indie italiano

New Indie Italia Music Week #65

Vorrei che queste note le cantassi nella doccia che le mie parole siano gocce sul tuo collo.

Canzoni Tristi, Fast Animals and Slow Kids

La musica lava via le lacrime, pulisce il ncuore, rinfresca la mente. La sua delicatezza accarezza il nostro corpo invadendolo di nuova luce.

Quale canzone , tra le nuove uscite della settimana, selezionata dai nostri editor Alessandra, Nicolò, Salvatore, Ilaria, Vernante, Sara, Elena, Benedetta, Filippo, Federica, Carlotta e Vincent sarà la vostra salvezza?

 

IRA (Album)

Se “IRA” fosse un luogo, sarebbe una stanza resa nebbiosa dalla macchina del fumo, dove ispirazioni e lingue diverse si baciano, si intrecciano, litigano e fanno pace. Con il suo ultimo lavoro Iosonouncane più che un album regala un’esperienza: 1 ora e 50 di trip in un luogo oscuro che invoglia a esplorarne gli angoli e i significati nascosti.

Oltre alle infinite sonorità (tra techno, jazz, psichedelia e Radiohead…) a rendere tutto criptico e intrigante intervengono i testi, scritti in una lingua mista tra inglese, spagnolo e francese. Parole strascicate, lontane, pronunciate volutamente nella nebbia.

Il risultato sono 17 tracce, più cupe rispetto alle cugine del precedente “DIE”, che al primo ascolto rendono chiaro il mastodontico lavoro di composizione e arrangiamento, che a Iosonouncane è costato giusto un po’ di tempo (6 anni) e fatica. Un parto musicale, come lui stesso ha ammesso, anacronistico nella nostra era del “tutto subito” e della velocità. Che dite ne è valsa la pena?

(Vernante Pallotti)

Iosonouncane: 8

 

Carlito’s Way

Dopo aver consumato il tasto play ascoltando “Contro”,  “Doppler” e “Non esiste amore a Napoli”: Tropico, ci regala un altro pezzo da amare, da consumare. 

Siamo astronauti nel traffico in cerca di un nuovo mondo sul quale plasmare una nuova realtà fatta dei ricordi che ci meritiamo, in cui il vento che ci accarezzerà sarà cadenzato dai tuoi sguardi. Contrabbandiamo ombre con l’intento di ingannare la notte. Non ci saranno ombre nel mondo che verrà, così da non dover volgere lo sguardo dietro i passi che ci precedono. E se dovesse finire come in Carlito’s Way saremo già pronti a vivere una nuova avventura. 

L’estate del 2021 si prospetta carica di emozioni intense, e l’ultimo pezzo di Tropico, si candida ad essere la colonna sonora delle notti di quelli come noi, appesi alla luna, in attesa di uno nuovo slancio, di un nuovo sole nel quale abbandonarsi pero intimare ALT! al passato.

(Salvatore Giannavola)

Tropico: 8,5

 

Bingo (Album)

Immaginate Margherita Vicario che, seduta tra i personaggi incredibili che si incontrano la notte in una sala bingo, completa piano piano la sua scheda di numeri. Ogni numero è una canzone, un tassello della sua storia degli ultimi tempi, mentre il titolo dell’album annuncia che è arrivato il suo momento di gridare «Bingo».

Così come il bingo è un luogo multiculturale, punto d’incontro tra persone di età, luoghi e tradizioni diverse, il progetto, prodotto come sempre dal buon Dade Pavanello, è pieno di atmosfere, generi, sonorità. La sua voce vola tra rap e ballad e ci porta in giro per feste di paese, circhi, villaggi turistici, luoghi esotici.

È l’ennesima riconferma della poliedricità dell’artista, che sa trattare temi importanti come la religione, il femminismo, il denaro, senza mai perdere la sua sfacciataggine e ironia. Margherita è così: ha una marcia in più, è un mondo nuovo e siamo solo in attesa di esplorarlo.

(Vernante Pallotti)

Margherita Vicario: 9

 

Vabeh

Una canzone che riporta negli anni Ottanta, quella di Blumosso, dal titolo “Vabeh”, e che continua la saga iniziata con “Nordest”.

“Non so se sei tu o se nemmeno mi conosci”, queste le parole in “Vabeh” che risuonano nelle nostre teste come un canto risoluto e rassegnato di chi ormai ha capito che l’unico modo per capire la vita è non concentrarsi sulle delusioni ma prenderla con filosofia.

Blumosso stavolta si propone al pubblico con una canzone leggera e leggiadra che ci fa cantare, magari anche ballare, spazzando via tutto quello che di negativo c’è nei nostri pensieri.

(Ilaria Rapa)

Blumosso: 7,5

 

Cronaca nera e musica leggera (EP)

“Cronaca nera e musica leggera” sembra un libro ma è un vinile, sembra un qualunque EP di musica leggera ma in realtà l’unica cosa leggera è la grammatura del disco.

Insomma, stavolta i Ministri l’hanno proprio pensata fin nei minimi particolari, basti partire dalla copertina: guardatela bene, cosa vi ricorda? Dai su, i libri di filosofia e letteratura dell’Einaudi non vi dicono niente? Ebbene, i Ministri per racchiudere quello che per loro vuole essere un omaggio alla loro vita pensata (e cantata) lo hanno fatto proprio scegliendo di pubblicare il loro ultimo lavoro proprio come se fosse un manuale di quelli che impolverati e un po’ ammuffiti leggevamo prima di un esame: come si fa quindi a non affezionarsi già alle quattro canzoni del disco?!

(Ilaria Rapa)

Ministri: 8

 

Cicatrici

“Sarà che ci hanno disegnato dalle cicatrici, e poi hanno appeso al muro solo le cornici”.  I Lost Kids cantano del disagio e dei sorrisi capovolti, dei momenti bui a cui segue la luce che illumina il tunnel. Ognuno trova il modo per dare luce alla propria oscurità, c’è chi sceglie la scrittura, chi invece, come i Lost Kids, sceglie la musica come ancora di salvataggio.

Eppure, come ricorda il giovane duo romano, potranno disegnarci addosso tante cicatrici, ma l’importante non è nasconderle…anzi, la cosa migliore non può che essere appenderle al muro agghindate da una cornice!

(Ilaria Rapa)

Lost Kids: 7,5

 

Scappa

Scappare non può mai essere la soluzione se vogliamo correre via dai pensieri che vivono dentro la nostra testa. Questa contraddizione è tipica dell’essere umano che preferisce sempre cercare una via di fuga piuttosto che sedersi ad un tavolo e cercare un dialogo con se stesso. Ci lasciamo guidare da un istinto di sopravvivenza, lasciandoci soffocare da un flusso di emozioni che ci annebbia la vista e che può provocare un senso di frustrazione e paura.

Correre via diventa la soluzione più facili anche se non è quella più logica, soprattutto se ci teniamo addosso tutto quello che in realtà avremmo dovuto abbandonare a terra, come se fosse un peso che ci schiaccia verso il basso

(Nicolò Granone)

Alessandro Furlan:7,5

 

Bye bye

Un arrivederci ha il sapore di una triste consapevolezza: è un addio non dichiarato! Quando ci incontreremo di nuovo? Succederà davvero? In quale vita?

“E aspetto troppo, mi sto perdendo, e non mi calmo se ci sei te”

Il solo pensare di incrociare lo sguardo di chi ha avuto un ruolo importante nella nostra vita, ora lontano, è un peso che ci portiamo dentro. Un peso silenzioso tanto che “mi mandi di fuori testa”.

Arriverà il momento in cui “ballerò un lento senza pensare a te” tra braccia estranee di un nuovo amore. “Ti saluto. Bye bye”.

(Alessandra Ferrara)

Spinelli: 7,5

 

Italia ’90

Erano gli anni dei rientri in casa in tempo al coprifuoco imposto dai genitori. Erano gli anni di Schillaci e “di quando cantavamo Ramazzotti e Ligabue e tutto ci sembrava straordinario”. Erano gli anni della lotta alla mafia e “tuo padre che urlava ad Andreotti sul tg”, erano gli anni del giornaletto più ambito dalle adolescenti, “Cioè”.

“Italia ’90 e il mondo è in rivolta”: un decennio di cambiamenti sociali, politici e tecnologici dove un gol di Baggio regalava un sorriso sincero!

(Alessandra Ferrara)

Maffei: 7

 

Coraggio

La storia della nostra vita sembra il copione di un film da seguire se si vuol vincere un ambito premio: carriera scolastica, ricerca di un lavoro, matrimonio, figli, attesa di passar a miglior vita.

Vogliamo davvero accontentarci di essere dei soli esecutori di battute e comportamenti? O vogliamo essere i registi della nostra esistenza?

“Ci vuole coraggio per andare contro vento e andare contro il mondo e tutto in un secondo”

La strada potrebbe essere lunga ed insidiosa, ma “zaino in spalla, piedi a terra”.

(Alessandra Ferrara)

Paolo Secchi: 8-

 

Pensieri sbagliati

La prima volta che si è esibita sul palco di X Factor, aveva già fatto intendere che non avrebbe proposto un genere musicale canonico: cmqmartina nasce da un mix di influenze di elementi che, apparentemente, sembrano essere distanti tra loro.

Con “Pensieri sbagliati” continua il suo percorso tra elettronica e dance, rievocando, ancora una volta, un’atmosfera tipicamente anni ’80 e ’90, infatti, durante l’ascolto, se si chiudono gli occhi, ci si immagina in una discoteca, con luci stroboscopiche che illuminano la pista e gente con un abbigliamento eccentrico che si muove a ritmo di musica.

Considerando la sua giovane età, ha dimostrato coraggio, lanciando un progetto musicale innovativo e facendo parlare di sé.

Possa piacere o no, cmqmartina non è un copione, non è la solita minestra riscaldata, è una ventata d’aria fresca tra artisti sempre più omologati tra loro.

(Elena Caggia)

cmqmartina: 8

 

2 Accordi

Il brano “2 accordi” preannuncia un album molto interessante, che racconterà la storia di 9 personaggi differenti tra loro, ognuno con il proprio vissuto e con le proprie esperienze: Francesca è la prima protagonista, “È una caterpillar, una di quelle donne speciali, una donna forte che non legge le storie, ma le fa” – racconta Molla.

Nel testo rammenta quei sabato sera di una noia mortale, quella volta in cui sentì il grande Jova per la prima volta e non riuscì a dormire tutta la notte, o ancora, richiama alla memoria quella volta in cui dichiarò il suo folle amore alla città di Milano.

È un pezzo che viaggia in un passato lontano, che rievoca momenti che non torneranno più ma che l’autore ricorderà per sempre.

(Elena Caggia)

Molla: 7,5

 

SPACCOTUTTO

SPACCOTUTTO è il nuovo singolo dei Legno, la cui identità tutt’ora resta un mistero. Di loro sappiamo solo che sono toscani, che gli piace indossare scatole in testa, ma soprattutto che musicalmente non sbagliano un colpo.

Quest’ultima canzone divide la testa di chi l’ascolta in due. Da una parte la musica, con sintetizzatori, ottoni e fischiettii vari, con delle sonorità felici che ti fan venire voglia di passeggiare sorridendo a chiunque ti si pari di fronte. Dall’altra invece il testo, che ci canta di quanto sia difficile e a tratti snervante cercare di dimenticare una persona che continuamente ci ferisce e allo stesso tempo non volerla dimenticare affatto. Persa la pazienza e la lucidità l’unica cosa che resta da fare è spaccare tutto.

I Legno sono quindi promossi a pieni voti, rappresentano una ventata d’aria fresca nel Pop che spesso è penalizzato perché ritenuto troppo commerciale. Saper suonare bene il Pop non è di certo roba da poco.

(Filippo Micalizzi)

Legno: 8

Sette Vite

A volte pensiamo che attraverso l’esperienza potremmo riuscire a districarci nel tortuoso sentiero della vita, ma forse anche  davanti a situazioni già vista tendiamo a comportarci sempre allo stesso modo, anche se sappiamo che stiamo commettendo ancora una volta e di nuovo lo stesso errore.  Non abbiamo capito ancora il perchè ma non è raro che tendiamo ad autosabotarci, complicando la nostra felicità con problemi inutili e fittizi. 

Se potessi vivere Sette Vite commetterei sempre gli stessi sbagli e mi accorgerei solamente troppo tardi di quello che avrei dovuto fare e non ho fatto. 

Quanto è vero che se non prendessi schiaffi

Senza mai capirlo ne darei altrettanti

Quanto è vero che pensare sempre ai soldi

Mi fa avere fame e mi fa ingrassare

Mi fa vomitare, smettere di amare

Di volermi male, ma cosa dovrei fare?

(Nicolò Granone)

Marco Giudici: 8-

 

Come LeBron James

A volte il tempo che trascorriamo con una persona sembra non bastare mai. Potremmo passare ore abbracciati al buio, mangiando sushi e guardando l’Nba mentre il nostro amore vola in alto con i salti di LeBron.

Jovine e La Zero con “Come LeBron James” descrivono la perfezione di un attimo con un pezzo romantico e dalle sonorità chill-out che proietta l’ascoltatore al centro degli scenari e delle fantasie evocate dal brano in cui le barre di Jovine si amalgamano perfettamente alla dolcezza della vocalità de La Zero.

(Salvatore Giannavola)

Jovine, La Zero: 7

 

VƎRSO (EP)

“VƎRSO è la direzione in cui guardo, è tutto quel che mi succede ‘nel mentre’”. VV ci fa vedere che la parte più importante di un viaggio non è tanto il punto di partenza o di arrivo, ma è tutto ciò che si prova mentre si va verso.

Si parte con Oh no! dedicata a qualcuno da cui ormai sentiamo di doverci allontanare perché sappiamo già che finale aspettarci, quindi ce la squagliamo in moonwalk. Passiamo all’energica Paranoia in featuring con Memento – conversazione tra amici su tutto ciò che ci frulla nella testa – e alla romantica Pizzaboy, con i litigi da innamorati, offesi sul divano, che è più triste Milano se non ci parliamo più.

In tema d’amore, Collirio esprime quanto sia straziante a volte dire fine, quanto fa schifo, benché sia l’unica parola in grado di mettere un confine. Il Giusto descrive quanto sia difficile stare nella media, in equilibrio, rientrare nella statistica, quando poi il giusto è solo una questione di gusto. Chiudiamo con Non ti vedo più, canzone meravigliosa, da cantarsi allo specchio, da dedicarsi come una nostalgica poesia d’amore, perché esprime perfettamente la sensazione di cambiare e di non trovare più quell* che credevamo di essere.

Se uno dei grandi pregi della musica è non farci sentire mai soli, VV si mette a nudo centra il punto alla grande.

(Benedetta Fedel)

VV: 8,5

 

Champagne (Male Male)

L’ultimo capitolo di una storia, la chiusura di un cerchio. Così Leo Pari descrive “Champagne (Male Male)“, un’ultima canzone prima di godersi una generosa cassa di champagne e i puntini di sospensione dopo un chissà che più criptico di cos’ non può essere.

Champagne (Male Male) è una canzone per bambini o per trentacinquenni col cuore spezzato.

Passa il dolore, passa la felicità, passa l’amore ma non passa di qua”.

Quante volte ci siamo sentiti esclusi da un amore così vicino ma così irraggiungibile. Come se fossimo seduti sulla banchina di una stazione e vedessimo la felicità passare senza poterla fermare o anche solo toccare.

Leo Pari queste sensazioni le canta e le parole arrivano dirette, riuscendo a toccare i tasti giusti.

(Sara Pederzoli)

Leo Pari: 8

 

Colpo di scena 

“Colpo di scena” è il nuovo brano di Golden Years, che con la sua produzione trasporta l’ascoltatore in una dimensione cinematografica. Le parole di Gregorio Sanchez poi, descrivono quelle situazioni in cui non si vuole essere coinvolti. Quelle volte in cui il destino gioca brutti scherzi e ci si trova incastrati in un posto quando vorremmo essere da tutt’altra parte. 

Il testo e la melodia dialogano perfettamente con la parte strumentale e ci sembra quasi che il pezzo rimanga sospeso in una dimensione parallela; come se le immagini fossero direttamente proiettate su uno schermo. 

(Sara Pederzoli)

Golden Years ft. Gregorio Sanchez: 7,5

 

Pianta e uragano

Mai come nell’ultimo anno i rapporti umani sono stati messi a dura prova. Chi l’avrebbe mai detto che, dal nulla, ci saremmo ritrovati in una dimensione in cui condividere, provare emozioni e vivere la naturale quotidianità tramite uno schermo? 

Abbiamo assistito alla disintegrazione di alcuni rapporti, ci siamo riscoperti creativi ma anche fragili e, con difficoltà, ci siamo accorti quanto certi rapporti riescano a sopravvivere, persino ad una pandemia, volando all’unisono al di sopra di ogni ragione. E se siete ancora titubanti su questo piccolo miracolo, allora dovete ascoltare le parole di Esdra Sciortino, in arte ESDRA, un piccolo fiore punk che ha tanto da dire.

Pianta e uragano, racconta l’artista palermitana, ruota attorno al concetto del riconoscersi anche a distanza di secoli: due anime che si incontrano ciclicamente e la cui connessione riesce ad affrontare il susseguirsi delle epoche e degli eventi anche più catastrofici, uscendone sempre indenne e potente come alle origini dell’universo. 

Una delle particolarità del brano è quella di sentirlo come vivo, estrapolato da un profondo sentimento, qualcosa che un tempo è stato vero e tangibile, poi forse si è perso nel tragitto per ritornare ad essere roccia. 

Una canzone senza tempo e che schiva ogni melodramma, invitandoci a vivere e scoprire cosa c’è là fuori senza perdere tempo, con un intro che da subito fa capire le sue intenzioni: rimanere nel cuore di tutti.

(Federica Vinciguerra)

ESDRA: 8

 

What is Reality

Gianluca Todisco è un artista poliedrico, cresciuto artisticamente tra l’Italia e gli Stati Uniti (New York), che negli ultimi anni ha fatto della sua prolificità artistica un marchio di fabbrica.

Il suo nuovo brano “What is Reality” è uscito il 14 Maggio su tutte le piattaforme e gli store musicali, il visual è gia su Youtube. E’ una ballata uptempo con sonorità Pop Latin, bilingue Italiano/Inglese.

La canzone è un viaggio attraverso l’introspezione dei nostri sogni, le nostre speranze, le nostre paure più profonde. Una caduta libera nella mente, nel cuore, nell’anima. Un posto dove mettiamo a fuoco e manifestiamo la versione più vera di noi stessi, senza limiti, paure, debolezze, dove togliamo quella “maschera” che indossiamo per autodifesa. Un messaggio molto importante che Gianluca cerca sempre di condividere con le persone che lo circondano, il non essere i propri pensieri, il non essere le proprie paure.

(Vincent Hank)

Gianluca Todisco: 7,5

 

The Ghost of my Past

Malleabile e resistente come la plastica. Divisa tra forma e contenuto come Giano Bifronte, divinità adorata dai Romani. Laura Gismondi, in arte La Plastique, non la puoi contenere, né cercare di capire fino in fondo. La sua musica è ricca di contrasti e in continua evoluzione. Se fosse un filosofo, probabilmente sarebbe Kant, ma potrebbe cambiare idea molto presto. Un’artista che non teme il cambiamento, anzi lo abbraccia e ne fa un segno di stile. Il suo singolo di debutto si chiama “The Ghost of my past”, ed è sia un traguardo che un punto di partenza.

(Carlotta Santigli)

La Plastique: 7

 

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