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Balto:”I sentimenti e la notte ci rendono fragili”| Indie Talks

Respirare a pieni polmoni e tu non pensarci più, cantano i Balto, ma quanto è difficile vivere “Notti insonni per cuori incerti”?

Aspettative, sensi di colpa, progetti che all’improvviso subiscono delle complicazioni o un futuro ancora da scrivere senza sapere come sono i temi del nuovo disco, che a differenza del precedente porta con se sia rabbia che rassegnazione, con la consapevolezza che crescere non è mai troppo facile. In più può capitare di cercare conforto dentro sentimenti, emozioni, e amori corrisposti o meno che modificano il nostro stato d’animo interno, provocando il più delle volte un cortocircuito tra quello che siamo e quello che proviamo, con il mondo esterno, insensibile davanti alle nostre piccole o grandi disperazioni.

E allora la musica diventa un rifugio per compiere una rivoluzione, per prendere a calci i dubbi e le paure, riunendosi sotto ad un palco con la voglia di cantare forte buttando fuori il senso della vita.

BALTO X INDIE TALKS

Cosa vuol dire essere un ragazzo fragile nel 2025?

Essere un ragazzo fragile oggi significa trovare il coraggio di convivere con le proprie vulnerabilità, fragilità e incertezze. Significa accettare che queste non sono una forma di debolezza, ma un modo di sentire intensamente emozioni e gli stati d’animo propri e altrui, esponendosi al rischio di essere feriti.

Quanto è difficile rendere razionali i sentimenti, accettandoli?

Forse il trucco non è cercare di razionalizzare i sentimenti, ma ascoltarli e accoglierli per quello che sono, imparando a dar loro spazio senza farsi sopraffare. Accettarli non significa capirli, ma vivere con loro, lasciandoli fluire.

È sempre necessario aggiustare un cuore rotto, o è importante riuscire a convivere con il dolore?

Non sempre un cuore rotto si può o si deve aggiustare. A volte le crepe diventano parti fondamentali di noi, spazi da cui può entrare nuova luce. Convivere con il dolore può anche essere una forma di guarigione, un modo di trasformare il peso in qualcosa di significativo, di nostro.

Il lunedì simboleggia spesso un nuovo inizio, ma quanto è difficile fare pace con certe domeniche?

Molto, molto difficile. Ma non bisogna farci pace per forza, anzi, a volte ci tormentiamo fin troppo per scrivere i nuovi propositi, per progettare i nuovi inizi, lasciandoci scappare le sensazioni del presente. Anche il dolore o la noia sono sentimenti e sensazioni importanti da conservare.

PH: Ufficio Stampa

L’amore che promesse si porta via?

Crescendo si accetta meno (Forse è giusto così) e ci si arrabbia di più, cadendo dentro le preoccupazioni e lasciandosi addosso i tormenti (Notti insonni per cuori incerti).

Dalla sensazione di smarrimento è nato un disco nel quale avete ritrovato una vostra identità forte. C’è una giusta distanza tra vita e arte?

Questa “distanza” non ha unità di misura, è mutevole e cambia da un secondo all’altro, fino a combaciare con la vita stessa. Questo disco rappresenta un po’ questo concetto: un momento preciso in cui l’arte è combaciata con le nostre vite.

PH: Ufficio Stampa

Secondo voi Nordest sarebbe stata apprezzata da Raffaella Carrà celebre per com’è bello far l’amore da Trieste in giù?

Probabilmente no, ma chi lo sa. Raffaella riusciva ad essere ironica e geniale, costruttiva sulle macerie e anche dai tormenti tirava fuori la gioia. Letteralmente ribaltava i tormenti in tormentoni. Era unica e noi, al massimo, abbiamo trasferito un tormento in musica. Però chissà.

Quale vostra canzone non può assolutamente mancare in una playlist che si ascolta per superare la notte?

“Cinema” è un pezzo che nasce proprio per questo motivo, per cercare di superare il buio. Affonda le radici nella disperazione, nello smarrimento, ma è anche carica di energia e di fiducia nel domani. Meglio se pompata in macchina a tutto volume, mentre viaggi in autostrada.

Nicolò Granone

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