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New Indie Italia Music Week #66

Ognuno di noi costituisce un centro di gravità permanente che ondeggia come una piuma mossa da un soffio di vento fresco. Siamo alla ricerca di un equilibrio perfetto in cui il nostro universo possa gravitare nella stessa orbita dell’amore.

La musica ci accompagna in questo viaggio aiutandoci a superare ogni corrente gravitazionale, lo spazio e la luce per non farci invecchiare. 

Lasciatevi guidare dalle nuove uscite della settimana selezionate dai nostri editor Alessandra, Nicolò, Salvatore, Ilaria, Sara, Vernante, Benedetta, Elena, Filippo e Federica!

 

La terza estate dell’amore (Album)

Se dovessimo pensare ad un evento rivoluzionario, manifesto di una nuova era, promotore di pace, amore e libertà, non potremmo non ricordare le due leggendarie Summer of Love, che videro protagonisti giovani studenti che combattevano le ipocrisie, le disuguaglianze, le disparità sociali a suon di musica.

Una comunità che si incontra e lascia un segno indelebile, corpi che si avvicinano e si aggregano, in un’atmosfera di pace e amore.

Dopo il periodo storico che abbiamo vissuto, la domanda sorge spontanea: abbiamo davvero dimenticato la bellezza della dimensione collettiva della musica? L’importanza dell’incontro dei corpi sotto ad un palco che lodano il proprio cantante preferito?

Cosmo non di certo.

“La terza estate dell’amore” è il salto dell’artista in un futuro ideale, dove la libertà non è utopia e dove si vuole solo viaggiare, esplorare, rischiare, senza mappe e coordinate.

Cosmo balla perché il sacro, la magia, i rituali, le celebrazioni collettive non le sostituiremo mai con il lavoro, la carriera, il successo, l’igiene.

Un album che non fa altro che aumentare il nostro desiderio di live, clubbing, concerti e che ci invita a distruggere quel muro di silenzio costruito nelle nostre piazze, nelle nostre strade e che ci ha privato della nostra umanità.

La terza estate dell’amore siamo convinti diventerà realtà e non vediamo l’ora di viverla.

(Elena Caggia)

Cosmo: 9

 

SCENDE

Cosa può gasare un amante della musica indie più di una collaborazione tra MOBRICI e Gazzelle? È un episodio crossover, è il pane col burro, è…insomma ci siamo capiti.

Sicuramente le aspettative per “SCENDE” erano molto alte, ma i cantautori ne sono usciti intelligentemente con un brano diverso dalle loro sonorità usuali. Un’atmosfera notturna, oscura, elettronica, che dimostra come 1+1 non debba fare per forza 2, ma in musica possa dare risultati amplificati e imprevedibili. Da ogni nota traspare la grande amicizia che lega Mob e Gazzelle, che hanno incrociato i loro destini grazie a Maciste Dischi e non si sono più lasciati, crescendo insieme fino a questo primo singolo, scritto a quattro mani e prodotto da Filippelli.

Tra le parole del brano è incastrata una storia d’amore che non va, non decolla, di quelle che lasciano l’amaro in bocca, ma quando l’amore va male c’è solo una soluzione: dedicarsi alle proprie passioni con dei buoni amici. E questo giro è proprio quello che hanno fatto MOBRICI e Gazzelle.

(Vernante Pallotti)

Mobrici feat Gazzelle: 8

 

Fantastico

C’è uno stadio dell’amore che alcuni evitano e che altri sognano e non raggiungono mai. È quella sensazione di essersi fusi, un po’ come i super sayan in Dragon Ball o come canta Bianco nel pezzo ft. Niccolò Fabi: acqua e polvere diventano cemento, come quando noi due balliamo un lento.

È “Fantastico”, sì, ma è anche rischioso lasciare che una persona diventi parte di noi, come cita il testo “spero di non ferirti mai, ma la mia testa è una bomba”. Se la magia che porta a iniziare una storia ispira da millenni i cantautori per scrivere i loro pezzi, molto più complicato è parlare di quell’amore maturo, che ha tanta vita sulle spalle, così come nella quotidianità è difficile proteggerlo dalla ruggine e dalla polvere. Possiamo dire che i due amici e compagni musicali Bianco e Niccolò Fabi ci sono riusciti, con una canzone delicata e sospesa tra le nuvole che va a tuffarsi nell’ultimo album di Bianco “Canzoni che durano un minuto”.

(Vernante Pallotti)

Bianco feat Niccolò Fabi: 8,5

 

Non so

“Io non so come prendermi, tu non sai…come prendermi. ”

Cosa c’è di più difficile quando non riusciamo ad accettarci per quelli che siamo, con tutto il nostro carico di debolezze e paure che nemmeno chi ci conosce fino in fondo è in grado di gestire?

Se c’è qualcosa di più difficile al mondo è proprio cercare di fare pace con sé stessi e trovare il modo di “prenderci” sia quando siamo euforici che quando cadiamo a pezzi, eppure, ci sono molti modi (come direbbero gli Afterhours) che possiamo usare come mezzo per arrivare a capire e a capirci: uno di questi, e Joe Elle lo sa bene,  è sicuramente la musica.

(Ilaria Rapa)

Joe Elle: 8

 

Corallo

“Mi trasformo in corallo per sentirmi contento” può voler dire che ognuno di noi deve riuscire a trovare la sua dimensione per risultare speciale agli occhi degli altri, ma purtroppo dietro a questa frase c’è qualcosa di molto più crudo e drammatico.

My Girl Is Retro, in Corallo, come aveva già fatto ad esempio in Tango atto I” ci ha ricordato che la musica non deve essere solo uno svago, ma che può essere utilizzata come mezzo per denunciare fatti sociali, raccontando allo stesso tempo i micro e macrosistemi del nostro mondo.

Questa nuova canzone è dedicata ad un ragazzo che è salito su un barcone con la speranza di trovare la pace e il futuro arrivando in nuova terra, ma il suo viaggio si è fermato tra le onde del mare, in una notte fredda e silenziosa.

(Nicolò Granone)

My Girl Is Retro: 8-

 

Thailandia

Non organizzate mai viaggi con il proprio partner da amore a prima vista: questo lo sa bene Il solito Dandy che in “Thailandia” racconta il viaggio immaginario e immaginato tra due amanti che credevano di conoscersi ma che in fondo non si conoscevano affatto.

Lui con la gioia nel cuore, lei che sognava i mari cristallini e i templi buddhisti in Thailandia. Un concerto è stato il luogo del loro amore, e un concerto sembra essere anche il posto che li allontana per sempre, lasciando il personaggio con un solo e unico pensiero: ti perdo per sempre, non so neanche chi sei, ti ho forse perduta e non so se ti vorrei.

(Ilaria Rapa)

Il solito Dandy: 7,5

 

Goodbye my love

Qualcuno di voi conosce gli ingredienti segreti per smettere di soffrire per amore, per non rimanere delusi da chi vogliamo bene? “Mi ha detto che dovevo imparare ad essere felice”!

Non è sempre immediato rendersi conto che i nostri occhi vedano solo ciò che la ragione suggerisce, abbandonando qualsiasi tentativo del cuore si sopraffarla.

“Calmo, resto calmo in cerco di un sorriso”. Un sorriso che potrebbe anche essere il mio, un sorriso che ho perso negli occhi di un altr*, un sorriso che mi stringe in un forte abbraccio e non mi lascia più.

“Siedi qui accanto e guarda insieme a me questo tramonto”

(Alessandra Ferrara)

Molla: 7,5

 

Bastone

Si ha paura d’invecchiare forse perché si ha convinzione che con il tempo i nostri ricordi si sbiadiscano sempre di più fino a diventare trasparenti.

Abbiamo bisogno di trovare degli appigli per rimanere aggrappati sempre di più alla vita e a tutte le cose belle che abbiamo provato, ma sicuramente questo processo diventa sempre più difficile quando ci accorgiamo che non siamo eterni e che un giorno arriverà a trovarci la Morte.

Non dimenticare, non fare il mio nome, ho forse ragione?

Ci vuole un bastone, non dico mai niente, tengo tutto per me”

(Nicolò Granone)

Generic Animal: 8

 

Mon Amour

Mon Amour” è un viaggio che profuma di Parigi e malinconia, caratteristiche che rendono unici i grandi film francesi  delle Nouvelle Vouge. L’amore diventa così una lotta interiore che si nutre contemporaneamente di sogni e rimorsi, tra due giovani che non riescono (o forse non vogliono) trovare un equilibrio restando così sospesi in un limbo.

La chiave della loro incomprensione sono quelle parole non dette che sanno di paura e desiderio, con uno dei due che corre verso l’altro mentre scappa e viceversa. Ogni tanto ci si ritrova sulle stesse posizioni e la passione esplode, fino a diventare abitudine e noia, e quindi c’è il bisogno di fuggire via ancora una volta.

(Nicolò Granone)

Bartolini: 8,5

 

Vabbè

Ci rendiamo conto che siamo un continuo lamento? Non ci va mai bene niente, troviamo sempre l’invisibilità di qualcosa che potrebbe disturbarci: “brontolo come la macchinetta che fa il caffè al bar”. Siamo pronti sempre a criticare gli altri e soprattutto noi stessi tanto che “mi sto sul cazzo da un po’ “.

Non trasformiamoci in macigni ambulanti dai quali rimanere schiacciati, proviamo a lamentarci di meno, a non assecondare tutto e tutti, viviamo!

“Dico va bene, ma poi vabbè!”

(Alessandra Ferrara)

reietto: 8-

Bambolina

Ciao. Stacchiamo i contatti con il mondo.

“Spegniamo i cellulari giochiamo a fare i ricercati almeno fino a domani”. Prendiamoci il tempo per noi “Bambolina”, godiamoci, ne abbiamo un grande bisogno: “dimmi dove si va?”

Via preoccupazioni, solo io e te. “La città ci tiene in scacco”. Sei pronta a viaggiare con me?

(Alessandra Ferrara)

Gabriele Troisi & Puertonico : 7

 

(Con)torta (EP)

L’EP di Enula si apre con Impronte. Il brano è eseguito dalla voce angelica di Enula, ma alle spalle ha la produzione perfetta di Dardust e la penna super riconoscibile di Franco126: queste tre componenti si sono fuse alla perfezione, dando vita a un pezzo che porta inevitabilmente la firma di tutti e tre. Enula quasi sussurra e ti trascina nel suo mondo, facendoti immedesimare in ogni singola immagine da lei cantata.

Nell’EP sono poi presenti i singoli già usciti durante Amici: (CON)TORTA, AURICOLARI e DA SOLA (CON ME) che già ci avevano raccontato Enula in tutte le sue sfaccettature. La giovane artista è una persona libera, che non ha bisogno di nessuno e sempre con la voglia di scappare verso orizzonti lontani.

Enula poi aggiunge la componente internazionale con Llorona (pezzo originale) e Eres Mi Religiòn (cover di Manà), entrambe in spagnolo, che ci permettono di conoscere un altro lato dell’artista.

Questo EP è sicuramente la prova che Enula avrà una brillante carriera e noi non abbiamo ancora visto nulla.

(Sara Pederzoli)

Enula: 8,5

 

Alda Merini centravanti

La caduta

“Egli mi ama, ed io
che gli offersi spavalda
la difesa assoluta di uno sguardo
superante se stesso,
io che fui temerario

al punto di non credere alla forza
del possesso maligno,
ora ch’egli mi oppone
uno sguardo altrettanto dilatato,

indietreggio spaurita,
mentre mi affiora al labbro incontrollato
il <<credo >> antico e nuovo della carne.
Ora non ho più occhi
perché il mio modo di guardare e spento.”

Alda Merini poesia

Soffrire fa parte del nostro essere, perché siamo masochisti che impariamo la lezione solo per rimuoverla e sbagliare ancora, trovando conforto nella sofferenza e negli errori

(Nicolò Granone)

Marta Tenaglia: 7,5

 

Nuove Illusioni

Nuove Illusioni è il Funky nel 2021. Un bel viaggio, verso nuove illusioni.

Un pezzo indubbiamente da ballare, ma che nasconde un testo profondo, fatto di amore e odio, tra incomprensioni e menzogne.

Tutti ad un certo punto della propria vita iniziano a vivere di illusioni, di proiezioni che non troveranno mai una corrispondenza nella realtà. Sono proprio queste illusioni però che in qualche modo ci danno una spinta in più.

(Sara Pederzoli)

Lorenz Frame: 7,5

 

Bellissima

Con la primavera iniziata da un pezzo e l’estate alle porte, ci sentiamo tutti un po’ più romantici. Il brano di Jacopo Et è una dichiarazione smielata ad una ragazza incredibilmente bella, fan dei Verdena e dei film romantici.

Il suo sentimento è talmente forte che nonostante odi i suoi amici, il posto in cui lei abita, decide di starle accanto, accettando anche i suoi difetti.

(Elena Caggia)

 Jacopo Et: 7

 

Piazzale Michelangelo

Ognuno di noi ha un posto in cui si reca per sentirsi al sicuro, da cui si sente abbracciato e amato: il luogo del cuore di Aigì è lo splendido Piazzale Michelangelo, a Firenze.

“Quando se ne andrà persino l’ultima speranza, non ce ne resteremo mica chiusi in una stanza ma ti porterò nel posto più magico, Piazzale Michelangelo.”

Quando arriva la tempesta e ci coglie impreparati, la soluzione migliore è quella di rifugiarsi nel luogo che non ci tradirà mai, che ci darà tutto l’amore di cui avremo bisogno in quel momento.

(Elena Caggia)

Aigì: 7

 

Le tasche bucate di felicità (Album)

La voce di Svegliaginevra, vera protagonista di tutte le tracce di Le tasche bucate di felicità, ti accarezza anche quando ricorda che l’amore ha tante facce ed è un sentimento insopportabilmente complicato. Leggera, impalpabile, a volte acustica e a volte elettronica, ci trasporta all’interno di un viaggio fatto di pensieri, di andate e ritorni, di amori iniziati, finiti, impossibili. Undici spiragli su tutto il groviglio che può essere l’amore vissuto alla sua età.

Racconta di tutte le volte in cui si è soli, ma ci si sente in DUE. Del riprovarci fino allo sfinimento, proprio Come fanno le onde e ritrovarsi ogni volta Punto e a capo. Che poi, anche se siamo(stati) bene insieme, a volte è necessario abbandonare, dire: “guarda come si sta senza di me”. E con il cuore pieno di Emozioni strane, tutta San Lorenzo brinda per dimenticare La moda di fare cazzate tipica dei vent’anni. Arriva l’estate e ci sentiamo come Barche, in bilico, in mezzo al mare, lo stesso che ricorda di Una serie che non vogliamo guardare. E a volte l’amore è un bacio che ha il sapore di un Elastico. E a volte l’amore ha un nome proprio, tipo Simone.

Svegliaginevra non ci fa sentire meno spaesati né rende le cose meno complesse, ma ci canta che è normale quello che proviamo con l’affetto di una chiacchierata sussurrata di notte tra amici.

(Benedetta Fedel)

Svegliaginevra: 8

 

Cilekka

Questa brano rappresenta un nuovo inizio per la cantautrice classe 1998 che spazia dal pure it-pop alle influenze urban. “Cilekka” è un brano caratterizzato da liriche dirette, schiette, fendenti che fanno da megafono a nuances emotive fatte di risentimento, desiderio di rivalsa e indolenza rispetto alle incrinature dei rapporti sociali.

“Cilekka nasce dalla voglia di ribellarsi ad un silenzio sofferto; è un invito a tutte le persone, uomini o donne che siano, a rifiutare ogni tipo di abuso emotivo. Un racconto tagliente ed ironico contro qualsiasi atteggiamento tossico”

(Salvatore Giannavola)

Angelika: 7

Ponza

“E siamo andati a litigare al mare.”

Laila Al Habash ci porta sull’isola di Ponza e ci insegna che “l’amore non è bello se non è litigarello”. Siamo in quel momento della coppia in cui ci chiediamo: “Ma chissà chi ti ha mandato da me, chissà come hai scelto proprio me”. Forse è colpa dei tuoi amici o forse… di tua madre.

Il video – in cui sono presenti anche Sara Olivetti e Tommaso Biagetti – è spontaneo, leggero, proprio come Laila che, armata della sua tipica e disarmante sincerità e di una sorprendente capacità di dipingerci le scene davanti agli occhi con poche semplicissime parole, ci mostra i litigi, la spiaggia, i pianti al porto, l’amore e l’estate.

“Come non sapessi che a perdonare sei più bravo te.”

(Benedetta Fedel)

Laila Al Habash: 8

 

 GUANCIA A GUANCIA/IENA

La maggior parte degli artisti ultimamente ha preso in considerazione, chi in maniera più esplicita chi meno, l’ultimo anno e mezzo di pandemia. Fra questi ci sono anche i Gomma, che dal silenzio tornano più incazzati che mai con due nuovi singoli. Il loro intento è raccontarci appunto, cosa significa essere un musicista a cui è stato tolto il proprio habitat naturale. Senza più concerti in cui sudare e pogare, non resta che chiudersi in studio, registrare pezzi distorti e urlare la propria disperazione dentro un microfono.

(Filippo Micalizzi)

Gomma: 9

 

Girotondo

Soliloquio ci butta in faccia tutta la rabbia e la sua voglia di rivalsa in questo nuovo singolo.

Le sua parole, accompagnate da una perfetta strumentale acustica, colpiscono forte, richiamano la nostra attenzione come a volerci dire: “potete colpirmi ancora e ancora, io mi rialzerò e andrò avanti da solo senza fermarmi”. Insomma, un brano che funziona e risulta totalmente credibile nelle sue intenzioni.

(Filippo Micalizzi)

Soliloquio: 8

 

Fa lo stesso

L’estate sta arrivando e lo sa bene anche F. Brioschi.

Il suo ultimo singolo arriva nelle orecchie di chi lo ascolta portando con se una ventata d’aria fresca. Un pezzo da ascoltare ballando, magari in spiaggia al tramonto con un drink in mano, lasciandosi alle spalle tutto ciò che è andato male, ripetendosi semplicemente con un bel sorriso “Fa lo stesso”.

(Filippo Micalizzi)

Brioschi: 7,5

 

Acquario

“E all’acquario di Genova se il vetro si rompe meduse e squali si uniscono alle persone”. 

Sono innumerevoli le volte in cui ci ritroviamo faccia a faccia con le nostre paure e insicurezze. Ed è proprio in quei momenti che, per correre ai ripari, ci rifugiamo nella musica o – anche inconsciamente – nei posti dell’infanzia, quelli atemporali, che ci identificano e che ci proteggeranno sempre. Il rifugio di Brividee è l’acquario di Genova, definito dallo stesso un luogo di culto, un posto che lo rende felice e in cui, nonostante tutto, si riscopre innocente.

Acquario segna il ritorno di Vittorio Motto (questo il vero nome dell’artista), un brano forte e personale, con una base musicale che è un ibrido tra il rap e l’indie che rappresenta al meglio il suo stile. Unico.

(Federica Vinciguerra)

Brividee: 7

 

Come si fa 

“Come si fa a rimanere in piedi? Come si fa a vivere come ieri?”

Sono questi gli interrogativi che si pone Murdaca in Come si fa, terzo singolo del cantautore monzese. 

Le risposte a queste domande non le conosciamo, né Samuele ci dà delle risposte; tuttavia è sempre bello rifletterci su canticchiandole su una base orecchiabile che entra in testa sin dal primo ascolto.

Perché Come si fa ha tutti gli ingredienti per diventare un piacevole tormentone: sonorità low-fi, elettroniche e velatamente pop. 

Del domani non ci è dato sapere, ma se esiste, non è nostalgico.

(Federica Vinciguerra)

Murdaca: 8

 

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