia)

UFO BLU: 7

 

Caffè

Ascoltare una nota di “Caffè”, il nuovo singolo di Celestopoly, equivale a fare il primo passo in una rete aggrovigliata di pensieri. Ricorda uno di quei viaggi in metro in cui ci si è scordati le cuffie e si è costretti a passare il tempo a pensare tra sé e sé, quasi fossimo in due, quasi fossimo vecchi amici che un po’ si detestano, ma un po’ si vogliono bene.

“Caffè è quello che succede se unisco la mia latente fobia sociale, la mia latente dipendenza da caffeina e la mia invece ben espressa vocazione al cazzeggio” dice il cantautore marchigiano. E le ritroviamo tutte all’interno del pezzo, che ci fa sentire un po’ compresi, un po’ giustificati, un po’ che va bene essere come siamo anche nei giorni in cui va così.

Un flusso di coscienza in cui niente è in ordine, cantato su un sound che rende la situazione ironicamente allegra. Perché, infondo, siamo tutti sulla stessa barca. Perché, infondo, a tutti noi manca qualcosa, ma non lo diciamo. E se non è l’amore, le droghe o la voglia di vita… Forse è solo che beviamo troppo caffè.

(Benedetta Fedel)

Celestopoly: 8,5

 

Maledetti noi

Una ballad che parte piano ed esplode nel ritornello, in cui dile ci racconta quanto sia difficile capirsi anche quando due persone si amano. In un periodo in cui il contatto fisico ci è stato proibito, ci sono rimaste solo le parole per cercare di tenere vive le relazioni.

Una notte è troppo corta per accorgersi di quanto siano pericolose le parole, “maledetti noi”.

Le parole sono da sempre un’arma a doppio taglio, in grado di recuperare rapporti ormai distrutti, ma anche di ferire, quando in momenti di rabbia si urlano cose che spesso nemmeno si pensano.

Promesse infrante e parole non dette che fanno quasi più male di quelle gridate. Errori e rimorsi che tornano a tormentarci nelle notti insonni, ma alla fine “siamo esseri umani, niente di speciale”.

(Sara Pederzoli)

dile: 8,5

 

Fulmini di guerra

L’adolescenza di Apice racchiusa in una canzone, che allo stesso tempo contiene il suo futuro.

Immagini della quotidianità dei ragazzi, le “corse dalla scuola alla stazione”, zaini, biglietti dei treni, sandali sulla sabbia. Dietro una curva, improvvisamente, il mare.

Apice racconta la sua adolescenza, ma parla di tutti noi. Noi che insieme a lui siamo come “figli delle stelle, ci cerchiamo solo al centro della notte”.

(Sara Pederzoli)

Apice: 8

 

Papaya

Franco Battiato cantava che la stagione viene e va, idea che si ritrova dentro questo brano firmato Galassie.

Le relazioni possono essere agrodolci ed esotiche come una papaya, indecisi se il gusto che proviamo ci piace davvero o lo facciamo solo perché viene vista come una cosa che va di moda.

Confusi con i nostri sentimenti rimaniamo bloccati nella contraddizione senza riuscire a goderci il sole di una giornata estiva, e preferiamo stare sdraiati tra scomodi cuscini sparsi sul divano.

(Nicolò Granone)

Galassie: 7

 

Cyrano

Volteggiamo nei meandri dell’amore incuranti di separarci anche dal nostro stesso corpo: “se mi stacchi il cuore morirò”. Sì, l’amore ha un impatto dolcemente devastante da cui vogliamo essere travolti come una tempesta. Non importa se ne resteremo vittime, potremmo anche salvarci da noi stessi con “il tuo sorriso che fiorisce”.

La chiave è solo un pizzico di leggerezza che spolveri le nostre paure per non far diventare “le cicatrici in cui eravamo felici (erano) fiori recisi”.

(Alessandra Ferrara)

Neemo feat Nuzzle: 8-

 

Giornata storta

Cosa sarà mai “un’altra giornata storta” in 365 giorni? Nulla, solo un altro giorno in cui abbiamo la consapevolezza che certe persone, certe situazione sono solo nocive alla nostra salute psico-fisica. “Non ne posso più di te e dei tuoi stratagemmi, la tua faccia e dei tuoi nei e dei tuoi psicodrammi”.

Prendere atto che si può fare a meno di qualcosa o qualcuno che non illumina le nostre giornate come dovrebbe è la nostra vittoria!

“Corro forte e non ci penso più, mi ripeto non ci casco più”!

(Alessandra Ferrara)

Adelasia: 8,5

 

Veneto d’estate 

I Post Nebbia sono un trip, un viaggio alternativo per il panorama italiano. Dopo l’uscita di Canale Paesaggi, la band padovana conferma un’energia giovane con il nuovo brano Veneto d’estate. Partendo da una storpiatura del classico Vento d’estate di Niccolò Fabi e Max Gazzè, i Post Nebbia e Nico LaOnda descrivono l’atmosfera viziata di un Veneto preda del caldo e delle zanzare. Un vero e proprio anti-tormentone estivo tra synth, chitarre psichedeliche e bassi ipnotici. 

Ancora una volta, i Post Nebbia confermano l’esistenza di una terza via della scena musicale italiana. Basta essere capaci e predisposti ad allargare i propri orizzonti.

(Federica Vinciguerra)

Post Nebbia: 8

 

Vodka sui cowboy

Gli Est-Egò ci portano alla scoperta di una Torino psichedelica, pronta a distrarci dalla vita quotidiana con serate di puro folle divertimento.

Loro stessi la descrivono come una “Torino alcolica”, luogo in cui si lascia indietro ogni inibizione fino a ridursi in pezzi sparsi un po’ ovunque. La promessa di una città che per certi versi ricorda “Il paese dei balocchi” descritto nel romanzo Pinocchio.

(Filippo Micalizzi)

Est-Egò: 8,5

 

Le Cose Che Fanno Rumore

“Quelle cose che fanno rumore, spesso le ascolto per ore: i tuoi baci, il tuo amore, il tuo odore. Le cose che fanno rumore fanno silenzio”.

Chi non vorrebbe ricevere una dedica del genere? Apparentemente dolce e scanzonata a ma emotivamente pesante come un macigno di coriandoli colorati che fluttuano con leggiadria intorno a noi rendendo ovattata e gioiosa la realtà che ci circonda.

Ci sono persone che generano boati nel cuore e nella mente pur stando in silenzio. Chi ha la fortuna di trovarle farebbe bene a tenersele strette.

“Le cose che fanno rumore” è il nuovo singolo di Roccia, che tra sonorità indie pop e romanticismo senza filtri, è pronto a conquistare le playlist estive degli ascoltatori.

(Salvatore Giannavola)

Roccia: 7.5

 

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