Spesso facciamo finta che tutto vada sempre bene, addirittura preoccupandoci, forse per pulirci la coscienza dei problemi degli altri, magari per rispondere con uno stupido: “Non ti preoccupare, andrà tutto bene!”
Questa frase io la odio perchè mi sa di cazzata perbenista, detta tanto per dire e ogni volta che la sento mi viene il nervoso. Probabilmente la stessa reazione ce la potrebbe avere 99paranoie, che con il suo nuovo disco “Amnistia” ha scelto di non far finta di nulla ma di tuffarsi dentro ansie e rimpianti, per affrontare la vita con il classico sorriso di chi sa che ne uscirà probabilmente sconfitto, ma allo stesso tempo pieno di una strana felicità.
Con le sue canzoni dimostra, sopratutto a se stesso, di essere un eterno romantico, che comunque sa che questo modo di vivere, è causa di dubbi e dolori, ma che è l’unica soluzione per essere in pace,
Traccia dopo traccia si sfoga fino ad arrivare ad accettare persino i periodi più bui, senza piangersi addosso ma utilizzare gli ostacoli come base per saltare e arrivare più in alto.
Morire con troppi rimpianti.
Perché possono fare male.
Entrambe le cose. Cambiare è inevitabile, tanto vale accettarlo, e trasformare quel cambiamento in opportunità. E comunque il rischio di fallire rimarrà sempre, come in ogni opportunità degna di nota. Anche questo va accettato, altrimenti rimaniamo fermi e ancorati al passato. E infelici. E pieni di rimpianti.
È più facile essere oggettivi con gli altri che con se stessi, anche questo è naturale. Quando cerchiamo di risolvere i nostri problemi invece ci sono di mezzo le emozioni, che per quanto siano splendide, spesso intralciano la risoluzione dei problemi.
Si possono paragonare episodi, periodi, situazioni, stati d’animo dolorosi, ma misurare il dolore non credo si possa ancora fare.
Si, anche un sacco di opportunità però.
Comunque in linea di massimo dipende da quanto peso gli diamo. Se uno non gli dà peso problemi non glieli crea.
Più si è introspettivi e autocritici e più è difficile.
Le persone superficiali sono sempre contente di loro stesse.
In passato Direi Dargen D’Amico, per lo stream of consciousness che utilizzava. Oggi non saprei indicare il più introspettivo in assoluto, però tra quelli che ascolto forse Tedua, Daytona KK, Nerissima Serpe, Tony Boy
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