Combattendo il disagio esistenziale con gli ELETTRICA | Indie Talks

Di Filippo Micalizzi

Ci preoccupiamo ogni giorno di costruire qualcosa di certo per il nostro futuro, ma la scomoda verità è che di reali certezze non ne abbiamo e quando ce ne accorgiamo è ormai troppo tardi. Tutto quello che abbiamo costruito finisce per crollare sotto i nostri piedi, lasciandoci solo un estraniante disagio esistenziale e una serie di punti interrogativi. 

Per cancellare questi punti interrogativi gli ELETTRICA hanno deciso di intraprendere un viaggio terapeutico con il loro nuovo album che porta lo stesso titolo del nome della band, “Elettrica” appunto, che attraversando diverse emozioni, si riversa in 9 brani con un unico filo conduttore: la difficoltà di relazionarsi in un futuro instabile. Proprio sul tema del disagio relazionale ci siamo confrontati direttamente con loro in questo nuovo Indie Talks.

GLI ELETTRICA X INDIE TALKS

  • Ciao ragazzi! Vorrei partire con la prima traccia del disco. in “FAMMI MALE” esordite dicendo “non sono quello che vuoi ma posso fingere”. Secondo voi perché tendiamo nascondere il nostro vero “io” quando ci relazioniamo con gli altri?

Perchè è più facile. Indossiamo maschere dalla mattina alla sera, in qualsiasi ambito. Abbiamo paura di non essere piaciuti, non essere voluti o ascoltati. Di essere imbarazzanti, fuori luogo, o semplicemente troppo diversi. Quindi proiettiamo qualcos’altro. Qualcosa che pensiamo sia più “vendibile” di noi stessi.

  • Quel “Soli mai più” urlato nel finale di “MAI +” denota una certa speranza nel futuro. Vorrei però porre l’attenzione sulla parola “soli” e chiedervi: perché la solitudine ci fa così paura?

Forse perchè in fondo, lo siamo veramente. Senza contare la distorsione del fatto che una relazione non può avere l’obiettivo di non essere mai più soli. Ma il fatto è che ci piace romanticizzare sempre, in un modo o nell’altro.

  • La direzione artistica dell’album è stata curata da Divi dei Ministri. Restando in tema relazioni, com’è nata questa collaborazione e com’è stato lavorarci assieme? 

Da sempre grandi fan. L’abbiamo conosciuto per caso, contattandolo. Poi le prove, i confronti, le idee, fino alla produzione di tutte le tracce. Abbiamo imparato un sacco e ci ha aiutato tantissimo a esprimere quello che volevamo. Ormai per la band è un mentore, non vediamo l’ora di fare un altro album insieme.

  • Tornando all’album, in “LONTANA DA TE” è presente una frase che mi ha colpito molto. “Non riusciamo a sentirci, solo a parlare”. In quest’epoca in cui è possibile praticamente raggiungere chiunque in qualunque momento, perché paradossalmente sembriamo tutti più distanti?

I contatti tra le persone, in un mondo dove tutto è sempre veloce e iper accessibile, sembrano essere meno speciali, ci si stanca più velocemente. Ci si tende a comparare, misurarsi con gli altri, in un paesaggio infinito fatto di foto in 4k. Menomale che ci sono i concerti. Li ci si incontra tutti.

  • Con “ELETTRICA” avete deciso di raccontare in 9 tracce tutto il disagio esistenziale che vi portate dentro. Quindi per chiudere vi chiedo: condividere i vostri pensieri più intimi attraverso la musica ha aiutato ad esorcizzare un malessere interiore?

Sicuramente è stato terapeutico, e sentire ai concerti cantare le stesse frasi e parole ha un che di magico, ci sembra di essere riusciti in qualcosa di bello. Noi siamo contenti, è stato il primo passo di un viaggio che speriamo durerà ancora molto a lungo, fatto sì di fatica e disagio, ma anche di tante emozioni positive. E comunque, al di là di tutto, lo faremmo in ogni caso.