New Indie Italia Music Week #192

Il mondo va più veloce di te, sì. Ma chi l’ha detto che si debba vivere al suo passo? L’umanità si dimena con gesti convulsi, istintivi e nevrotici: non dobbiamo ignorarla, ma allo stesso tempo l’imperativo è: non lasciarsi inghiottire.

Come ogni settimana, eccoci qui, con una nuova dose in parole e in musica, di un farmaco che non alcun effetto collaterale per l’anima, nè tantomeno per il cuore.

Il New Indie Italia Music Week è fuori adesso! Scopri le migliori uscite Indie Italia della settimana con le recensioni della redaz!

Mezzo Secondo

Flavio Bruno Pardini, anche noto come Gazzelle è tornato questo venerdì con il suo nuovo singolo “Mezzo Secondo” in cui, in pieno stile malinconico, torna a parlarci della fine dell’amore tra due persone, al cui interno una delle due persone non vuole accettare l’idea di lasciare andare l’altra persona.

“abbiamo perso il meglio dei vent’anni a pensarci e ripensarci, ma quante stupidaggini”
“scappo da quel ricordo, nemmeno me ne accordo, ho sistemato tutto a posto”

Gazzelle è conosciuto proprio per la sua capacità di esprimere la tristezza all’interno della sua musica facendolo però con una base che oltre a connetterti con le tue emozioni, è capace di non fartelo pesare e questo ci mette a nostro agio, infatti, è un maestro nel farci piangere e sorridere con la stessa canzone. “Mezzo Secondo” è sicuramente un brano molto emozionante ed è uno di quelle canzoni che si possono ascoltare sia da soli nella camera da letto con le cuffiette riflettendo su tutto ciò che è successo, sia condividendola con qualcuno ad un concerto dal vivo: Maciste Dischi, infatti, prima dell’annuncio del brano ha annunciato le date del cantante al Circo Massimo e allo Stadio di San Siro nell’estate del 2025. In seguito a questo brano posso dire che secondo me ne sentiremo e vedremo delle belle.

(Andrei Lepadat)

Gazzelle: 10

Alter Echo (Album)

“ALTER ECHO” è il primo EP ufficiale di Thoé.

Dopo essere stato selezionato da Vevo tra i 20 artisti newcomers del 2023 e la pubblicazione dei singoli “Fiori Stanchi”, “Sobrio, “M’Ama” e “Sinapsi” Thoé, l’eclettico nuovo talento della scena, è pronto per la pubblicazione del suo primo EP, che sarà presentato live al Mi Ami Festival venerdì 24 maggio sul palco Jack Daniels.

Il titolo dell’EP prende ispirazione da una parola particolarmente densa di riferimenti: l’eco, il suono risultante dalla riflessione delle onde sonore da una superficie alle orecchie dell’ascoltatore ma anche il nome di una celebre ninfa della mitologia greca, a cui fu tolta dalla dea Era l’uso della parola, costretta a ripetere soltanto le ultime parole che udiva.

La tracce di Thoè nascono dalla metabolizzazione di eventi che hanno lasciato un segno nel suo percorso, umano e artistico, da tutto ciò che ha avuto per lui una eco, un riverbero. Brani che mettono al centro il potere trasformativo delle avversità, dell’accettazione di se stessi, di rapporti disfunzionali e dipendenze affettive ma anche di una visione del mondo ottimista, in cui ci possa sentire parte di un’umanità interconnessa.

Thoè: 8

dove prima non c’era

Luca Re, giovane cantautore classe 2000, pubblica  il nuovo brano “dove prima non c’era” (prod. By Demona).
Dopo la pubblicazione lo scorso anno di “UMORE”, la trilogia di EP creata dall’artista per approfondire le complicatezze e la bellezza degli stati d’animo umani e la ripartenza nel 2024 con “stavo per perdermi” un inno ad essere e credere in se stessi rimanendo sempre autentici e coerenti con chi si è, Luca Re torna con un brano fresco e leggero, senza perdere la profondità che da sempre
lo contraddistingue. “dove prima non c’era” è una fusione di generi, tra la ricerca del suono e la natura di Luca: c’è l’elettronica, la drum & bass, ma il testo, a tratti ironico e le melodiedella voce, rendono il brano pop.

Luca Re: 8

Uomini Nudi

Il duo pop “Le feste Antonacci” nato nel 2018 e composto da Giacomo Lecchi d’Alessandro e Leonardo Rizzi, in seguito alla pubblicazione dei singoli “Sigarette” e “Bassline”, è tornato con un nuovo singolo chiamato “Uomini Nudi”, prodotto da Fonoprint Records e Panico Dischi e distribuito da Believe. In questo caso il titolo del brano “Uomini Nudi” fa riferimento a tutte le persone che riescono ad essere sé stessi: questi uomini vivono nudi, in contrapposizione con gli “uomini giacca”, ovvero coloro che sono intrappolati nelle proprie realtà e coloro che non hanno una propria identità.

“uomini nudi, creature zoomorfe dalla coscienza espansa, espansione dovuta all’accettazione dell’esistenza in quanto tale.”

“Gli uomini giacca, anche se nati uomini nudi, vivono in un mondo distopico, asfissiante dai cieli di piombo, affollato di altri uomini giacca e macchine antropomorfe, sempre in ritardo, sempre insoddisfacenti, sempre insoddisfatti.”

Esprimendo una contrapposizione tra due mondi, tra due modi di vivere, il duo porta a riflettere sul proprio modo di interpretare la vita. La canzone di per sé, avendo un ritmo forte ed energetico, potrebbe apportare ad una line-up di un Festival o in una festa con amici una bella botta dopamina per far partire bene la serata.

(Andrei Lepadat)

Le Feste Antonacci: 7,5

Arance del sud

Duopop, il binomio composto da due artisti classe ’97 milanesi, Dylan Curcio e Luca Benedetta, sulla scia del loro stile musicale pop in chiave electro è tornato questo venerdì con il singolo “Arance del sud” in seguito al loro brano “Lontano da me” in collaborazione con Albert. Con il brano i due artisti esprimono l’attesa che si innesca nel momento in cui iniziamo a frequentare qualcuno e poi di punto in bianco tutto tace. L’inizio del brano prende come riferimento un amore estivo, riferendosi al mese di agosto, all’interno del quale le due persone si trovano bene e poi tutto dopo una notte finisce, cambia, portando l’altra persona a distruggersi verso un’attesa che sembra interminabile.

“sono passate ore, ed ore ed ore, è tutta sabbia”

È una situazione molto comune, a volte la comunicazione si interrompe e nessuna delle due persone fa un passo per riprenderla e si resta fermi, ci si sente immobili e il tempo scorre, ma questo non cancella i ricordi e i bei momenti con la rispettiva persona. La cosa migliore potrebbe essere quella di riprendere i contatti con quella persona? Chissà. Credo proprio che in pieno tono malinconico, i due cantanti esprimono molto bene i sentimenti di tormento che ci si porta dietro da una situazione del genere. Sicuramente questa è la canzone giusta per chi si è appena lasciato o per chi è stato ghostato e ne sta soffrendo, è proprio la canzone da aggiungere ad una playlist creata ad hoc per connettersi con le proprie emozioni più profonde.

(Andrei Lepadat)

Duopop: 8,5

Dopo tutto questo tempo (Album)

“Dopo tutto questo tempo” è un album da dedicare a chi, nonostante i nostri cambiamenti radicali, in qualche modo è rimasto sempre lì. È da dedicare a chi ci vede come un libro aperto, pronto ad aver qualche pagina strappata o, ancora meglio, quale post it incollato su battiture di parole scritte ed evidenziate.

Dodici canzoni che riflettono sonorità alternative rock bilanciate però da accompagnamenti di chitarra su parole ironiche, taglienti, intime. È proprio questo mix a rendere speciale l’album che ha come presupposto la voglia di mostrare la complessità della natura umana. Le canzoni sono pugni in faccia, carezze, graffi, cicatrici che rimangono ancorate al nostro corpo e alla nostra anima. Chissà se nelle istruzioni per rendersi infelici ci sia un capitolo dedicato al perfetto dualismo della musica, ciò che ci fa vivere riesce sempre ad essere ciò che ci incita a strappare via la pelle dal nostro corpo. Credo si sbagli quando si prova a definire la musica come una semplice colonna sonora d’accompagnamento.
Come cambierebbe il mondo se io scomparissi? beh , il mondo non cambierebbe neanche di una virgola e tutto andrebbe avanti allo stesso modo, giorno dopo giorno. Ma prima di dare massime sulla nostra vita, buttiamo tutti i nostri problemi su quella volta in cui…“sesso tra ex”: prima traccia in totale stile Municipàl, paradossole e malinconico che lascia strada spianata ad un brano in acustico, “cemento”, una ballata in cui poesia e trivialità vanno di pari passo riuscendo a reggere il paragone con le prime righe del testo nelle quali si parla delle ragazzine tristi capaci di rovinare tutto.

La tristezza, che sia velata o mostrata, è il file rouge del disco e, ovviamente, “interrotti” è il brano emblematico del dolore, risentimenti, per una rottura mai sanata del tutto. L’amore vuole durare, vuole l’eterno, vuole il per sempre. Questa è la promessa degli amanti. L’incontro suscita la promessa: se gli amanti che si sono incontrati per caso vogliono che il caso si riveli loro come un destino, no? Brucerà ancora? Durerà? Durerà senza più bruciare?
Nascono poi i ritmi dance, “le hit estive” sembra emergere da un dancefloor, il rock è morto, la techno impazza e si sbagliano i dischi ma, per fortuna, ci sono sempre parti nuovi di sè da scoprire.
Continuano i turbamenti elettronici tra “Les yeux de” e “Volevo solo parlarti” che mischia argomenti e dettagli di vita, questioni di vento che si affrontano, dopo, in “maledetto maestrale” che incessantemente ci fa spegnere le sigarette come ci racconta in “Le antenne”.
A quasi fine disco arriva “Dopo tutto questo tempo”, ballad cantata con una voce calda e colorata da piccole particelle elettroniche.
Emozioni che viaggiano tra le canzoni. Macerie e pelle stracciata. Pop, rock, itpop, alternative, elettronica. Un lavoro non omogeneo, proprio come la nostra vita.
(Viola Santoro)

La Municipàl: 8

Wandervogel

Primo estratto dall’album in uscita in autunno, “Wandervogel” segna una netta rottura con il passato, sia per le tematiche affrontate che per l’innovativa produzione musicale. Ispirato al movimento giovanile tedesco degli inizi del ‘900, “Wandervogel” esplora il vagabondaggio e il rifiuto della società borghese con liriche immediate ma dense di pathos. La produzione mescola jungle, post-punk e influenze elettroniche, culminando in un sound abrasivo e fresco. Visconti inaugura così una nuova fase artistica, priva di compromessi e ricca di sperimentazione.

(Ilaria Rapa)

VISCONTI: 8

Tempo

Un brano che è un invito a godersi il presente, senza farsi sopraffare dalla routine quotidiana e dagli impegni incessanti: questo è “Tempo”, il nuovo singolo di Rafel, che ci ricorda che la monotonia spesso ci impedisce di apprezzare le cose più semplici della vita perché già concentrati sul prossimo impegno. Il finale è qualcosa che non ti aspetti, e a sorpresa sottolinea l’importanza di vivere pienamente il momento, senza sprecare nemmeno un minuto.                                                                                                                    (Ilaria Rapa)

Rafel: 7,5

Preferirei di no (album)

Potremmo definirlo come il debutto ufficiale di Vinnie Marakas, un viaggio ironico e critico nella contemporaneità, oppure potremmo chiamarlo con il suo vero nome ovvero “Preferirei di no”. L’album di Vinnie Marakas fonde nu italodisco, french house, funk e synth pop. Nei brani “Supermarket” e “Acqua Frizzante”, Marakas esplora il consumismo e la resistenza passiva, evocando Bartleby, il personaggio del racconto di Melville, da cui l’artista si ispira per il titolo dell’album. Le sette tracce mascherano con ritmi ballabili dei testi per niente superficiali, anzi poetici, invitano a interrogarci sulle ingiustizie della società contemporanea.
(Ilaria Rapa)

Vinnie Marakas:8

Le cose che odio di te

Una scatola piena di cose che non si sopportano dell’altra persona. Che apriamo dopo ogni lite, quando cerchiamo anche nel passato dei cavilli che palesino e giustifichino le ragioni per cui non sopportiamo l’altra persona.
Postino racconta i travagli delle relazioni adulte che, prive dell’enfasi adolescenziale, corrono sempre sul filo del rasoio. Amori “friabili”, dove ognuno dei due prima o poi deve rendersi conto che gli attriti sono la conseguenza delle somiglianze tra le loro personalità. Ed è in quegli spigoli affilati come spade che si trova la ricerca, l’ostinazione a voler restare insieme. A farci salvare dalle similitudini e dalle differenze stesse, che tengono insieme da sempre gli amanti in un equilibrio instabile.
(Stefano Giannetti)

Postino: 7,5

Ci sono dei bambini Ep

“Ci sono dei bambini” è un progetto nuovo, che Rokas porta prepotentemente alle nostre orecchie. “Se cado giù” è un bellissimo singolo, potente, dove il dancefloor degli anni Ottanta ci avvolge, in un pop ritmato senza tempo. “Paura di non farcela” ha un mood alla Neffa, con un bel piano, quasi soul, e tante paure, quelle di essere trascinato giù e la difficoltà di risalire, la necessità di vedere più chiaro. La raccolta si chiude con “Scusami”, un brano già edito, dove l’ambientazione è un on the road americano, nella metafora di una relazione con uno sacco di droga e un posto di blocco.
Una raccolta di tre singoli sulle difficoltà, nelle relazioni, che ci trasportano nel dolore. Ci sono dei bambini è un bellissimo mondo, in cui approdare.
(Lorenzo Ottanelli)

Rokas: 8,5

Okay Okay (S1 E2)

Veniamo introdotti con un riff di chitarra che ci accompagna per tutto l’inizio del brano, quando entrano anche le batterie. Questo terzo episodio del nuovo progetto di Mameli vuole essere un vero e proprio singolone estivo, in particolare nel ritornello dal sound dance, con qualche influenza elettronica.
Nel testo c’è tutto ciò che serve: un mood malinconico e triste, dove la relazione con Anna è sempre appesa a un filo. L’importante è, però, pensare che è “tutto ok, è tutto ok”.
(Lorenzo Ottanelli)

Mameli: 7

Luci

Mettete un buon sound raggae, un testo urban pop, mixatele e avrete Luci di Nashley. Un bel pezzo dove il conflitto interiore si mostra come il riflesso di una città caotica, dove volersi perdere, “tra le coste francesi e le tue cosce in un attico”.
Nashley vuole perdersi “tra le luci della città e le lacrime dei palazzi”, dove non sa chi è lei né chi è lui. È un gioco, fatto di belle chitarre, di una buona tastiera e di un sound raggae molto contemporaneo.
(Lorenzo Ottanelli)

Nashley: 8

Make sense of any mess

Un’attrazione fatale come un incidente frontale.
Il ritmo punk-rock del brano degli Animaux Formidables accompagna la sensazione di una corsa in auto senza nessuno a pilotare. L’autista che manca è la razionalità. Ci si lascia solo guidare, consci di andare molto probabilmente a schiantarsi, dal casino di una relazione disfunzionale, sbagliata. Eppure così irresistibile. Si corre non per propria volontà, ma perché tanto non si può più tornare indietro. E se abbandonassimo tutte le convenzioni amorose e sociali e dessimo retta solo all’istinto primordiale, cioè al seducente magnetismo che ci ha avvicinati (“But look at us now, just ready to make sense of any mess.”)?

(Stefano Giannetti)

Animaux Formidables: 7

Tra la Luna e il Mare

Provando prurito può capitare di iniziare a grattarsi, il fastidio invece di diminuire però potrebbe aumentare mentre la pelle inizia a diventare prima rossa e poi a tagliarsi, fino a sanguinare.

L’amore stuzzica il cuore, lo fa uscire dai dubbi del passato e poi ferisce, affondando i sentimenti al suo interno a volte in maniera pericolosa e fatale. Angelo Sicurella ci lascia in bilico tra la luna e il mare, tra l’inizio di un sogno e l’incubo di qualcosa non andato secondo le aspettative. Rimanere sospesi è un momento dove tutto può succedere, bisogna essere pronti al peggio immaginando di raggiungere le stelle.

(Nicolò Granone)

Angelo Sicurella: 8,5

Mostro Mio

“Mostro mio, mostrati, dimostrati che il limite è per davvero invalicabile”

Non si può combattere qualcosa o qualcuno che non si conosce, altrimenti si finisce solamente a fare la guerra con se stessi. Bisogna avere il coraggio di capire le difficoltà, analizzandole, anche dall’interno, in modo da riuscire a trovare il punto debole delle nostre preoccupazioni. Rimanendo sempre all’erta, perché abbassando la guardia si può lasciare scoperto il fianco al contrattacco.

Un brano che parla anche di esoterismo, di paure arcaiche al servizio di sentimenti ed emozioni, libere da ogni razionalità, per questo mutabili e pericolose. Non bisogna adattarsi al nemico, anzi è consigliato lottare invocando speranza a e benevolenza.
(Nicolò Granone)

Bobby Marcs: 7,5

Cani

L’elogio all’istinto della imperfezione, a tutto quello che succede senza dare senso alle coincidenze e alla realtà di un momento, che si verificherà quasi per natura. Mi innamorerebbe lo stesso, sbagliando a comunicare, inciampando nell’imbarazzo delle emozioni, confusi, sbagliati e totalmente incasinati. Ecco cos’è l’essere umano, un animale che cerca la gioia soffrendo.

La vita è una danza concitata, piena di strani personaggi che incontriamo durante il cammino, nel quale ognuno di noi è sia protagonista sia spettatore di ciò che dovrà succedere. Tutto è davvero complesso, rimane quindi complicato dare un senso al ragionamento, meglio vivere l’esperienza.
(Nicolò Granone)

Tamango: 9