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New Indie Italia Music Week #64

Siamo alla 64esima settimana consecutiva di New Indie Italia Music Week ma ogni volta è come rivivere le emozioni del primo appuntamento. Ascoltare gli inediti e poter attingere dalla vivacità artistica e compositiva che pullula lungo lo stivale, è per noi linfa vitale.

Le canzoni hanno il potere di solcare il viso con fiumi di lacrime amare o di sorrisi smaglianti.

Scopri le migliori uscite della settimana selzionate dai nostri editor Alessandra, Salvatore, Ilaria, Vernante, Benedetta, Elena, Federica e Filippo!

 

Paesaggio dopo la battaglia (Album)

Luigi Ghirri è stato uno dei fotografi più influenti del Novecento. Ha esplorato temi come l’immagine naturale e artificiale, l’ambiguità del paesaggio contemporaneo e l’immaginario del consumo. Non è un caso che una sua foto inedita sia la cover di “Paesaggio dopo la battaglia”, il nuovo album di Brondi: i temi delle 10 tracce sono affini a quelli dei paesaggi silenziosi e metafisici di Ghirri.

Vasco si riconferma poeta nella sua abilità di trovare la musica e le parole giuste per narrarci la nostra stessa condizione, che difficilmente riusciremmo a spiegare da noi, immersi nel vortice del presente. Quest’album ha il valore di un testo storico perché contiene riflessioni lucide sul periodo che stiamo attraversando, al punto tale da sembrare provenienti dal futuro.

Brani sinceri come sussurri in un confessionale, dichiarazioni fatte a testa alta con il cuore in mano, lasciandosi trasportare dall’istinto e dalla musica. Tanta nostalgia, che è il marchio di fabbrica dell’autore dai tempi delle Luci della Centrale Elettrica, ma anche una vena di speranza, che possiamo trovare in tutto ciò di è vero, naturale e sacro è rimasto.

Non basteranno “26000 giorni” di ascolto per esplorare tutti gli strati di quest’opera, ma un’occasione interessante per parlarne ci sarà. Brondi ha programmato una tour tra le università di filosofia, filologia, psicologia e lettere, per togliere la polvere dalle menti e scavare insieme alla ricerca del significato delle cose.

(Vernante Pallotti)

Vasco Brondi: 9

 

Il mondo nuovo

“Quando la felicità non la trovi, cercala dentro”, si dice. “La felicità è reale solo se condivisa”, si legge altrove. Beh, tutto sicuramente vero, ma quando questa verità diventa realtà? Soltanto quando la si sperimenta sul proprio corpo, un po’ come è accaduto a Bianconi, che in assenza di stimoli esterni è stato “costretto” a ricercare dentro di sé l’ispirazione, bella oppure no, per la scrittura del suo nuovo singolo “Il mondo nuovo”.

Il brano, che riprende l’omonimo libro di Huxley, non a caso ci riporta in quelle stesse situazioni oniriche e distopiche. Un luogo asettico e incellofanato da cui però nascono i fiori. Come è possibile? Chiedetelo a Bianconi e vi risponderà che tutto è possibile se abbiamo il coraggio di guardarci dentro.

(Ilaria Rapa)

Francesco Bianconi: 8,5

 

C’eravamo quasi (Album)

Era il 2017 quando il giovane cantautore Federico Fabi esordì con “Io e me x sempre”, album del cantautore romano che attirò l’attenzione degli addetti ai lavori, ma soprattutto del pubblico. 

A distanza di ben 4 anni abbiamo il piacere di scoprire l’evoluzione e lo sviluppo dell’intenzione cantautorale di questo autore che sotto l’ala protettrice dei talent scout di Asian Fake, ha rilasciato il suo secondo album: “C’eravamo quasi” composto da 8 singoli caratterizzati da sonorità tipiche del nuovo pop capitolino: eleganti, leggere e sognanti. Incontri e innamoramenti che si consumano tra le vie di Roma e che trovano una perfetta trasposizione all’interno delle tele affisse nelle stanze di Federico Fabi; cantore di amori metropolitani che a volte necessiterebbero di apposite istruzioni pero essere vissuti al meglio.

“Se devi scrivere una canzone scrivila sulla mia schiena”

Relazioni fatte di contatti reali, di scambi di lacrime, di raffreddori che non passeranno mai e pelle che sbocciano e sfioriscono tra le stagioni di Roma.

(Salvatore Giannavola) 

Federico Fabi: 7,5

 

Minicanzoni

Tutte le canzoni sono inganni degli uomini e nascondono violenze di millenni sulle donne, quindi amor ch’a nulla amato amar perdona…vaffanculo al tuo ragazzo.

Con questa perla i Tonno e i Giallorenzo mettono subito in chiaro l’intento dissacratore del loro pezzo “Minicanzoni”.

Il testo è sospeso tra il nonsense tipico dei Tonno e tutti i sensi che possiamo trovare nelle suggestioni delle parole urlate. Tornerò a essere superfelice quando tu guarirai, ad esempio, non vuol dire niente, ma vuol dire anche tante cose, specialmente oggi.

E così voliamo per un attimo in un’altra dimensione, trasportati dal guazzabuglio di suoni e disturbi, tra le chitarre elettriche e le vocine pitchate. Da ascoltare in periferia, magari mentre si è incazzati neri e si vaga in auto, girando attorno a una rotonda senza via di uscita.

(Vernante Pallotti)

Tonno ft. Giallorenzo: 7,5

 

Faccia Tosta

Mi volto per cercare il tuo volto, lo sai che c’è la guerra tra l’Iraq e il Nagorno; lo so, chi copia bene nasconde le fonti e non mi stupisco se qui cadono i ponti.

Fuori c’è una vita talmente complessa che incasina persino le parole che usiamo per raccontarla. Eccetto per Tutti Fenomeni, l’artista di cui abbiamo bisogno per raccontare l’aria che tira, senza giri di parole.

Tutti Fenomeni è emerso dall’universo del lol rap, un fenomeno inspiegabile che in Italia è mutato molto, passando da rap con testi demenziali e parodistici ad un genere sempre meno “lol” è più deciso a farsi prendere sul serio. Certo, non è venuta meno l’ironia, ma senza dubbio ha perso la demenzialità becera, riuscendo nel difficile compito di realizzare qualcosa che potremmo continuare ad ascoltare anche quando finirà di farci ridere. Giorgio Quarzo Guarascio, questo il nome del rapper di Monteverde, ha fatto breccia nei cuori dei Tauro Boys con cui collabora da sempre e con cui condivide lo stile e i testi. Tuttavia, rispetto al trio, si spoglia ancora di più dei formalisti trap, grazie anche alla produzione curata da Niccolò Contessa, risultando così molto più semplice prenderlo sul serio.

Nel suo ultimo singolo, Faccia Tosta, la forma di lol rap fa trasparire anche una consapevole paranoia, tra inadeguatezza e nausea verso ciò che ci circonda. Ti riempie di domande a cui non è necessario trovare risposte; accende l’immaginazione; fornisce un affresco generazionale in cui tutti, lui compreso, ci identifichiamo.

(Federica Vinciguerra)

Tutti Fenomeni: 8,5

 

La fine

Ma cosa ci dobbiamo dare se nella vira l’amore finisce?

Le (belle) storie d’amore – anche se è difficile da ammettere – hanno un inizio ed una fine, che arriva quando non ci avremmo mai pensato, spesso per consunzione. Questa strana legge naturale è valsa anche per i Canova, band che per anni ci ha accompagnato riportando i pensieri ed i tormenti della nostra generazione confusa ed offuscata.

Ma come canta Mobrici “sembrava la fine”, perché il volgere al termine di un’epoca segna sempre un nuovo inizio. La fine è stata scritta lo scorso autunno e arriva dopo “TVB” e “20 1000”, brani che hanno aperto la strada al nuovo percorso del cantautore milanese.

Una canzone cruda e malinconica dedicata ai Canova ma anche a noi, semplici ascoltatori che spesso abbiamo bisogno di sentirci dire che una soluzione c’è sempre, anche nei momenti più bui.

(Federica Vinciguerra)

Mobrici: 7,5

 

L’ultima notte

Caldo estivo, sabbia tra i capelli, notti in spiaggia con un drink in mano mentre si guardano le stelle: l’ultimo singolo di Ariete è il racconto di una storia d’amore, nata durante la bella stagione.

L’artista romana sta muovendo i suoi primi passi con l’etichetta Bomba Dischi e sembra stia percorrendo la giusta direzione.

Il brano rievoca le sensazioni tipiche di una cotta estiva, quando immersi in un vortice di emozioni, si spera che la vacanza non finisca mai e che la magia non venga interrotta dai doveri della vita quotidiana.

Non a caso, il brano è la colonna sonora del teaser trailer che ha lanciato la nuova stagione della serie tv “Summertime”, in onda su Netflix dal 3 giugno 2021.

Con una voce immediatamente riconoscibile, una scrittura semplice e schietta, Arianna ci ha convinto anche questa volta!

(Elena Caggia)

 Ariete: 8

 

Indelebile

Come le vecchie foto, anche i ricordi più importanti sbiadiscono nel tempo, i dettagli perdono colore e vivacità, distorcendo ciò che è stato.

La soluzione per mantenere un ricordo vivo ed eterno? La musica.

Fasma in “Indelebile” sostiene che l’unico modo per continuare a ricordare sia avere delle prove, delle testimonianze, raccontate in un libro o in una canzone che sono come inchiostro sulla pelle, impossibile da cancellare.

La musica custodisce i nostri segreti, le nostre emozioni e i nostri ricordi più preziosi e noi non ne potremmo mai fare a meno.

(Elena Caggia)

Fasma: 7,5

 

Grande blu

Ritorna Enne con un nuovo singolo, il cui titolo rimanda ad un oceano o, forse, a quella striscia di mare che taglia il mondo verticalmente nel celebre manga One Piece.

L’artista è perso negli occhi cristallini della sua amata, dichiarando di aver scoperto nel suo sguardo il noto Grande Blu.

Cerca in ogni via della città, in ogni singolo angolo, qualcosa che potrebbe ricordagli di lei e farebbe di tutto per poter ascoltare, ancora una volta, quello stupido racconto davanti ad un cocktail.

(Elena Caggia)

Enne: 7,5

 

Anatomia cristallo (Album)

Per comprendere e analizzare perfettamente il primo album degli Iside bisogna metterlo controluce, come si farebbe per studiare l’anatomia di un cristallo. Anche gli Iside, infatti, si mostrano nella loro chiarezza e limpidità, svelati come non mai, lasciando a noi l’arduo compito di scandagliare i loro pensieri più profondi attraverso le 14 tracce che compongono “Anatomia cristallo”.

Titoli scritti quali in capslock, quali in minuscolo, ma tutti accompagnati da una V e da un numero, alcune corrispondono a un voltaggio, altri sono sigle che indicano ora la potenza di un drone ora di una chitarra elettrica. Insomma, abbiamo capito che nonostante gli Iside si siano mostrati solo apparentemente in modo cristallino, in realtà per comprenderli veramente abbiamo la bellezza di 14 rebus da risolvere!

(Ilaria Rapa)

Iside: 8

 

Falchi

Predatori come solo i rapaci sanno essere, liberi e volatili come i falchi: così si mostrano i Moca nel loro ultimo singolo, che proprio come i rapaci, anche stavolta hanno saputo rapire la nostra attenzione e curiosità indirizzando il nostro sguardo e le nostre orecchie verso il loro nuovo singolo che sa già di hit.

Impossibile non resistere ad ondeggiare dopo aver premuto play, così come è impossibile cercare di liberare i due cuori in gabbia di cui ci cantano i Moca. Una storia d’amore e ribellione che seppure non si sappia se avrà o meno un lieto fine, almeno ci farà sicuramente ballare.

(Ilaria Rapa)

Moca: 7,5

 

Dio esiste

Comprendere che siamo degli esseri umani liberi quasi come gli animali selvatici ci è davvero difficile! Lo “libero arbitrio” cantato dal Sommo Poeta è ciò che dovremmo esercitare e che ci mette in una condizione di privilegio rispetto a quest’ultimi. Dio esiste e sei tu. Sei tu che ti svegli la mattina e decidi di non fare un cazzo. Sei tu che sbagli, cadi e ti rialzi. Sei tu che scegli chi ti fa star bene, chi ti fa risplendere, chi ti fa incazzare!

Non è lui che ti chiude le porte, sei tu che non trovi le chiavi.

(Alessandra Ferrara)

Inigo: 8

 

Scossa

Quante volte abbiam pensato rischio di perdermi rimanendo paralizzati al solo pensiero di reagire? Il cercare la scossa di cui abbiamo bisogno non è immediato: prima c’è sempre un momento di totale black-out nel significato proprio del termine.

Siamo privi di energia, ci lasciamo quasi uccidere dai nostri pensieri: ho tre persone dentro me che non decidono mai!

Ma la “quiete dopo la tempesta” è stata sempre lì davanti il nostro sguardo distratto. Ci basta solo aprire gli occhi!

(Alessandra Ferrara)

Spumante: 7,5

 

Frammenti (Ep)

Ora sto qui son le 6 di mattina, bevo Americano: siamo sempre in attesa di ? Un amore, una gioia, uno schiaffo? Cosa cerchiamo? In fondo non lo sappiamo neanche noi, ma vivere quella condizione del sentirsi “appesi” ci piace, è comoda per certi versi.

Attendi che sia il vento a portati li, a volare su: dovremmo farci cogliere da quella folata per immergerci nel vortice di noi stessi. Guardami sono un uomo nuovo.

Nel loro Ep, i Frammenti riflettono sul fatto che neanche l’amore, l’innamorarsi sia una soluzione. Ho fatto i salti mortali per farmi abbracciare, mi hai usato come un’aspirina. Appena passato il dolore hai bruciato il mio cuore come benzina e gettato il mio cuore in una latrina!

(Alessandra Ferrara)

frammenti: 7,5

 

Amaranto (Album)

L’Amaranto è un colore aspro, ma infinitamente dolce come una ciliegia. I nostri occhi brillano alla sua vista anche se ho perso i miei ricordi in un negozio di cose inutili; le nostre papille gustative vorrebbero addentarla con veemenza anche se ti mordo so che poi mi sgriderai.

Le ciliegie sono un po’ come l’amore un sentimento che contemporaneamente ci fa correre tra i panni e quando è tardi sembriamo fantasmi, ma ci fa lottare finché crolliamo tra vetri rotti e polvere.

Il gusto dell’amore pervade la nostra bocca di dolcezza e di amarezza: aspettami che non voglio scivolare, la notte è in bilico sulle staccionate.

(Alessandra Ferrara)

Piccolo: 8,5

 

Maledetta paranoia

Ci sono tanti modi per parlare di paranoia, ma farlo su un sottofondo R&B dà tutto un altro sapore alla faccenda.

Nel nuovo singolo di Bleu Smith, in featuring con Rokas, la paranoia diventa un’amante crudele da cui torniamo la sera. La ritroviamo nel letto, ci dormiamo sopra e la sentiamo dentro al collo.
In una scena decadente, su uno sfondo di panni sporchi nel cesto da giorni e frigo vuoto come al solito, sentiamo tutto il suo peso, come avessimo mille sassi nelle scarpe.

Un peso che però è controbilanciato dalla leggerezza dei bassi e del clavinet, di tutta la musica che si ritrova spesso ad essere l’unica altra amante capace di cacciarla via.

(Benedetta Fedel)

Bleu Smith e Rokas: 8

 

Nel mentre (Album)

Maggio è un mese di transizione, un corridoio da percorrere tra la stanza della primavera con tutte le sue allergie e quella dell’estate che, almeno in teoria, dovrebbe significare spensieratezza.

Maggio (stavolta l’artista) con quest’ultimo lavoro, rappresenta esattamente il mese che stiamo percorrendo.

Inizia cinico, distaccato e con una leggera frustrazione, per poi riprendere coscienza durante il cammino. Basta piangersi addosso, bisogna solo armarsi di coraggio e andare avanti.

L’occhio vuole la sua parte di coraggio. Aprirsi a un raggio di passaggio, perché è tardi per frignare, nessuno ti aspetta. Spetta a te….Aprire un occhio”

(Filippo Micalizzi)

Maggio: 8+

 

Evoluzione (Ep)

Scrivere canzoni è facile. Scrivere belle canzoni, invece, è difficile.

L’ep di The Andre è un viaggio la cui personale Evoluzione non sembra una linea dritta, ma più un cerchio, uno schizzo libero. E anche se ogni pezzo è un mondo a sé, soprattutto per quanto riguarda la musica, il comune denominatore è un sarcasmo sottile e singolarmente acuto che pervade l’ep e tiene insieme il tutto.
Captatio Benevolentiae, proprio come vuole la retorica, è destinata agli ascoltatori.

Ma più che per accattivarsi la loro simpatia, l’artista ci avvisa di quello che possiamo aspettarci da lui con la massima sincerità e ironia. Si passa ad una polemica più pungente in Scimmie, in cui sembriamo non esserci mai evoluti, incastrati nei nostri divani, perché poi, chi ha voglia di farla la rivoluzione? Boccaccio, sullo stesso filone, incastra i piani temporali, 1348 e 2021, mostrando che facciamo schifo adesso come prima, ma almeno prima era un po’ più facile chiudere la rima. Dostoevskij ci ricorda che non possiamo avere controllo sul nostro futuro, tantomeno sui sentimenti, e non possiamo sapere se quello che viviamo è finzione, un gioco d’ombre, quindi tanto vale forzare la fortuna dall’interno e vivercela.

Scrivere canzoni può sembrare facile. Emozionare, invece, è incredibilmente difficile.

(Benedetta Fedel)

The Andre: 9

 

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