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Generic Animal: “Benevolent vive dentro di noi” | Indie Talks

L’essere umano ha al suo interno diversi mostri che combattono per convivere in armonia cercando di raggiungere insieme la strada per la felicità. Generic Animal ha scelto di esplorarsi dentro il suo nuovo album “Benevolent”.

E così ha scoperto di essere i pensieri, i sogni, le paure e la carne di Luca Galizia,  un ragazzo come tanti che deve vivere immerso nella società di oggi, che rischia di essere giudicato ogni volta che fa una scelta. Il mondo ci vorrebbe in un modo, la famiglia in un altro mentre gli amici si divertono a prenderci in giro su come siamo. In questo turbinio di opinioni facciamo fatica a conoscere davvero chi siamo, e magari cerchiamo di sopprimere la nostra essenza per evitare  di vivere con l’ansia di non essere accettati.

In realtà stiamo solamente accettando, inconsciamente di inseguire il bene , stando in realtà male, chiusi nel silenzio dei nostri conflitti.

Un giorno arriverà non lo posso sapere

Io non ci voglio pensare non voglio impressionarmi

PH: GUIDO BORSO

GENERIC ANIMAL X INDIE TALKS

Ti sei mai sentito un mostro?

No un mostro no, una bestia forse alcune volte. Quando uno reagisce di impulso.

A volte è difficile distinguere la differenza tra male e bene?

A volte, ma dipende cos’è il metro di misura del male. Se stiamo parlando di tu che scopri che il dentifricio che hai comprato non era in offerta come pensavi o se stiamo parlando della guerra.

PH: GUIDO BORSO

Fare musica è qualcosa di catartico?

In realtà catartico raramente, magari succede mentre scrivi di sentirti super epico e drammatico e di accorgerti solo alla fine che comunque eri da solo a sentire quella cosa. Anche live devo dire, il pubblico può rendere tutto più o meno catartico.

Perché andare dallo psicologo viene visto ancora come un tabù?

Secondo me sempre meno, anzi forse viene anche abbastanza strumentalizzata questa cosa.

Crescendo aumentano le paure?

Forse non aumentano ma mutano, o comunque cambia il peso che hanno nella nostra vita.

Sei d’accordo che l’essere umano senta costantemente il bisogno di essere rassicurato?

Per quanto ne so, si.

Quando si capisce che “non si vive per sperare”?

Forse mai, a fasi alterne ce ne si rende conto e si fanno piccoli cambiamenti drastici.

La tua idea di futuro era la stessa di quando eri “Piccolo”?

Ci sto lavorando, di sicuro l’uscita del disco semplifica i miei pensieri e le cose che voglio fare.

Nicolò Granone

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